Le banche di Wall Street si stanno comprando l’acqua del mondo – di Jo-Shing Yang

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Si sta accelerando una tendenza preoccupante: le banche di Wall Street e i multimiliardari dell’elite stanno acquistando l’acqua in tutto il mondo ad un ritmo senza precedenti.

Note mega-banche e colossi d’investimento come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Citigroup, UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse, Macquarie Bank, Barclays Bank, the Blackstone Group, Allianz, e HSBC Bank, tra le altre, stanno consolidando il loro controllo sull’acqua. Anche magnati come T. Boone Pickens, l’ex presidente George H.W. Bush e la sua famiglia, Li Ka-shing di Hong Kong, Manuel V. Pangilinan delle Filippine e altri stanno comprando migliaia di ettari di terreno con falde acquifere, laghi, diritti di sfruttamento, aziende di erogazione, azioni in compagnie di ingegneria e tecnologia dell’acqua.

Le seconda tendenza preoccupante è che, mentre i nuovi baroni stanno comprando l’acqua in tutto il mondo, i governi stanno rapidamente limitando la capacità dei cittadini di procurarsela autonomamente (come evidenziato dal noto caso di Gary Harrington, nell’Oregon, dove lo stato ha criminalizzato la raccolta dell’acqua piovana in tre laghetti situati sulla sua proprietà privata, accusandolo di 9 imputazioni e condannandolo a 30 giorni di prigione).

Mettiamo questa criminalizzazione in prospettiva:
Il miliardario T. Boone Pickens possiede più diritti di sfruttamento dell’acqua di qualsiasi altro individuo in America, potendo sfruttare circa 250 miliardi di litri l’anno. Ma l’ordinario cittadino Gary Harrington non può raccogliere l’acqua piovana sui suoi 68 ettari di terreno. (ndr anche da noi misure in vista, vedi qui e qui )

E’ uno strano Nuovo Ordine Mondiale quello in cui i multimiliardari e le banche possono possedere falde acquifere e laghi, ma i comuni cittadini non possono neanche raccogliere l’acqua piovana o la neve disciolta nei loro cortili dietro casa. Continua a leggere

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Come la Blackwater intende salvare l’Europa dai rifugiati – di Cristina Amoroso

Erik Prince, il fondatore e dirigente della Blackwater Usa, compagnia militare privata, responsabile di avere aperto il fuoco contro civili iracheni, propone una soluzione militarizzata al problema dei migranti in Europa.

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Il Filancial Times ha aperto il nuovo anno con un articolo di Erik Prince, il fondatore della società ex Ceo Blackwater, una società militare privata e di gruppo, responsabile di azioni infamanti, come il massacro di Plaza Nisur a Baghdad del 2007 contro bambini e civili iracheni. L’azienda ha poi intrapreso nel corso degli anni varie azioni per rinnovare la propria immagine e prendere le distanze pubblicamente da connotazioni tossiche.

Ora Erik Prince è presentato dal più autorevole giornale economico-finanziario del Regno Unito come autore di un articolo salva-Europa, dal titolo accattivante “A public-private partnership will solve Europe’s migrant crisis”. L’autore è garbatamente presentato dal Ft brevemente: “Lo scrittore, un ex Seal della marina statunitense, è presidente esecutivo del Frontier Services Group”. Continua a leggere

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Siria: Nuove prove delle responsabilità occidentali

PTV News 17.08.17 -

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Perché la guerra in Afghanistan durerà per sempre

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Nel maggio del 2017, sulle pagine del Wall Street Journal, Erik Prince, il fondatore della Blackwater, cercò di dimostrare che per il Pentagono sarebbe stato più vantaggioso usare mercenari professionisti e nominare un viceré per soprintendere la guerra in Afganistan.

Secondo Prince, questa sarebbe stata una soluzione per la più lunga guerra dell’America, di 16 anni e 117 miliardi di dollari:

In Afghanistan, l’approccio del viceré ridurrebbe le frodi dilaganti, concentrando le spese sulle iniziative che favoriscono la strategia centrale piuttosto che l’attuale mettere il contante in ogni mano tesa da parte di un sistema statunitense privo di memoria istituzionale.

Il signor Prince deve essersi dimenticato che anche la sua mano era tesa durante la guerra in Iraq. In luglio, è trapelato che Prince e Steve Feinberg, il proprietario dell”agenzia militare Dyn Corporation, avevano iniziato a preparare un piano per privatizzare la guerra in Afghanistan. A quanto si dice, la strategia sarebbe stata chiamata “opzione Laos”, alludendo alla gestione occulta in Laos da parte degli USA durante la Guerra del Vietnam.   Questo nome non è stato una grande scelta, perché gli Stati Uniti sganciarono 2,5 milioni di tonnellate di bombe su quel paese, fino a quando non furono costretti a lasciare il Vietnam nel 1975. Tradizionalmente, gli Americani in genere non si ricordano i danni collaterali causati dalle loro avventure all’estero. Nel frattempo, gli ordigni inesplosi hanno ucciso più di 20.000 civili durante i 40 e più anni trascorsi dall’inizio della pace. Ovviamente, Prince e Feinberg hanno ricevuto una fredda accoglienza nell’amministrazione statunitense, per esempio da McMaster o da Mattis, ma il pendolo ha cominciato ad oscillare. La lobby degli affari militari è forse la più potente negli Stati Uniti e, se gli appaltatori sono interessati a ravvivare la Guerra in Afghanistan, riusciranno sicuramente ad ottenere quel che vogliono. Continua a leggere

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Vladimir Putin: “Seduti sulle nostre teste a masticare chewing-gum”

Al recente Forum Economico di San Pietroburgo Megyn Kelly, la nuova star della NBC americana, portata via a suon di milioni dalla FOX, è stata mandata ad intervistare Putin, con il preciso compito di “fargli fare una brutta figura” davanti alle telecamere. Ecco il risultato. [Sintesi]

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L’ONU accusa la coalizione dell’Arabia Saudita di uccidere centinaia di bimbi nello Yemen

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Alwaght, l’ Organizazzione delle Nazioni Unite (ONU) ha accusato, a seguito di una informativa confidenziale, la coalizione saudita di uccidere centinaia di bambini nel corso dell’aggresssione contro lo Yemen.
In questa informativa confidenziale, pubblicata nella rivista statunitense Foreign Policy (FP), si mette in evidenza che l’ONU cerca di includere l’Arabia Saudita ed i suoi alleati nella lista nera dei paesi o gruppi che uccidono o mutilano i bambini.

