Propaganda di guerra – di Michel Chossudovsky*

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I pianificatori militari del Pentagono sono profondamente consapevoli del ruolo centrale della propaganda di guerra. Per iniziativa del Pentagono, del Dipartimento di Stato e della CIA, è stata lanciata una campagna di terrore e di disinformazione. La plateale distorsione della verità e la sistematica manipolazione delle fonti di informazione sono parte integrante della pianificazione bellica. In seguito all’11/9, il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld ha creato l’Office of Strategic Influence (OSI), ovvero l’”Ufficio della Disinformazione”, come è stato etichettato dai suoi critici: “Il Dipartimento della Difesa ha detto che avevano bisogno di farlo, e stavano realmente per impiantare storie che erano false in paesi stranieri – come sforzo per influenzare l’opinione pubblica mondiale.” (1) Ma, all’improvviso, l’OSI veniva formalmente sciolta sotto la spinta di pressioni politiche e di “fastidiosi” articoli dei media, “i cui scopi erano deliberatamente tendenziosi rispetto alla necessità di portare avanti gli interessi Americani.”

(2)“Rumsfeld si ritirava, dichiarando tutto il suo sconcerto.” (3) Nonostante questo apparente dietrofront l’orwelliana campagna di disinformazione del Pentagono rimane funzionalmente intatta: “A questo riguardo il Segretario alla Difesa non è stato particolarmente franco. Fare disinformazione con la propaganda militare è parte essenziale della guerra.” (4) Rumsfeld, più tardi, ha confermato in un’intervista stampa che, mentre l’OSI non esisteva più di nome, “i compiti previsti per l’Ufficio vengono eseguiti” (5) (le precise parole di Rumsfeld possono essere consultate a www.fas.org/sgp/news/2002/11/dod111802.html). Molte delle agenzie governative e dei servizi di informazione – con collegamenti con il Pentagono – sono coinvolti in vari aspetti della campagna di propaganda. La realtà viene rivoltata. Le azioni di guerra vengono annunciate come “interventi umanitari” indirizzati al “cambio di regime” ed al “ristabilimento della democrazia”. L’occupazione militare e l’uccisione di civili sono presentate come “peace-keeping”. La diminuzione delle libertà civili – nel contesto della cd “legislazione antiterrorismo” – viene dipinta come un mezzo per fornire la “sicurezza interna” e preservare le libertà civili. E sottolineando queste realtà manipolate, le dichiarazioni”Osama bin Laden” e “Armi di distruzione di massa”, che circolano in modo diffuso nella catena dell’informazione giornalistica, sono promosse come fondamentali per una razionale un’interpretazione degli eventi mondiali. Nel critico “panorama di pianificazione” che conduce ad una invasione dell’Iraq, il capovolgimento dell’opinione pubblica, internamente e nel mondo, costituisce parte integrante dell’agenda di Guerra, la propaganda di Guerra viene progettata a tutti gli stadi: prima, durante le operazioni militari, così come nella terribile conclusione della guerra. La propaganda di guerra serve a distogliere dalle reali cause del conflitto e dalle conseguenze della guerra stessa. Pochi mesi dopo che l’OSI venne sciolto tra le polemiche (febbraio 2002) il New York Times confermava che la campagna di disinformazione procedeva a pieno ritmo e che il Pentagono stava: “…considerando di emanare una direttiva segreta ai militari americani per condurre operazioni coperte mirate ad influenzare l’opinione pubblica ed i politici nei paesi amici e nelle nazioni neutrali …” La proposta ha acceso un aspra battaglia nell’amministrazione Bush sul fatto se i militari dovessero eseguire missioni segrete di propaganda in nazioni amiche come la Germania… “La lotta – ha dichiarato un funzionario del Pentagono – verte sul sistema di comunicazioni strategiche per la nostra nazione, sul messaggio che noi vogliamo inviare per influenzare a lungo termine, e come costruirlo. Noi possediamo le strutture, le capacità e l’addestramento idonei per influenzare la pubblica opinione delle nazioni amiche e neutrali. Noi possiamo fare questo e farla franca!” (6)

