L’Arabia Saudita tappa la bocca all’Occidente con i suoi contratti miliardari di acquisto armi

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Il mutismo dell’Occidente davanti all’aggressione saudita allo Yemen suscita inquietudine per il fatto che Rijad si compra anche il silenzio con i contratti miliardari che sottoscrive per acquisto di armi dai paesi occidentali.

Persino il giornale statunitense The Washington Post, in un suo articolo pubblicato il Giovedì, censura il silenzio sorprendente dei paesi occidentali circa le aggressioni del regime saudita allo Yemen, che hanno causato una catastrofe umanitaria nel paese più povero del mondo arabo.
Il giornale indica chiaramente che, mentre l’Organizzazione delle nazioni Unite (ONU), così come le agenzie internazionali di assistenza umanitaria, hanno lanciato allarmi per i crimini del regime saudita nello Yemen (bombardamenti indiscriminati su scuole, ospedali, mercati e abitazioni civili), i responsabili politici in grande maggioranza statunitensi ed europei sono rimasti muti per non incrinare i rapporti con l’Arabia Saudita. Continua a leggere

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Soros e il Mito della “Democrazia Europea”: Una Rivelazione Shock – di Alex Gorka

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Ormai è un segreto di pulcinella che la “rete di Soros” abbia un’ampia sfera d’influenza sul Parlamento europeo e su altre istituzioni dell’Unione europea

La lista di Soros è stata resa pubblica recentemente. Il documento elenca 226 parlamentari europei provenienti da tutto lo spettro politico, tra cui l’ex Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, l’ex presidente del Belgio Guy Verhofstadt, sette vicepresidenti e un numero di commissari, coordinatori e questuanti vari.

Queste persone portano avanti le idee di Soros, come ad esempio far entrare più migranti, matrimoni dello stesso sesso, integrazione dell’Ucraina nella UE e contrasto alla Russia. I membri del Parlamento Europeo sono 751 e questo significa che gli amici di Soros occupano più di un terzo dei seggi.

George Soros, investitore ungaro-americano e fondatore e proprietario della ONG Open Society Foundations , ha potuto incontrare il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in un “incontro a porte chiuse e senza nessuna agenda ufficiale” , cosa che ha sottolineato come le proposte della UE per ridistribuire le quote di migranti tra i vari paesi siano molto vicine ai programmi studiati da Soros per affrontare la crisi.

Il finanziere miliardario crede che l’Unione europea debba accogliere milioni di immigrati provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa settentrionale, fornendo a ciascuno di essi un aiuto annuale di 15.000 euro e collocare questi migranti in un qualsiasi Stato membro dove i migranti non vogliono andare e dove non sono necessariamente benvenuti. Continua a leggere

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James Petras: “Per la prima volta gli USA sperimentano il golpismo stile latino-americano”

La Cia, entra apertamente in politica interna per negare la decisione costituzionale relativa all’elezione di D. Trump.

Il giornalista uruguaiano Efraìn Chury a Radio Centenario intervista il sociologo statunitense James Petras, professore all’ Università di Binghamton (NY) esperto analista di questioni politiche riguardanti l’America Latina e il Medio Oriente.

Risultati immagini per james petrasJames Petras

Domanda:  Lei sa che le notizie che diffondiamo in America Latina sono sorprendenti poiché si parla di manipolazione delle elezioni nord americane attraverso l’ingerenza della Russia.  Come si vive tutto ciò negli Stati Uniti? Qual è l’opinione di Trump? Cosa dicono i democratici? Che dice Hilary Clinton?

Petras: Bene, potremmo iniziare con il sottolineare la gravità di ciò che sta accadendo. Non è altro che  un golpe. Un golpe istituzionale che cerca di negare l’elezione di Donald Trump. Sono istituzioni come la CIA che stanno orchestrando la cosa per delegittimare il nuovo governo e considerarlo traditore del paese.  Ossia, si fa intendere che Trump sia un traditore, un complice della Russia che con i suoi servizi segreti penetra nello Stato influenzando le nomine dei collaboratori di Trump. Con questo golpe il Congresso e tutti i partiti di destra, di centro e di sinistra si stanno mobilitando per negare il risultato delle elezioni.
In altre parole, Trump sarebbe complice della Russia e tutti i suoi collaboratori complici di questa farsa. Niente di tutto ciò è stato provato, sono informazioni inventate dalla CIA che entra nella politica interna per negare le decisioni costituzionali.
E’ il modello che hanno utilizzato in Brasile, Paraguay e Honduras. Paesi in cui settori attuali di governo hanno delegittimato i loro presidenti eletti democraticamente per prendere il potere. Il caso attuale negli Stati Uniti è ancora peggio, poiché si accusa il presidente eletto di essere un traditore, di aver legami con una potenza straniera tradizionale nemico degli USA. Continua a leggere

