COSA HANNO IN COMUNE NETANYAHU E BIN SALMAN … – di Maurizio Blondet

Immagine correlata“Anche dopo l’abbattimento  dell’aereo russo, Israele ha attaccato di nuovo in Siria. Di conseguenza,  il ministro  della difesa  Shoigu ha rotto i contatti che teneva personalmente con il suo omologo  israeliano Lieberman,  e il Cremlino sta respingendo qualsiasi tentativo di Netanyahu di   ottenere  un incontro con Putin…La nuova incursione israeliana sulla Siria, “è stata effettuata alla luce  del giorno ed è stato dato ai russi il pre-avvertimento”. Essa mirava, dice  lo stesso sito, “a testare la risposta russa nel tentativo di valutare l’entità della crisi tra Mosca e Gerusalemme”:  quindi una gratuita provocazione, per vedere come avrebbe reagito Mosca. E si rallegra nel constatare che “i russi abbiano scelto di non rendere pubblico l’attacco”.    Netanyahu sta cercando di nuovo per l’ennesima volta di incontrare personalmente Putin.

L’Unione Europea sta facendo ogni sforzo (senza molto successo, è vero) per scavalcare la sanzioni USA contro l’Iran, avendo firmato e ritenuto valido l’accordo sul nucleare iraniano, che invece gli USA hanno unilateralmente stracciato;  ovviamente, i rapporti con Teheran più che cordiali, e si cercano modi per continuare a fare affari con l’Iran i cambio di petrolio.

In questo momento, che cosa volete che faccia il regime degli ayatollah?   Mettere a segno un attentato in Europa, ovvio. Rovinandosi i rapporti con la UE.

Questa è l’accusa che il 30 ottobre ha elevato il governo della Danimarca – un governo di minoranza della destra liberista:  accusa di punto in bianco  Teheran di aver cercato di assassinare sul suolo danese il capo   (di cui non viene fatto il nome) di un gruppo arabo separatista, lo ASMLA.  Riferisce che “un norvegese” di origine iraniana è stato arrestato perché faceva  foto nei  dintorni della casa dove vive l’esiliato leader  arabo. Infatti il 28 era stata organizzata una gigantesca “caccia all’uomo” con tanto di  posti di blocco  su dozzine di strade, cancellazione di treni e ferry  boat, ponti   girevoli  bloccati   – una messinscena mai vista in Danimarca –  per sventare l’imminente assassinio. L’ambasciatore iraniano viene convocato e gli si consegna una protesta.   Il capo del governo danese, Lars Løkke Rasmussen,  si unisce a colloquio  con Teresa May – che sta cercando di sabotare il legame  fra UE e Iran – e comunica il governo britannico (quello del caso Skripal) ha dato  il suo pieno appoggio all’accusa , e che  discuterà con gli altri partner europei per sanzionare l’Iran.

Danimarca collabora a false flag del Mossad

Il giorno dopo un giornalista israeliano spiega che “è stato il Mossad a fornire al servizio di intelligence danese l’informazione sul tentativo di assassinio”.

  

BREAKING: Israeli Mossad gave Danish Security and Intelligence Service (PET) the information about the assassination attempt planned by Iranian intelligence service against the leader of the Iranian opposition organization ASMLA, Israeli official tells me

Nessuna prova.  Israele puo’  sempre contare su amici e governi amici in Europa.  Il Rasmussen capo del governo danese del partito Venstra, lo stesso cui appartiene un altro omonimo,  e forse parente,  Anders Fogh Rasmussen, noto falco e capo civile della NATO.  E’ logico pensare ad un coinvolgimento  di questi elementi dell’Alleanza per sabotare l’accordo della UE con l’Iran.

Peraltro, la vicenda è uno strascico dell’atroce attentato subito dall’Iran il 22 ottobre  ad Ahvaz durante una parata, quando 29  guardie rivoluzionarie sono state uccise da  tre  terroristi mascherati appunto da guardiani della Rivoluzione a sventagliate di mitra:  più di 70 i feriti. L’atto terroristico è stato rivendicato  sia dall’ISIS  sia da un gruppo arabo separatista  Yaqoob Al-Ahvaz ,    dalla  “Iran International TV”, basata nel Regno Unito:  che è una tv finanziata dal principe Mohamed Bin Salman, quello che ha fatto uccidere il giornalista Kashoggi nella sede del consolato   saudita a Istanbul. Ovvia la  corresponsabilità del principe nell’attentato anti-iraniano.

 Entrambi estranei alla civiltà

E inevitabile, se ci pensate,  l’alleanza e intesa del regno wahabita e pretesamente ultra-islamista con Israele.  Un’alleanza che non viene soltanto dal  designato nemico comune l’Iran.  C’è qui una affinità  più profonda  e fondamentale  che accomuna le due entità, e non si può che definire come la comune estraneità alla civiltà.

Il reuccio  saudita poteva far  uccidere Kashoggi in mille modi, dal falso incidente  d’auto  al sicario prezzolato. Il fatto che  abbia fatto commettere l’esecuzione all’interno del consolato, indica che non ha  la minima nozione di  cosa sia una sede diplomatica, e  i motivi profondi della extraterritorialità  e inviolabilità, come della immunità  degli  ambasciatori: principi  e valori già attestati nei testi omerici.

