“Fake News”. Strategia della Tensione e terrorismo di Stato – di Enrica Perrucchietti

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L’Occidente è precipitato in una nuova epoca di terrore:

il rischio della guerra globale, le fake news e la dittatura dei media

Archiviato il pericolo ISIS, grazie alla sconfitta delle truppe del Califfo in Siria, i nuovi nemici globali sono la Corea del Nord e l’Iran. L’elezione di Trump ha portato il mondo a dividersi in due blocchi, riproponendo una anacronistica Guerra Fredda e il rischio di un conflitto globale.

Gli attentati che infiammano l’Occidente non si fermano, spingendo le nazioni ad adottare misure estreme com’era successo agli USA all’indomani dell’11 Settembre.
Le stragi, apparentemente di matrice islamica, lasciano però una scia di anomalie e dubbi, di coincidenze inspiegabili o quanto meno ambigue, che riecheggiano la strategia delle false flags.
Enrica Perrucchietti aggiorna il suo bestseller e svela le nuove False Flag che minacciano la nostra libertà.
«Ad ogni tragedia il clima di isteria, sapientemente manipolato dai media, riesce a convincere l’opinione pubblica ad abdicare alla propria libertà per entirsi protetta dall’ennesimo spettro,
uno spettro costruito, ideato e alimentato da noi e che noi intendiamo ingenuamente combattere attraverso l’odio.».

Enrica Perucchietti

Fake News, intervista a Enrica Perucchietti: “Sempre più vicini allo psicoreato”

Si tratta di creare i presupposti per poter poi raccogliere e sfruttare delle opportunità calcolate con cura e, in alcuni casi, di lasciare che gli eventi “avvengano” per poi strumentalizzare l’accaduto, anche qualora comporti tragedie e perdite di vite umane; altre volte si tratta di pianificare i cosiddetti “attacchi sotto falsa bandiera” per poter conseguire un determinato obiettivo, dopo avere manipolato degli “utili idioti” che poi divengono capri espiatori, e aver cooptato talpe, spie, dirigenti, informatori.

Ciò avviene sempre, però, in base a obiettivi precisi, strategie studiate a tavolino e interessi personali. Interessi che non corrispondono mai a quelli delle masse. Si tratta delle cosiddette “false flag operations” o “operazioni sotto falsa bandiera”: gli attacchi sotto falsa bandiera per incolpare il nemico sono sempre avvenuti – lo dimostra persino la storia antica – e non sono questione recente, né materia per “complottisti”.

Anche quello di creare un nemico esterno/capro espiatorio per coalizzare l’opinione pubblica contro tale fantomatico pericolo – come splendidamente descritto da George Orwell in 1984, con il nemico pubblico numero uno del Partito, Emmanuel Goldstein – è uno dei trucchi più vecchi del mondo.

Fonte:https://www.controinformazione.info/fake-news-strategia-della-tensione-e-terrorismo-di-stato/

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