Fabbricare la verità

Per sostenere l’agenda di guerra queste “realtà fabbricate”, introdotte giorno dopo giorno nella catena dell’informazione di massa, devono diventare verità indelebili, che formino parte di un ampio consenso politico e dei media. A questo riguardo, i media ufficiali, sebbene agiscano indipendentemente dall’apparato militare e di intelligence, sono uno strumento di questo sistema tendente al totalitarismo. In stretto collegamento con il Pentagono e la CIA, anche il Dipartimento di Stato ha istituito una sua propria unità civile di propaganda, guidata diretta dalla Sottosegretaria di Stato per le Relazioni e gli Affari Pubblici Charlotte Beers, una figura potente nell’industria pubblicitaria. Lavorando a stretto contatto con il Pentagono, la Beers è stata nominata a capo dell’unità di propaganda del Dipartimento di Stato immediatamente dopo l’11/9. Il suo mandato consisteva nel “contrapporsi e neutralizzare l’anti-Americanismo esterno.” (7) Il suo ufficio al Dipartimento di Stato deve: “‘assicurare che le pubbliche relazioni (di coinvolgimento, di informazione e guida, di influenza sulle comunicazioni internazionali importanti), vengano praticate in armonia con gli affari pubblici (con sfera di estensione al di là degli Statunitensi) e con la diplomazia tradizionale, per dare impulso agli interessi e alla sicurezza degli USA e produrre la base morale per la leadership Americana nel mondo.” (http://www.state.gov/r/ )

Il ruolo della CIA

La più importante componente della campagna di paura e disinformazione è la CIA, che, segretamente, retribuisce autori, giornalisti e critici dei media attraverso una ragnatela di fondazioni private ed organizzazioni di facciata sponsorizzate dalla CIA. La CIA influenza anche l’ambito e la direzione di molte produzioni di Hollywood. Dall’11/9 una terzo delle produzioni di Hollywood sono film di guerra. “Le star e gli autori di Hollywood si precipitano a sostenere il nuovo messaggio di patriottismo, consultandosi con la CIA e dibattendo con il militari su possibili attacchi terroristici nella vita reale.” (8) “The Sum of All Fears” (L’estate del terrore)”, diretto da Phil Alden Robinson, che descrive lo scenario di una guerra nucleare, ha ricevuto l’approvazione e il supporto economico sia del Pentagono, che della CIA. (9) Disinformazione viene quotidianamente “seminata” da agenti della CIA nelle redazioni dei più importanti quotidiani, delle riviste e dei canali Televisivi. All’esterno vengono spesso utilizzate ditte di pubbliche relazioni per creare “storie fasulle, accuratamente documentate da Chaim Kupferberg in relazione agli eventi dell’11 settembre: “Un gruppo relativamente piccolo, ma ben coordinato, di corrispondenti preparano gli scoops che vengono pubblicati nelle relativamente poche fonti di notizie ufficiali, dove i parametri del dibattito sono stabiliti e la “realtà ufficiale” viene consacrata per tutti gli altri nella catena dell’informazione”. (10) Inoltre, iniziative di subdola disinformazione sotto gli auspici della CIA sono messe in atto attraverso vari servizi di informazione satelliti in altri paesi. Dall’11/9 esse sono risultate nella disseminazione giornaliera di false informazioni riguardanti presunti “attacchi terroristici”.

Praticamente in tutti i casi riportati (Gran Bretagna, Francia, Indonesia, India, Filippine ecc.) si diceva che i “presunti gruppi terroristi” avevano “collegamenti con al Qaeda di Osama bin Laden”, senza naturalmente riconoscere il fatto (ampiamente documentato da rapporti di intelligence e documenti ufficiali) che al Qaeda è una creazione della CIA.

La dottrina dell’ “Autodifesa”

In questa congiuntura critica, nei mesi che portano all’annunziata invasione dell’Iraq, la campagna di propaganda si è messa in movimento per sostenere l’illusione che “l’America si trova sotto attacco”. Passata non solamente attraverso i media ufficiali ma anche attraverso molti siti internet di comunicazione alternativa, queste “realtà fabbricate” ritraggono la guerra come un atto di autodifesa in buona fede, mentre nascondono accuratamente i vasti obiettivi strategici ed economici della guerra. A sua volta, la campagna di propaganda sviluppa un casus belli, “una giustificazione”, una legittimità politica per la guerra. La “realtà ufficiale” (comunicata abbondantemente nei discorsi di George W) si posiziona sulla premessa marcatamente “umanitaria” di una cosiddetta “guerra preventiva”, o più chiaramente “difensiva”, “una guerra per proteggere la libertà“: ” Noi siamo sotto attacco, perché noi amiamo la libertà! Ed è per questo, perché noi amiamo la libertà e diamo valore alla vita di ogni uomo, che stanno tentando di ferirci.” (11) Espresse nel National Security Strategy (NSS), la dottrina della “guerra difensiva” preventiva e della “guerra al terrorismo” contro al Qaeda costituiscono le due essenziali colonne portanti della campagna di propaganda del Pentagono. L’obiettivo è presentare l’ “azione militare preventiva”, cioè la guerra, come atto di “autodifesa” contro due categorie di nemici, gli “stati canaglia” ed i “terroristi islamici”: “La guerra contro i terroristi di portata globale è un’impresa di durata indeterminabile. L’America agirà contro queste minacce che stanno profilandosi, prima che prendano forma completamente. Gli stati canaglia ed i terroristi non cercano di attaccarci utilizzando mezzi convenzionali. Sanno che tali attacchi fallirebbero. Invece essi si affidano ad azioni di terrore e, potenzialmente, all’uso di armi di distruzione di massa (…) Gli obiettivi di tali attacchi sono le nostre forze armate e le nostre popolazioni civili, in violazione di una delle principali norme della legge di guerra. Come è stato dimostrato dalle perdite dell’11 settembre 2001, vittime civili in massa sono l’obiettivo specifico dei terroristi e queste perdite saranno esponenzialmente più gravi se i terroristi entreranno in possesso ed useranno armi di distruzione di massa. Gli Stati Uniti hanno a lungo mantenuto l’opzione di azioni preventive per contrastare una seria minaccia alla nostra sicurezza nazionale. Più grande la minaccia, maggiore il rischio della inattività, e più irresistibile il fatto di intraprendere azioni anticipatorie per difenderci, (…). Per bloccare o prevenire tali atti ostili da parte dei nostri avversari, gli Stati Uniti, se necessario, agiranno preventivamente”. (12)(National Security Strategy, White House, 2002, http://www.whitehouse.gov/nsc/nss.html)

