Madonna paladina LGBT: premiata ai Glaad Awards – di Chiara Chiessi

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Il premio GLAAD Media Awards, assegnati dal 1990 dalla Gay & Lesbian Alliance Against Defamation, un’organizzazione no profit di attivismo LGBT, viene conferito a personalità che si sono distinte nell’aver dato un’immagine più veritiera ed accurata della comunità LGBT.

Pochi giorni fa, il 4 maggio, è stata premiata come Advocate for Change Award, Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna, la prima donna ad aver ricevuto questo premio (nel 2013 fu premiato l’ex Presidente Bill Clinton).

Il Presidente di GLAAD, Sarah Ellis, ha dichiarato a riguardo:

“Madonna è sempre stata e sarà sempre il più grande alleato della comunità LGBTQ ed è giusto onorare e celebrare il nostro più grande difensore al più grande eventi GLAAD di sempre. Dalla crisi dell’ HIV alle questioni internazionali, ha lottato senza paura per un mondo in cui le persone LGBTQ  fossero accettate. La sua musica e la sua arte sono stati punti di riferimento per la gente LGBTQ nel corso degli anni e le sue parole e le sue azioni hanno cambiato innumerevoli cuori e menti”

Nel ricevere il premio, la cantante ha dichiarato:

“Significa molto per me, perché ho messo sangue, sudore e lacrime nel lavoro che ho fatto negli anni a favore del cambiamento. Perché ho sempre lottato per il cambiamento? Rispondere non è facile. È come spiegare l’importanza della lettura o il bisogno di amare. Crescendo, mi sono sempre sentita una outsider, come se non fossi “a norma”. E non era solo perché non mi depilavo le ascelle, semplicemente non riuscivo a “conformarmi”. Il primo gay che abbia mai incontrato si chiamava Christopher Flynn. Era il mio insegnante di danza al liceo ed è stato la prima persona che ha creduto in me, che mi ha fatto sentire speciale come ballerina, come artista e come essere umano. So che quello che sto per dire può sembrare superficiale e banale, ma è stato il primo uomo a dirmi che ero bellissima”.

Il giorno precedente alla premiazione è uscito il singolo LGBT della Ciccone, I Rise, una ballata che è un vero e proprio inno all’orgoglio gay. Al video ha partecipato anche Monét X Change, drag queen che ha dichiarato che la canzone avrebbe anche l’intento di ricordare i moti di Stonewall.

Tra l’altro, la stessa Madonna è stata incoronata “madrina” del The Stonewall Inn di New York (il locale che è diventato il simbolo della rivolta del 1969) per i cinquant’anni dei moti.

Il 31 dicembre 2018, trovandosi a Stonewall per Capodanno ha dichiarato:

“Sono fiera di trovarmi qui nel luogo dove è nato il Pride, il leggendario Stonewall Inn, nel giorno della nascita di un nuovo anno”.

Insomma, una vera e propria icona LGBT asservita al politically correct che vuole omologare il pensiero dell’umanità sulla tematica LGBT.

Un personaggio del genere, nei suoi discorsi deliranti, viene acclamato dal mondo intero come modello di libertà, di essere outsider, di persona controcorrente; invece lo stigma ricade sulle voci di Israel Folau o Kenneth Zucher per farne alcune.

E chi sarebbe veramente controcorrente? La Ciccone che segue la massa oppure i coraggiosi che si oppongono dicendo la verità?

https://www.osservatoriogender.it/madonna-paladina-lgbt-premiata-ai-glaad-awards/

 

 

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