“L’assassinio e la mutilazione dei bambini continua ad essere il crimine e la violazione più frequente dei diritti dei bambini nello Yemen. Nel periodo che prende in esame l’informativa, gli attacchi aerei hanno causato più della metà di tutti i decessi di bambini, con almeno 349 bambini morti e 333 feriti o mutilati”, secondo l’informativa di 41 pagine. Continua a leggere

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Prof. Michel Chossudovsky: La guerra globale al terrorismo è una grande bugia

Dalla Conferenza Internazionale Il Nuovo Ordine Mondiale, Michel Chossudovsky: Al Queda e l’Isis non sono organizzazioni indipendenti, sono sponsorizzate dagli Stati Uniti. E’ documentato come già da prima del 2011 ci sia stato un processo di reclutamento di mujahidin per combattere in Siria. E ciò è stato coordinato dalla Nato e dell’alto comando turco.

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Noam Chomsky e l’economia predatoria delle banche: Obama un terrorista.

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Putin promette di arrestare G. Soros, chiuderlo in cella e buttare la chiave

“George Soros, lo speculatore finanziario senza scrupoli, si è proclamato “filantropo” e le sue Fondazioni (ONG) esonerate di imposte sono una parte integrale di questa macchina da guerra preventiva”. William Engdhal

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La Russia aveva espulso Soros fuori dal paese per buone ragioni. Era stato Soros che aveva aiutato a rovinare l’economia russa e quella polacca nel decennio del  1990.

Come un grosso pescecane bianco, Soros si muove in ogni parte del mondo alla ricerca delle sue prede.

La prima cosa che bisogna sapere di lui è che Soros è come un grosso calamaro vampiro che si attorciglia intorno alla faccia dell’umanità senza sosta, succhiando sangue a tutto quello che odora di denaro.

Ultimamente il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un nuovo “avviso” circa Soros ed il suo ruolo di destabilizzatore, avvisando le autorità degli USA che, dietro i disordini e gli scontri razziali avvenuti ultimamente negli USA,  si trova la mano di Soros: “Soros sta utilizzando i suoi mezzi per promuovere una politica di divisione di violenza e di propaganda dei media per i suoi fini. Il magnate si sta servendo di una vasta rete di agitatori per attaccare i punti più sensibili degli USA e causare turbolenze. Che non si facciano ingannare: la parte finale di tutto questo è la rivoluzione attraverso la guerra civile. Negli USA si stanno utilizzando le stesse tattiche utilizzate in altre parti del mondo. Soros è un piromane che cerca di appiccare il fuoco  con i fiammiferi che detiene nella sua borsa”.

Putin ha inviato anche un messaggio agli statunitensi: “dovete respingere Soros e la sua pericolosa influenza altrimenti correte il rischio di soccombere davanti agli interessi dei globalisti”.

“Lui non è il padrone del mondo e non ha il diritto di fare quello che vuole. Il popolo deve unirsi e respingere questo “dragone”. Noi in Russia non abbiamo spazio per la sua politica di divisione e credo che saremo tutti d’accordo che staremo molto meglio senza questo speculatore. Con tutto il rispetto, il popolo statunitense deve rifiutare la visione di George Soros”.

Nel corso di questa riunione Putin ha sbattuto il pugno sul tavolo ed ha promesso di far arrestare Soros e, secondo una fonte del Cremlino, Putin ha promesso di sbattere in una cella Soros e di gettare via la chiave. Continua a leggere

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Il “Maidan Ucraino” che gli USA stanno promuovendo in Venezuela

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Attualmente in Venezuela si sta sviluppando uno scenario promosso dagli USA molto simile a quello dell’Euromaidan – una serie di proteste che alla fine del 2013 si produssero a Kiev e che sfociarono nel cambio di potere-, scrive l’analista russo, Víktor Marajovski, per Sputnik.

Le proteste di piazza sono presto degenerate in scontri sanguinosi. Secondo Marajovski, il presidente venezolano Maduro, appoggiato da circa la metà dei cittadini appartenenti alle fasce popolari del paese, sta contrastando l’opposizione rappresentata nella sua maggioranza dalla elite e dalla classe media.

Il Venezuela la gallina dalle uova d’oro per gli USA.

Negli USA si sta offrendo appoggio mediatico ai denominati “manifestanti democratici” e ufficialmente questi rifiutano le accuse relazionate con l’ingerenza diretta di Washington negli affari interni del paese latinoamericano.

I rapporti dal Venezuela producono la sensazione di un “deja vu’”perchè ci sono dozzine di coincidenze con l’Euromaidan. Ci sono manifestanti con caschi e con violini che vanno contro gli scudi della polizia. Vi sono attivisti armati con sbarre di ferro. Incluso si è visto un manifestante nudo che sembrava il gemello di quello che era apparso sulla piazza di Kiev nel 2014, scrive l’analista. Continua a leggere

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