Royal Society, la scienza al servizio dell’ “Impero” – di Enzo Pennetta

Nata nel XVII secolo per servire gli interessi dell’Inghilterra, la Royal Society continua egregiamente a svolgere la sua missione.

I suoi scienziati hanno consentito alla Gran Bretagna di eccellere nelle tecnologie militari, con T. Malthus le hanno anche fornito una teoria socioeconomica, appoggiando Darwin le hanno fornito una “fons juris”, adesso l’opera continua con una assurda e antiscientifica difesa del malthusianesimo.

L’occasione per parlare dell’operato della Royal Society, la prestigiosa istituzione scientifica britannica, viene dalla pubblicazione nello scorso mese di aprile dello studio “The People And The Planet“, un documento che a distanza di oltre un secolo dalla pubblicazione del libro di Thomas Malthus “Saggio sul principio di popolazione” ne rilancia il contenuto riproponendo una teoria che è stata più volte smentita dai fatti.

Ma la cosa non sorprende molto, per lo meno non chi è abituato ogni giorno a contestare quello che forse è il più grande successo della Royal society, quel darwinismo nato come fotocopia della teoria di Malthus e fatto trionfare proprio grazie all’infaticabile opera dell’allora presidente della Royal Society, Thomas H. Huxley, che non per nulla passò alla storia come il “mastino di Darwin“.

Il lavoro pubblicato dalla R.S. è la continuazione di quello iniziato dal Club di Roma, fondato nel 1968 da Aurelio Peccei che ebbe a definire l’umanità come un “cancro” del pianeta:

«Un altro comportamento aberrante della nostra specie la rende gravemente colpevole davanti al tribunale della vita. Si tratta della sua proliferazione esponenziale, che non si può che definire cancerosa».

E infatti tutto lo studio pubblicato dalla Royal Society è una vera e propria campagna a favore della limitazione delle nascite che dovrebbe costituire il fulcro del piano d’azione per ridurre la povertà, proprio come (erroneamente) sostenuto a fine ‘700 da Malthus.

Per confutare le oltre 100 pagine dello studio sarebbe sufficiente che i grafici inseriti fossero letti in modo corretto, cosa che evidentemente sorprende in quanto ci aspettiamo che alla R.S. un grafico lo sappiano leggere:

Come è possibile verificare, infatti il tasso di natalità rimane alto finché è alta la mortalità, poi quando quest’ultima scende, seppur con certo ritardo, le nascite si adeguano portando la popolazione ad un nuovo equilibrio tra nascite e morti.

Appare quindi evidente che la via corretta non è quella di forzare ad una discesa le nascite, ma quella di innalzare il livello di vita nelle regioni povere le quali poi si stabilizzeranno in modo naturale.

Che il meccanismo sia quello indicato viene confermato da altri due grafici pubblicati dalla R.S.

Come è facilmente verificabile, l’alta natalità è sovrapponibile all’alta mortalità.

Inoltre, da uno studio pubblicato da Oxfam emerge anche l’infondatezza dell’idea di un sovraffollamento delle zone povere del Terzo mondo, basta confrontare le due mappe seguenti in cui sono riportati paesi del mondo per estensione territoriale e per popolazione:

Come si vede i paesi del Terzo mondo a fronte di grandi superfici hanno una popolazione relativamente più bassa di quella di altri paesi in cui invece il livello di vita è elevato.

Le cifre dicono che quindi non esiste un problema demografico, mentre esiste invece un drammatico problema di povertà e sottosviluppo, e che le cose stiano così non può sfuggire a persone scientificamente preparate come sono alla Royal Society.

Dietro la pressante richiesta di diminuzione delle nascite nei paesi sottosviluppati deve esserci dunque qualcos’altro, e oggi come duecento anni fa, si tratta del vero scopo di Thomas R. Malthus FRS… (Fellow of the Royal Society).

Fonte:http://www.enzopennetta.it/2012/05/royal-society-la-scienza-al-servizio-dell-impero/
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