Putin: gli oppositori di Assad non sono degli “angeli”, uccidono e decapitano la gente

Risultati immagini per Putin al Foro Economico di San PietroburgoIl presidente Putin ha dichiarato Venerdì, in una incontro pubblico,  che il presidente siriano Bashar al-Assad ha commesso molti errori ma i suoi detrattori non sono certo neppure loro “dei santi”.

“Parliamo in concreto: ha commesso errori Assad ? Sicuramente si ma quelli che sono i suoi oppositori non sono certo dei santi”.  “Chi sono quelli che uccidono e decapitano la gente? E noi dovremmo appoggiare questi elementi?”, ha detto il capo del Cremlino durante il Foro Economico di San Pietroburgo.

Putin ha riconosciuto le difficoltà di comunicazione con gli Stati Uniti nel momento di dare il consenso sugli obiettivi degli attacchi contro le posizioni dei terroristi. “Loro ci dicono: ah no, là  non potete bombardare perchè questi sono i “buoni”. E noi rispondiamo: ma come i buoni, se sono lo Stato Islamico ed il Fronte Al Nusra”, ha aggiunto Putin, mettendo in rilievo che in questo modo gli USA ostacolano la lotta antiterrorista di Mosca in Siria.

Nello stesso tempo ha assicurato che il suo paese non rimarrà con le braccia incrociate. “Non andremo ad aspettare che loro vadano dove vogliono”. In questo senso Putin ha ricordato che in Siria operano, secondo dati preliminari, circa 5.000 combattenti russi e che “questi rappresentano una minaccia reale e non fittizia per la Russia, visto che i miliziani cercano di rientrare e molti di loro ci riescono”. Continua a leggere

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11/9, perché il consulente saudita dice che dietro c’erano gli USA? – di Giulietto Chiesa

 “…quella di Katib Al-Shammari non è l’unica cicogna a volare fuori formazione. Il mese scorso un altro cittadino arabo-saudita, il direttore del Centro d’informazioni per gli Studi arabo russi, Dottor Majed Abdulaziz Al-Turki, ha sorpreso il foltissimo uditorio di militari di tutto il mondo (eccetto i paesi Nato) riuniti a Mosca per la Sesta Conferenza sulla Sicurezza Internazionale, con una relazione in cui ha dichiarato con tutta chiarezza che i gruppi terroristici “esprimono non se stessi ma le intenzioni di forze ignote, non visibili, in quanto sottoposti ai servizi segreti di alcuni paesi”.

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Consulente governo di Riad: ‘l’11 settembre 2001 fu operazione esclusivamente americana, progettata ed eseguita all’interno degli USA’

Strane cose dal mondo mentre un’America lacerata e isterica fatica a mantenere il controllo degli scenari in cui è impegolata. Ora è l’Arabia Saudita che manifesta ripetutamente segni di inquietudine e di rivalsa.
Inquietudine ben giustificata se si tiene conto che Riyadh è letteralmente appesa alla protezione americana e israeliana, e ha fondati motivi per credere che una tale America sia sempre più bisognosa di cure psichiatriche. Inquietudine che potrebbe innescare inedite reazioni vendicative, per quanto collidenti con l’interesse strategico. Come nei casi che qui stiamo esaminando, che si stanno trasformando in accuse devastanti per l’immagine e il ruolo guida di Washington.

La più clamorosa delle quali è la rivelazione saudita secondo cui “l’11 settembre 2001 è stato una operazione esclusivamente americana, progettata ed eseguita all’interno degli Stati Uniti”. Boom! Affondati in un colpo solo i servizi segreti americani e i debunkers che da sedici anni difendono la versione ufficiale dell’11/9. Continua a leggere

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A proposito di Gaza e dell’assedio: perché si permette che avvenga?

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A metà maggio, il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha avvertito sull’imminente collasso della Striscia di Gaza affermando, in una allarmante dichiarazione, che: “La scarsità di energia e la grave carenza di carburante a Gaza hanno danneggiato tutti gli aspetti della vita nella Striscia…”. Il rapporto ha messo in guardia su una “crisi incombente” nella sanità pubblica e nei settori dell’ambiente a causa della scarsità di energia.