Sono tremila anni di civiltà   di cultura  cui gli arricchiti wahabiti sono del tutto estranei ed ignari, come è ovvio.  Ma anche gli ebrei   hanno   sempre professato la stessa estraneità del “diritto  dei goym”  e la sua umanità (il Talmud  è intessuto di  attacchi contro  “l’alessandrimismo”, ossia la cultura ellenistica  e i suoi valori) e la potenza atomica di Israele oggi   addirittura ostenta questa  estraneità:  uccidendo civili,  fabbricando attentati in terre  altrui,  violando il diritto degli altri paesi, violando i patti sottoscritti con le controparti.  Un elenco completo sarebbe lunghissimo.

L’esempio recente più grave per le  conseguenze internazionali   è l’abbattimento dell’aereo-radar russo, Il-20, con l’uccisione di 15 aviatori russi a bordo, durante un proditorio  attacco di caccia israeliani sulla Siria: un atto di cui il ministro della Difesa Shoigu ha accusato ufficialmente, direttamente l’aviazione  israeliana. “La responsabilità per l’abbattimento dell’aereo russo e per la morte degli uomini del suo equipaggio è solamente di Israele. Il ministero della Difesa ha usato i diversi canali di comunicazioni disponibili, e in diverse occasioni, per sollecitare Israele ad astenersi dal condurre raid aerei in Siria, raid che minacciano la sicurezza del personale militare russo». Aggiungendo  questo giudizio: “Israele  ha infranto i limiti di relazioni civilizzate”  fra le nazioni (Israel “Crossed The Line Of Civilized Relations”)

Mosca ha dunque rafforzato la difesa antiaerea  del governo siriano (e della sua base di Hmeimin)  con gli S-300  – di cui,  ha ricordato la Russia,  aveva bloccato da mesi la consegna “su richiesta personale di Netanyahu a Putin”.

Ora, i giornali non vi dicono questo: che Israele ha ripreso gli attacchi in Siria nonostante gli accordi e le promesse di Netanyahu, tra l’altro “testando” la capacità  della propria forza aerea di eliminare i S-300   e rischiando la terza guerra mondiale. Lo si apprende  da Ynetnews, il sito informativo degli estremisti israeliani:

La crisi tra Russia e Israele si aggrava dopo l’ultimo attacco della IAF in Siria

https://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-5385976,00.html

“Anche dopo l’abbattimento  dell’aereo russo, Israele ha attaccato di nuovo in Siria. Di conseguenza,  il ministro  della difesa  Shoigu ha rotto i contatti che teneva personalmente con il suo omologo  israeliano Lieberman,  e il Cremlino sta respingendo qualsiasi tentativo di Netanyahu di   ottenere  un incontro con Putin.

La nuova incursione israeliana sulla Siria, “è stata effettuata alla luce  del giorno ed è stato dato ai russi il pre-avvertimento”. Essa mirava, dice  lo stesso sito, “a testare la risposta russa nel tentativo di valutare l’entità della crisi tra Mosca e Gerusalemme”:  quindi una gratuita provocazione, per vedere come avrebbe reagito Mosca. E si rallegra nel constatare che “i russi abbiano scelto di non rendere pubblico l’attacco”.    Netanyahu sta cercando di nuovo per l’ennesima volta di incontrare personalmente Putin. Perché? “Ad esempio, Israele ha delle riserve sull’impegno dei russi di tenere gli iraniani a decine di chilometri dalle alture del Golan. In pratica, vi sono iraniani integrati nelle unità dell’esercito siriano di stanza sul Golan siriano, non lontano dal confine israeliano. Nello stato attuale, Israele ha difficoltà a persuadere i russi a rispettare il loro impegno”.

Estranei alla civiltà come  il loro complice e  nuovo amico Bin Salman.

Il quale, apprendiamo, proprio adesso  – dimostrando una apertura alle religioni laltrui del tutto nuova per  il wahabismo –

http://parstoday.com/it/news/world-i173106-bin_salman_incontra_i_cristiani_evangelici_israeliani

Bin Salman incontra i cristiani evangelici israeliani

“A conferma dei crescenti legami tra il regime sionista e l’Arabia Saudita, il principe ereditario del regno, Mohammed Bin Salman, ha ospitato giovedì una delegazione di cristiani evangelici a Riyadh.   Il gruppo era guidato da Joel C. Rosenberg, un importante autore e attivista evangelico che vive in Israele. Tra gli altri partecipanti Mike Evans, fondatore del Friends of Zion Museum di Tel Aviv.

Il momento dell’incontro è arrivato lo stesso giorno in cui il Washington Post ha riferito che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto ai membri più anziani dell’amministrazione Trump di continuare a sostenere il principe ereditario saudita Bin Salman, nonostante le polemiche relative al suo coinvolgimento nell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuto presso il consolato saudita di Istanbul.

Il cerchio degli estranei alla civiltà è chiuso.  Del resto, esiste un’inchiesta video, commissionata d Al Jazeera, che documenta – attraverso un infiltrato ebreo  che si fa passare per incivile – “le azioni di Israele e  dei suoi lobbisti per spiare, diffamare e intimidire i cittadini statunitensi che sostengono i diritti umani palestinesi.  Potete vederlo qui:

Documenta le operazioni in questo senso di una agenzia israeliana semi-clandestina, il Ministero degli Affari Strategici, in collusione con una vasta rete di organizzazioni con sede negli Stati Uniti.  Tra questi  l’Israel on Campus Coalition  (l’organizzazione ebraica che “controlla” i professori americani   critici di Sion nelle universitàù) , The Israel Project  (basta vedere il sito: https://www.theisraelproject.org/

e la Foundation for Defense of Democracies, che vi illumina sui “rischi di fare business con l’Iran”.

https://www.fdd.org/

Non stupiamoci se ogni giorno l’inciviltà avanza.

https://www.maurizioblondet.it/cosa-hanno-in-comune-netanyahu-e-bin-salman/

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