Sulla Pace – di A&B

 https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/2/26/Incontro_tra_Abramo_e_Melchisedec.jpg?1477313798184Incontro tra il Patriarca Abramo e Melchisedec — dipinto da Dirk Bouts, 1464–67

La Pace è un bene prezioso che porta con sé benefici irrinunciabili, perlomeno per uomini che abbiano ancora gli “intelletti sani”. In Dante “il rapporto reciproco di armonia e concordia fra i popoli della terra è sempre visto a specchio dell’armonia celeste, della pace paradisiaca”(1) di cui l’Impero ha la funzione di farsi mediatore e attuatore dell’Ordine divino. In definitiva quindi,  la pace terrena può essere considerata come riflesso o simbolo della Pace celeste alla quale l’uomo moderno non aspira più, tutto preso a seguire le suggestioni che la mente e l’anima “separata” dal suo Principio gli offrono continuamente e per ogni dove ponendolo in uno stato di inestinguibile desiderio e sete di possesso. Questo stato è agli antipodi della pace e comporta dapprima l’ottenebramento della mente e successivamente il suo irraggiamento/proiezione al di fuori di sé stessa, facendone uno strumento delle forze oscure che “imperialisticamente” impongono sulla terra divisione,  guerra, dolore e morte(2).

Così assistiamo in questa fase storica, ma forse sarebbe meglio dire ciclica, a una vera e propria guerra che si svolge in tutti gli ambiti, non solo in quello propriamente militare. La lotta è fondamentalmente quella che la menzogna muove alla Verità che in definitiva si riussume in una grottesca caricatura dei Principi universali, fin anco a partire dal linguaggio. Questo combattimento si declina in numerose sfaccettature, in ognuno di noi e nell’intero sodalizio umano. Molti non si accorgono nemmeno di essere in guerra solo perché non avvertono i sibili dei proiettili e le deflagrazioni delle bombe, sommersi come sono da disturbanti dissonanze interiori.

Le forze del caos si sono fatte strada lentamente con grande intelligenza e furbizia nel corso di molti secoli ed ora sembra giunto il momento di cogliere l’agognato trionfo.

Ma questa pomposa vittoria non potrà che essere effimera e temporanea poiché l’errore e la menzogna sussistono solo grazie a una minuscola particella di verità che sola consente loro di manifestarsi.

Così quando l’Oste porgerà il conto i pupari non potranno più nascondere i loro imbrogli, le loro intenzioni e gli atti conseguenti posti in essere risulteranno evidenti sotto la luce del sole e forse in quel momento risulterà chiaro a tutti che lo scopo della vita umana non è quello di soddisfare i desideri inestinguibili che i tentatori ci sottopongono, non possedere sempre di più, non quello di seguire e divenire schiavi di orgoglio e superbia, con tutto quanto la cosa comporta, ma semmai quello di portare la Pace in terra, partendo da sé stessi, domando nel  limite delle possibilità di ognuno, le tendenze che si oppongono all’unità, all’armonia interiore,  di cui la Pace in terra è appunto un riflesso. Perché la Pace non la si può imporre, deve scaturire dall’unicità del cuore di ogni uomo. 

A&B

Note

1 – In Gerusalemme, luogo di Pace accennavamo al fatto  che tutte le Tradizioni ortodosse non sono nient’altro che adattamenti dell’antica Tradizione Primordiale a tempi e luoghi diversi. Una medesima Verità enunciata in “lingue” diverse ma per nulla dissonanti. Se si comprendesse questo, pur non cadendo in un ecumenismo modernista, si dovrebbero considerare gli uomini appartenenti alle altre forme tradizionali come rientranti nell’unica Tradizione che come un diamante mostra varie facce ma rimane uno nella sua essenza. Risulterebbero dunque incomprensibili tentativi tesi a limitare l’accesso ai luoghi santi, per impedire l’adorazione dell’Unico. Il nome di Gerusalemme è strettamente connesso all’idea di Pace.   E’ considerata città santa  dalle tre tradizioni abramiche: Ebraismo, Cristianesimo, Islam. Questo lascia supporre che  questo luogo   disponga di un elemento unificante, che consenta di superare le differenze esteriori per verificare l’effettiva unità che si cela dietro di esse. Questo elemento deve avere relazione con la Pace a cui lo stesso nome della città fa riferimento. Questo esclusivismo, che pretende di possedere la Verità, come se quest’ultima potesse essere proprietà di qualcuno, testimonia di quanto sia facile a determinate forze persuasive innalzare l’orgoglio a scapito della pratica ed elevazione delle virtù. Un esempio questo come lo spirito di divisione si insinui portando odio tra le genti. Non v’è da stupirsi tuttavia da questa mancanza di comprensione che è propria dei letteralisti , da taluni denominati integralisti, i quali sono provvisti di un orizzonte estremamente limitato che non permette loro di elevarsi ad una visione universale. Com’è riportato: “La lettera uccide, lo Spirito vivifica”

2 – Per quanto riguarda l’estremo accanimento che si ha modo di constatare contro certi paesi  e   determinati  luoghi andrebbero forse essere prese in considerazione ragioni legate al momento escatologico e non limitarsi a considerazioni economiche o geopolitiche. Vedi su questo aspetto l’articolo Apocalisse a Damasco – di Pietrangelo Buttafuoco

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