L’immissione della disinformazione nella catena dell’informazione

Come viene portata a compimento la propaganda di guerra? Quotidianamente vengono immesse nella catena dell’informazione due tipi di “dichiarazioni” che “balzano agli occhi” provenienti da una varietà di fonti (comprese dichiarazioni di funzionari della sicurezza nazionale, dai media, istituti con sede a Washington ecc.). Alcuni dei fatti (comprese le notizie riguardanti presunti terroristi) sono palesemente fabbricate dai servizi di informazione. Queste dichiarazioni sono supportate da semplici ed attraenti “ritornelli”, che preparano la scena per fabbricare le notizie:

Ritornello n. 1: “Al Qaeda di Osama bin Laden” (Osama) è dietro la maggior parte delle storie riguardanti la “guerra al terrorismo”, compresi “asseriti”, “futuri”, “presunti” e “reali” attacchi terroristici. Quello che raramente viene menzionato è che questo nemico esterno, al Qaeda, è una “attività di intelligence” della CIA, usata in operazioni coperte.

Ritornello n. 2: La dichiarazione “Armi di Distruzione di Massa (ADM)” viene usato per giustificare la “guerra preventiva” contro gli “Stati sponsors del terrore”, – ad esempio nazioni come l’Iraq, l’Iran, e la Corea del Nord, che si suppone in possesso di ADM. Come è ampiamente documentato nel caso dell’Iraq, una larga quantità di notizie riguardanti attacchi biologici e con ADM è stata costruita a tavolino.

Le dichiarazioni su “ADM” e “Osama bin Laden” diventano parte del dibattito giorno dopo giorno, incorporate in conversazioni di routine tra cittadini. Ripetute fino alla nausea, esse penetrano nella coscienza profonda della gente comune forgiando le loro percezioni individuali sui fatti attuali. Attraverso la falsità e la manipolazione, questo formare le menti di intere popolazioni prepara il terreno, sotto la facciata di una democrazia funzionante, per l’instaurazione di fatto di uno stato di polizia. Non c’è bisogno di dire che la propaganda di guerra indebolisce il movimento pacifista. La disinformazione riguardo presunti “attacchi terroristici” o “armi di distruzione di massa” provoca a sua volta un atmosfera di paura, che mobilita un fermo patriottismo e sostegno per lo Stato ed i suoi principali esponenti politici e militari. Ripetuto praticamente in ogni rassegna nazionale di notizie questa stigmatica focalizzazione su ADM-al Qaeda essenzialmente serve come un dogma, per ingannare la gente sulle cause e le conseguenze della guerra di conquista dell’America, mentre fornisce una semplice, indiscussa e autoritaria giustificazione all’ “autodifesa”. Più recentemente, sia nei discorsi del Presidente Bush che in quelli del Primo Ministro Blair, come pure nelle notizie informative, le asserzioni sulle ADM ora sono attentamente mescolate con quelle che riguardano Osama. Il ministro della difesa della GB Jack Straw ai primi di gennaio ha avvertito che “gli ‘stati canaglia’ come l’Iraq probabilmente erano la fonte più importante di tecnologia ADM  per gruppi come al Qaeda”. (13) Inoltre, in gennaio è stata scoperta a Edimburgo una presunta cellula di al Qaeda con “collegamenti con l’Iraq”, dicendo che era coinvolta nell’uso di armi biologiche contro il popolo inglese. L’agenda nascosta delle dichiarazioni sui “collegamenti con l’Iraq” è clamorosamente ovvia: viene detto che i cd “stati sponsor del terrore” sostengono Osama bin Laden. Di converso, viene detto che Osama collabora con l’Iraq nell’uso delle armi di distruzione di massa. Negli ultimi mesi, diverse migliaia di notiziari hanno tessuto le trame di eventi che collegano le ADM con Osama, trame delle quali qui si forniscono degli estratti:

- “Gli scettici argomenteranno che la inconsistenza delle prove non sono una prova che gli Iracheni non abbiano continuato a sviluppare armi di distruzione di massa. Quindi questo consente a Washington di cercare qua e là altre prove materiali schiaccianti e accusatorie, come la pretesa esternata a metà settimana, sempre senza alcuna prova, che gli estremisti Islamici affiliati con al Qaeda fossero entrati in possesso di un’arma chimica in Iraq, nel novembre scorso, o più tardi in ottobre.” (14)
-
“La Corea del Nord ha ammesso di avere mentito su ciò e sta imprudentemente riavviando il suo programma nucleare. L’Iraq ha quasi certamente mentito su questo, ma non lo ammetterà. Nel frattempo al Qaeda, sebbene dispersa, rimane una forza oscura e minacciosa ed assieme ad altri gruppi terroristi ed

a potenziali destinatari del suo mortale arsenale potrebbe riemergere in Iraq e Corea del Nord”. (15)
-
“Il Primo Ministro Britannico Tony Blair ha indicato l’Iraq, la Corea del Nord, il Medio Oriente e al Qaeda fra i problemi “difficili e pericolosi” che si affacciano alla Gran Bretagna nel prossimo anno.” (16)
Gli argomenti “ADM-Osama” sono usati in modo massiccio dal sistema dei mezzi di informazione di massa. Dopo l’11 settembre, queste proposizioni paradigmatiche sono diventate anche una parte dei quotidiani discorsi politici. I collegamenti fra ADM e Osama hanno inoltre permeato le opinioni degli operatori della diplomazia internazionale e i funzionari delle Nazioni Unite.

        
http://globalresearch.ca/articles/CHO301B.html

NOTE
1.
Intervista con Steve Adubato, Fox News, 26 Dicembre 2002.
2. Air Force Magazine, gennaio 2003, in corsivo.
3. Adubato, op. cit. in corsivo.
4. Ibidem, in corsivo.
5. Riportato in Federation of American Scientists (FAS) Secrecy News,
http://www.fas.org/sgp/news/secrecy/2002/11/112702.html
L’intervista stampa di Rumsfeld può essere consultata a: http://www.fas.org/sgp/news/2002/11/dod111802.html
6.New York Times, 16 dicembre 2002.
7.Sunday Times, Londra 5 gennaio 2003.
8.Ros Davidson, Le stelle si meritano le loro strisce, The Sunday Herald (Scozia), 11 Novembre 2001.
9. Vedi Samuel Blumenfeld, Il Pentagono e la CIA arruolano Hollywood, Le Monde, 24 luglio 2002,
http://www.globalresearch.ca/articles/BLU207A.html .
10. Chaim Kupferberg, I preparativi di propaganda per l’11 settembre, Global Outlook, No. 3, 2003, p. 19,
http://www.globalresearch.ca/articles/KUP206A.html .
11. Considerazioni del Presidente Bush a Trenton, New Jersey, “Welcome Army National Guard Aviation Support Facility, Trenton, New Jersey “, 23 settembre 2002.
12. Strategia per la Sicurezza Nazionale, Casa Bianca, 2002, http://www.whitehouse.gov/nsc/nss.html
13. Agenzia France Presse (AFP), 7 gennaio 2003.
14. All’interno delle News, 20 gennaio 2003.
15. Christian Science Monitor, 8 gennaio 2003
16. Agenzia France Presse (AFP), 1 gennaio 2003

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* Michel Chossudovsky è l’autore di “Guerra e globalizzazione. Le verità dietro l’11 settembre e la nuova politica americana.” Professore di Scienze Economiche all’Università di Ottawa, è Direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione, che ospita il sito web che consente di affrontare in modo critico gli argomenti relativi al rapporto guerra-globalizzazione: www.globalresearch.ca. Questo testo su “Propaganda di guerra” costituisce la prima parte di un documento diviso in due parti. La seconda si focalizza su “Come si costruisce un nemico”. La versione in italiano dei due articoli, cui abbiamo apportato solo alcune lievi modifiche lessicali, è stata ricavata dal sito http://freebooter.da.ru

tratto da http://globalresearch.ca/articles/CHO301B.html
Visto su http://utenti.lycos.it/progettoeurasia

Fonte:https://www.disinformazione.it/propaganda3.htm

 

 

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