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La “Teoria della cospirazione” secondo Washington – di Paul Craig Roberts

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Negli Stati Uniti le spiegazioni che differiscono da quelle date dall’oligarchia dominante vengono chiamate “teoria della cospirazione”. In realtà, le uniche cospirazioni sono le spiegazioni imposteci.

Ad esempio, l’11 settembre. Alcuni musulmani, principalmente arabi, avrebbero inferto la più grande umiliazione ad una superpotenza dai tempi di Davide contro Golia. Avrebbero beffato tutte le 17 agenzie di intelligence statunitensi oltre a quelle di NATO e Israele, il Consiglio di Sicurezza Nazionale, l’Amministrazione della Sicurezza dei Trasporti, il Controllo del Traffico Aereo e Dick Cheney, dirottato quattro aerei di linea americani in una mattina, abbattuto tre grattacieli del World Trade Center, distrutto parte del Pentagono dove si stavano facendo ricerche su 2.3 trilioni di dollari mancanti ed indotto gli idioti a Washington ad incolpare l’Afghanistan anziché l’Arabia Saudita.

Chiaramente, gli arabi che hanno umiliato l’America erano coinvolti nella cospirazione.

È una storia credibile? Continua a leggere

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Appello e denuncia dell’Ambasciatore dello Yemen in Siria

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Naif al Khanse è ambasciatore in Siria della Repubblica dello Yemen – l’unico Stato repubblicano della Penisola arabica, fra sceicchi re emiri e sultani; e anche l’unico Stato povero della penisola, perché non è stato baciato dalla rendita petrolifera.

Naif al Khanse ha una particolarità: come il suo omologo a Tehran, e a differenza di tutti gli altri ambasciatori yemeniti nel mondo, non è dalla parte dell’Arabia saudita che, insieme a petromonarchi assortiti, dal marzo 2015 sta facendo a pezzi lo Yemen e la sua popolazione con bombardamenti indiscriminati e un blocco navale e aereo che aggrava lo stato di fame, malnutrizione e malattie (come il colera). Il governo in esilio del sedicente presidente filosaudita Habd Rabbo Mansour Hadi mantiene solo gli ambasciatori che spalleggiano i Saud (perché quel presidente sia solo “sedicente” lo spieghiamo qui: L’ambasciatore al Khanse dunque è uno dei pochi politici yemeniti che, all’estero, può parlare chiaro.

Ecco in questo breve video l’appello-denuncia che egli rivolge all’Unione Europea

Vedi: You Tube/Watch

Fonte: L’Antidiplomatico

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Google: uno strumento creato dalla CIA per il super controllo – di Ninco Nanco

Google sta registrando in silenzio tutto quello che dici – Ecco come sentirlo, cancellarlo e fermarlo…

Sì ritorna a parlare di Google e della vostra privacy.

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Grazie a una funzione del loro software di ricerca, Google potrebbe avere un valore annuo delle tue conversazioni registrate e potrai ascoltarle. La tua storia di cringe-worthy può essere ascoltata e vista insieme a un elenco di tutte le ricerche, nella tua pagina personale di Google.

La funzionalità è stata integrata nella funzione di ricerca di Google come mezzo per fornire risultati di ricerca accurati. Tuttavia, la precisione e la quantità di dati che Google memorizza è fredda.La buona notizia è che puoi disattivarla ed eliminarla, e alla fine di questo articolo vi mostreremo come.

Come i rapporti the independent:

Le registrazioni possono funzionare come una sorta di diario che ti ricorda i vari luoghi e situazioni che hai con te e il tuo telefono. Ma è anche un ricordo di quante informazioni sono raccolte su di te e quanto intima queste informazioni possono essere. Continua a leggere

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Indipendenza curda, Exxon Mobil e Grande Israele – di Dean Henderson