E tornando indietro a settembre 2015, l’ONU aveva già avvertito che Gaza sarebbe divenuta “inabitabile” entro il 2020. In quell’anno il rapporto aveva reso chiaro il fatto che il PIL di Gaza era sceso del 15% nel 2014 e che la disoccupazione aveva raggiunto il risultato record del 44%, col 72% delle famiglie che non aveva cibo sicuro da mangiare! Continua a leggere

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A proposito del limite di dare a Cesare quello che gli spetta

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Alexander  Solzenicyn ebbe a dire:

“Quando Cesare, dopo essersi preso tutto quanto compete a Cesare, comincia  con insistenza ancora maggiore, ad esigere da noi quanto spetta a Dio, guai se gli cediamo!”

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“Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui”

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“Non morirà mai un popolo che, malgrado l’oppressione e l’occupazione, coltiva le sue tradizioni, la sua lingua e la sua cultura”

Emiro ‘Abd Al-Qâdir al-Jaza’irî

 

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Il mondo si trova immerso in quello che definiscono lo “SCONTRO DI CIVILTA’” (o si tratta di altro) ? – di Luciano Lago

Si è svolto a Modena, presso il Circolo “La Terra dei Padri” un convegno che aveva per titolo: “Islam Europa USA quale è il vero scontro di civiltà”

Relatori: Enrico Galoppini e Luciano Lago

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La teoria dello “Scontro di Civiltà” fu elaborata per la prima volta nel 1996 nella celebre opera di Samuel Phillips Huntington, un politologo statunitense, uno dei massimi esperti di politica estera, consigliere dell’amministrazione americana ai tempi di Jimmy Carter, direttore degli Studi strategici e internazionali di Harvard, fondatore di Foreign Policy.

Huntington era un affiliato alle nuove correnti politiche neocons degli USA  ed era anche un sodale del guru neoconservatore Bernard Lewis, un ideologo di queste correnti e fondatore dell’American Enterprise Institute (Istituto per le Imprese Americane). La stessa origine dell’uso recente del termine dovrebbe far sospettare delle reali motivazioni che hanno fatto diffondere l’idea propagandata  dello “scontro delle civiltà”.

Nella sua opera del 1996, Lo scontro delle Civiltà, Huntington sosteneva con forza il concetto che la civiltà cristiana occidentale fosse destinata ad entrare in conflitto con il mondo musulmano medio – orientale. Tuttavia la pubblicazione di questo libro avvenne quasi contemporaneamente, quando nel 1997, le correnti politiche dei neocons presero piede negli USA e resero noto il loro piano “Per un nuovo secolo americano”.

Con la scomparsa dell’URSS, avvenuta nel 2011, si era dissolto quello che era l’antagonista degli USA e del “mondo occidentale”. L’elite di potere USA avvertiva la necessità di crearsi un “nuovo nemico” per focalizzare la tensione su di quello e crearsi l’alibi per giustificare le nuove guerre in previsione nel Medio Oriente ed in Asia centrale.
L’elaborazione delle tesi di Huntingon hanno avuto origine nel contesto dell’ascesa politica dei gruppi neocons statunitensi che si riunirono in quegli anni all’interno di alcuni prestigiosi Think Tank, accademie e organismi ufficiali, dove si dedicarono a teorizzare quali strategie e quali azioni sarebbero state le più idonee per consentire agli USA di stabilire definitivamente la loro egemonia unipolare a livello planetario.

La visione di fondo dei neocons era quella secondo cui agli Stati Uniti era stata assegnata la “missione” di traghettare il mondo verso un nuovo ordine mondiale dove Washington avrebbe imposto a tutti gli altri paesi il suo sistema politico e sociale, il suo modello economico ed il suo dominio unipolare. Questo era in sintesi l’idea dell’”eccezionalismo americano”. Continua a leggere

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Chi è Emmanuel Macron. Parla Francois Henrot, ex direttore della Banca Rothschild

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Obiettivi USA nel Mediterraneo: sono agricoli e commerciali. Appoggiati dalla violenza – di Antonio de Martini

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Il titolo di questo post posso riassumerlo così: gli Stati Uniti hanno destabilizzato il Mediterraneo per difendere il loro tenore di vita perseguendo una serie di obiettivi, tutti economici e quasi tutti raggiunti. La Unione Europea ha collaborato perché la sua classe dominante ha gli stessi, anche se minori, interessi. Questi interessi non coincidono con quelli italiani e dei paesi mediterranei che hanno economie differenti.

