La Capitana della nave pirata della ONG arrestata a Lampedusa – di Luciano Lago

Finisce la “sceneggiata” della Sea Watch e della sua capitana, Carola Rackete, divenuta una “eroina” per tutta la sinistra mondialista pro migranti e messa in manette dopo aver forzato il blocco e speronato una nave della Finanza.

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La Sea Watch attracca a Lampedusa, la capitana Carola arrestata dalla Finanza
Arrestata il capitano della Sea Watch, Carola Rackete, protagonista della incresciosa vicenda.
La 31enne capo missione della Ong non si è fermata all’alt imposto dalle fiamme gialle“

L’epilogo della vicenda è arrivato nella notte: la Sea Watch, la nave pirata della ONG, ha forzato il blocco ed è attraccata al porto di Lampedusa, speronando anche una nave della Finanza. La tedesca Carola Rackete, che si trovava al comando della nave, ha invocato a gran voce “lo stato di necessità” ma la sua ultma “furbata” non gli ha evitato l’arresto.
Nella sua ultima manovra, la nave della ONG ha rischiato di schiantarsi conto la banchina ed ha anche speronato una delle navi della Finanza che gli impedivano di attraccare,
Quando la 31enne, capitano della Sea Watch è stata fatta scendere dalla sua nave, come una rock star, è stata fotografata ed applaudita da un gruppo di fans, mentre le fiamme gialle la portavano via ed altri la fischiavano. Carola Rackete e l’equipaggio hanno toccato terra dopo 17 giorni di navigazione. La vicenda è arrivata alla fine.

Carola Rackete, si trova adesso nella caserma della Finanza e verrà interrogata dal magistrato, rischia diversi anni di carcere, se verrà applicata la legge.

Fra le altre accuse, vi è quella di violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione, oltre alla resistenza alla forza pubblica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
In realtà l’accusa più grave per questa donna e per i suoi ipocriti sostenitori, politicanti e pseudo intellettuali della sinistra globalista e pro migrazioni, dovrebbe essere quella di complicità nel traffico di carne umana dall’Africa e nello sradicamento di popolazioni dai loro paesi per finire nelle mani delle mafie e degli schiavisti.

Nel frattempo in vari paesi dell’ Africa, molti bambini continuano a morire per denutrizione e malattie ma, per questi bambini, nessuno farà una colletta e provvederà ad inviare aiuti. Gli aiuti vanno tutti agli africani della piccola borghesia locale che può permettersi di pagare dai 3.000 ai 5.000 dollari ai trafficanti ed ottenere l’imbarco su una nave delle ONG, finanziata dalla Open Society.

https://www.controinformazione.info/la-capitana-della-nave-pirata-della-ong-arrestata-a-lampedusa/

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