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Ieri, quando le forze irachene presero la città di Qirquq e le sue installazioni petrolifere ai ribelli pishmirga curdi, i cittadini della città strategica del nord dell’Iraq uscivano per dimostrare giubilo. Il 25 settembre, dopo settimane di propaganda pro-curda nei media occidentali, Masud Barzani, presidente autodichiarato del governo regionale del Kurdistan, votava il referendum per la creazione del Kurdistan indipendente nella regione petrolifera. Non sorprese che il risultato fosse una valanga, il 93% dei curdi votava per l’indipendenza dal governo di Baghdad. Iraq, Iran, Turchia e Russia erano fortemente contrari al referendum. Anche l’amministrazione Trump richiamò la sua opposizione, anche se l’ex-CEO di Exxon Mobil, Rex Tillerson, ora segretario di Stato, sapeva che si trattava di un paravento. I curdi, pur essendo stati ritratti per decenni come perseguitati e sconfitti, sono in realtà assai meglio trattati della popolazione araba irachena. Parte importante della ragione di ciò è che i curdi di destra si sono dimostrato affidabili partner di CIA e Mossad nel destabilizzare la regione per conto di Big Oil. Continua a leggere

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Cala il sipario finale sul secolo americano – di Wayne Madsen

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Trump mostra l’ordine esecutivo firmato da lui

La Storia mostrerà che gli Stati Uniti, più di un decennio dopo essere stati guidati dai falchi neo-cons rabbiosi che hanno immerso il paese in conflitti costosi e sconsiderati come in Afghanistan e in Iraq, hanno assistito al sipario finale calato sulla loro guerra fredda per l’”American Century”. L’inaugurazione di Donald Trump, che agisce più come facevano gli imperatori romani ,Caligola o Nerone, che come un statista americano, sta accelerando la fase finale nel gioco di palcoscenico della Pax Americana.

I leaders del mondo stanno approfittando della disfunzionalità della politica estera statunitense per avanzare la loro richieste, mentre l’America è preoccupata con quello che il Segretario di Stato Rex Tillerson ha chiamato un idiota, il senatore senatore Bob Corker, presidente del comitato per le relazioni esterne, ha indicato Trump come “un bambino che ha bisogno di assistenza” da un adulto , e il governo nordcoreano lo ha definito come un vecchio rincitrullito nell’ufficio ovale.

Il capitolo finale del secolo americano ha messo in scena dei leader problematici come il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il leader nordcoreano Kim Jong Un, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, il re Salman Saudita e il re Morocco Mohammed VI con l’incoraggiamento a svolgere le proprie agende in assenza di una direzione dell’America nella frammentata mappa geo-politica.

Trump ha esternalizzato la politica americana in Medio Oriente in primo luogo a Israele, con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti che agiscono come animatori per gli israeliani. Il primo indizio che Trump porterà la politica di Medio Oriente a Israele è venuto con la sua nomina del sionista anti-palestinese David Friedman come ambasciatore statunitense in Israele. A quello è seguita la nomina fatta daTrump del suo genero pro-Likud , Jared Kushner, come inviato speciale in Medio Oriente. Il primo ministro israeliano Binyamin Netanyahu, amico della famiglia Trump dagli anni Ottanta, ha approfittato di un Dipartimento di Stato impotente per annettersi altre terre occupate da israeliani in Cisgiordania, in violazione di numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Netanyahu è anche un amico stretto di Kushner e di suo padre Charles Kushner.

In soli pochi giorni, Trump ha portato avanti due atti che non erano nell’interesse americano, ma erano stati sollecitati da Netanyahu. Questi atti sono stati il ​​ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), perché Trump la considerava troppo eccessivamente anti-israeliana e la denuncia ufficiale di Trump del piano comune d’azione complessivo P5 + 1 su JCPOA il programma nucleare iraniano. In precedenza, Trump ha cessato la partecipazione dell’America all’Accordo del Clima di Parigi, rendendo gli Stati Uniti l’unico soggetto internazionale nel rifiutare l’accordo. Continua a leggere

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ONU: La libertà di religione “non è assoluta”. Va ridotta se si oppone ai LGBT – di Maurizio Blondet

Era ora.  Le Nazioni Unite si sono dotate di un esperto e difensore delle istanze  Kulandre (LGBT). Si chiama Vitit Mountarbhorn, è tailandese, docente di Diritto e – ovviamente – omosessuale militante.   Proclamato dal supremo ente   globale come “Esperto Onu sulle questioni LGBT”,  egli ha delineato la strategia che intende attuare nei tre anni della sua carica.  Lo ha fatto  davanti  a una decina di rappresentanti di agenzie ONU  plaudenti. Egli ha inquadrato  il suo programma in quello, più vasto,  chiamato Sustainable Development Goals (Fini di Sviluppo Sostenibile) , di cui ciascuno vede la stretta relazione con la diffusione del Gender , del Trans e del Kulandro.