Ecco gli obbiettivi:

a)bloccare” la nuova rotta del mediterraneo ai cinesi, visto che la pirateria alimentata nello stretto di Bab el Mandeb non è stata sufficiente. Adesso scegliere un porto mediterraneo come “hub” per le proprie merci, mentre l’intero bacino è instabile, è un rischio che potrebbe costare caro a chi cerca di venire nel Mediterraneo e snobbare i porti del Nord a partire da Amsterdam, Rotterdam e Amburgo. I cinesi devono accettare di allungare di quattromila chilometri le loro rotte per mantenere la centralità dell’Atlantico. ( obj raggiunto)
b) “sconsigliare” ai cinesi di restare come primo investitore in Africa.

36.000 mila cinesi sono stati rimpatriati dalla sola Libia al costo di 3 miliardi di dollari;

le 2.000 società cinesi presenti in Africa per un totale di 32 miliardi di dollari sono considerati ormai ad alto rischio e sono in continua diminuzione.

Sinosure ( la SACE cinese) a partire dal primo trimestre del 2011 ha visto salire del 167% le richieste ( loss claims). I nuovi contratti scendere del 70,8% sempre nel solo 1 trimestre in Algeria e del 46,9 in Libia.( obj raggiunto)

c) controllare le rivolte della fame e attribuirla ad altro: ce ne sono state 37 nei primi 4 anni, poi ho smesso di contarle.

L’agricoltura USA è sovvenzionata al doppio di quella UE. Le agricolture africane non lo sono affatto e quindi non riescono a stare al passo e gli euro-americani hanno collaborato per distrarre le masse affamate con chiachiere sulla democrazia.

Nella sola Libia, la farina è aumentata di sette volte nell’ultimo anno. La Tunisia non conta più le rivolte locali per il caro vita. In Egitto la situazione degli agricoltori peggiora di continuo e si rimedia con l’emigrazione in Italia dove giungono ex agricoltori egiziani spesso ormai tubercolotici.

Si finge che le difficoltà provengano dalla fame di democrazia in maniera da continuare a arricchire le proprie agricolture ( e agricoltori) che sono la base elettorale di quasi tutti i governi occidentali. ( obj raggiunto)

d) dare ai governanti arabi di che preoccuparsi per l’interno in modo che non si interessino di politica estera e favorire così una soluzione al problema palestinese. ( obj raggiunto, ma non concluso)

d2) alleggerire la pressione sul dollaro internazionale che si sta facendo sempre più forte. Ormai raggiungere il plafond massimo di indebitamento pubblico previsto dalla legge USA non fa più nemmeno notizia. IL RAPPRESENTANTE DELLA BANCA CENTRALE CINESE ( il primo tesaurizzatore dei bond USA) HA PIÙ VOLTE UFFICIALMENTE AMMONITO GLI USA A “SCHERZARE COL FUOCO”. Questa notizia l’ha data solo l’agenzia Italia e poi nessuno l’ha più ripetuta.

e) accelerare la “democratizzazione” dei paesi arabi: Libia, Siria, Yemen e Bahrain hanno resistito. L’Arabia Saudita prende provvedimenti umoristici. La Giordania, pressata ad attaccare la Siria, non può permettersi il lusso di affrontare l’argomento nemmeno in teoria e il Sudan fa orecchie di mercante felice di non avere più la grana del Sud Sudan. L’Algeria forte del ricordo della vittoria sulla Francia incute timore. Il Marocco sembra un’isola felice grazie all’assenza di critiche “american-democratiche” e periodiche iniezioni di gerovital americano. Serve come piattaforma futura di sbarco e non si tocca. ( obj non raggiunto)

f) liberarsi del pericolo finanziario rappresentato da Gheddafi e dalla sua proposta di dinaro oro .

Persino il presidente sud africano ha accusato USA e GB e Francia di aver attaccato ” per favorire una fazione e l’occupazione straniera della LIbia”.

Gheddafi è morto, i cinque presidenti dei paesi africani che ne appoggiavano l’idea sono stati tutti sostituiti con la forza, ma l’idea di far valere le proprie materie prime si è ormai fatta strada. Il Senegal ha recentemente detto che non vuole più esportare cacao, ma fabbricare cioccolata. Un modo come un altro per dire che non vuole essere pagato in dollari.( obj fallito)

g) intimidire Turchia e Iran che andavano coagulandosi ( grazie alla complicità nata dall’aggiramento dell’embargo e sviluppata nella lotta anti kurdi) in una media potenza-alleanza nucleare.

Qui la situazione è ancora in evoluzione e il “plateau” turco-iranico si sta trasformando in un più vasto agglomerato includendo l’Afganistan e la Mesopotamia che continuano a resistere alla occupazione e controllano il golfo persico e i pipeline che affacciano il mediterraneo. Continua a leggere

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In un giorno, tre storie rivelatesi false –

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È giorno di fake news. Tre storie che stanno facendo il giro dei media, tutte basate su false premesse. Corea del Nord, Siria e Trump ne sono gli obiettivi.