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Lui, ha promesso, farà cancellare   le leggi anti-sodomia e anti matrimonio kulandro  dai codici di tutti gli stati;   vieterà   per  legge che si parli di ogni tendenza LGBT come “disordine”  o “turba”. Integrerà la simpatia per il gender e la diversità sessuale  fin dall’infanzia, eccetera.

I presenti, esponenti come detto delle altre agenzie Onu, si sono profusi in richieste di consigli e di idee su come promuovere i diritti LGBT nel loro campo d’azione.  All’Unesco, il   Mountarbhorn ha chiesto di curare la istruzione primaria perché i  fanciulli  “siano nati e cresciuti fin dalla tenera età” con le giuste attitudini  verso le  “sexual orientation and gender identity” :le quali orientations, ha avvertito, “non  sono categorie chiuse”,  promettendo la sua protezione di ogni altra  orientation,  oggi non immaginabile, che  sorgesse oltre la necrofilia, l’animalismo  eccetera  (Per esempio: perche non proteggere delle  discriminazioni   repressive  la pedofilia su bambini morti?Il sadismo fra trans?  La coprofagia con carogne?).

L’agenzia UN Habitat ha chiesto al giurista homo  di indicargli le linee guida per  integrare i diritti dei LGBT nell’urbanistica nuova. L’UNICEF  (che significa Fondo ONU per i Bambini) ha fatto  appello agli stati perché  “diano alle coppie LGBT con bambini il riconoscimento legale di essere famiglie”.  Lo UN Population Fund [Aborti & Sterilizzazioni] s’è impegnato a promuovere “eventi  con gruppi religiosi che  sostengono l’aborto e i diritti LGBT”.  Ma  ne esistono? Bisognerà crearli apposta?

Henk Jan van Schothorst   del  Transatlantic Christian Council, ha provato ad obiettaare:  ma che fare se i diritti  LGBT   entrano in conflitto con le religioni e le loro credenze? La risposta del thailandese è stata:  “Ci  sono dei diritti che sono assoluti,  ed altri che non sono assoluti”. Per   esempio, “la libertà di  espressione e l’espressione della religione” non sono diritti assoluti e   possono essere ridotti se necessario.

https://www.lifesitenews.com/news/new-un-lgbt-expert-doubles-down-against-religious-freedom-describes-entry-p Continua a leggere

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Peter Sutherland, “pontefice” del Nuovo Ordine Mondiale – di Rafael Núñez Huesca

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Peter Sutherland

L’agognato governo planetario, nonostante alcune resistenze, come quella di Viktor Orban, continua la sua costruzione. Peter Sutherland, rappresentante delle Nazioni Unite per immigrazione, è uno dei suoi principali architetti. Lui stesso ha lanciato un significativo avviso: “bisogna affossare l’omogeneità nazionale degli Stati”. Peter Sutherland è un multimilionario irlandese consederato uno dei grandi pontefici del mondialismo allo stesso livelli di George Soros, dei Rockefeller o di Kissinger.

Sutherland ha ricoperto una miriade di alti incarichi internazionali della massima importanza. E’ stato direttore Generale dell‘Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). A livello imprenditoriale è stato presidente chef executive di varie grandi società fra cui la British Petroleum -BP- e la Goldman Sachs International.
Assieme ad altri gurù del preteso Nuovo Governo Globale, ha partecipato e partecipa alle riunioni del Club di Bilderberg, è presidente della Trilateral Commission. Circa 10 anni fa fu designato da Kofi Annan quale rappresentante speciale dell‘ONU per le questioni migratorie, da dove sta lavorando per favorire le tesi mondialiste e, secondo molti, la denominata sostituzione demografica. Southerland è un fervente promotore della necessità di favorire le grandi ondate migratorie verso i paesi sviluppati, ed apertamente ostile al mantenimento delle sovranità nazionali, quelle che lui definisce: “il male attuale”.

Sutherland concepisce le frontiere nazionali come l’ultimo freno per la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale. Il movimento come già risaputo è una aspirazione di una elite ultra capitalista sul piano economico per quanto si professi “socialista” o “progressista” sul piano morale e politico. Una mescolanza pseudo ideologica che facilita il percorso e vince le rsistenze che possano essere della sinistra o della destra. Continua a leggere

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