1. Il Wall Street Journal afferma con un titolo #fakenews che i bit del computer-code nel recente ransomware WannaCry sono identici a quelli usati nel 2014 per hackerare la Sony (attacco falsamente imputato alla Nord Corea).

Ricercatori trovano un indizio che collega il virus ad un gruppo legato a Pyongyang

Neel Mehta, specialista di sicurezza informatica presso l’unità Google di Alphabet Inc., ha rilevato ieri delle somiglianze tra quella variante WannaCry ed il codice usato in una serie di attacchi attribuiti al gruppo Lazarus.

Il gruppo “Lazarus” (che probabilmente neanche esiste) è stato attribuito ad agenzie statali nordcoreane. Dopo sei paragrafi abbiamo appreso che le “somiglianze” sono state trovate in codici spesso riutilizzati:

I risultati non dimostrano che Lazarus o Corea siano coinvolti in WannaCry, hanno detto i ricercatori. I colpevoli dell’ultimo attacco, non ancora identificati, potrebbero aver copiato il codice in questione.

La connessione trovata nella vecchia versione si basa su software che entrambi i programmi utilizzano per collegarsi in modo sicuro ad altri sistemi su Internet, ha affermato Kurt Baumgartner, ricercatore di Kaspersky Lab.

Un codice comune si trova in quasi tutti i software che si connettono ad Internet. Il motivo è semplice. Nessuno scrive più questo codice. Ci sono ben testati esempi di tali frammenti di programma ampiamente disponibili in software open-source su Github e altrove. Fare “copia e incolla” è molto più veloce che riiniziare da capo. Peggio ancora – la parte di codice in questione è così banale che qualsiasi programmatore decente probabilmente lo scriverebbe nello stesso modo (una chiamata alla funzione Time() per ottenere un seed value per una successiva chiamata alla funzione Random ()). Non c’è motivo di fare uno più uno. Due persone che lo fanno allo stesso modo non dimostrano niente. Neanche usare un codice disponibile al pubblico dimostra niente. Certamente non dimostra che il codice per due hack diversi è stato scritto dalle stesse persone. Non è verificato che questi bug abbiano a che fare con la Corea. Le somiglianze nei bit non costituiscono notizia.

2. A febbraio, Amnesty International (che promuove gli interventi della NATO) ha pubblicato una relazione ad effetto su presunti omicidi nelle prigioni siriane. Come scrivemmo al tempo:

“Un nuovo report di Amnesty afferma che il governo siriano ha impiccato tra i 5.000 e i 13.000 prigionieri in un carcere militare in Siria. Non c’è nessuna prova, si basa tutto su fonti anonime. I numeri stessi sono stime che nessuno scienziato e nessuna corte accetterebbe mai. È fantascienza, come dimostra il titolo del documento, “Mattatoio umano”.

Il Dipartimento di Stato americano ora riutilizza questa falsa relazione e ci aggiunge immagini satellitari, mal interpretate, per diffamare ulteriormente il governo siriano:

Stati Uniti: Siria brucia corpi per nascondere la prova delle uccisioni di massa. Continua a leggere

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Trump raggira i media e persegue l’intesa con la Russia – di Gilbert Doctorow

Trump dimostra di non essersi ancora piegato ai falchi russofobi…

Risultati immagini per Trump lavrovDonald Trump e Sergei Lavrov

Secondo l’ideologia neocon che ostacola l’istituzione politica statunitense, è assiomatico che i Paesi democratici siano amanti della pace perché riflettono veramente in politica la mentalità pacifica e imprenditoriale della popolazione. Al contrario, i regimi autoritari sono guerrieri poiché intrinsecamente instabili e senza sostegno sostanzialmente fondato, ricorrono all’aggressione o alle minacce all’estero per mantenere il popolo in riga. I regimi autoritari dovrebbero essere abbattuti se si vuole la pace globale. Così gira la storia. Le azioni dell’amministrazione Trump nelle ultime settimane dimostrano, oltre ogni dubbio, che le democrazie ricorrono ad aggressioni o minacce all’estero proprio per risolvere i conflitti politici interni. Ciò è ancor più vero quando la politica è consigliata dal maestro del realismo Henry Kissinger, dalla profonda esperienza nell’ambito dei compromessi che ora esamineremo. Continua a leggere

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