Alle porte di Damasco, un saggio di Sebastiano Caputo – di A&B

“Il copione sembra lo stesso dell’Irak e della Libia. Ditro il grido “Allāh Akbar”, c’è in verità un compiacimento tutto occidentale che mira a distruggere uno Stato, che pur combattendo il caos attraverso l’ingiustizia era riuscito a garantire una convivenza pacifica fra le differenti etnie e comunità religiose che facevano della Siria quel luogo dove dietro una apparente laicità, tutto è Sacro”.

Sebastiano Caputo, Alle porte di Damasco, viaggio nella Siria che resiste, Circolo Proudhon.

copertina_damascoIndubbiamente siamo al cospetto di una Terra la cui vicenda sarebbe limitativo cercare di spigare solo con ragioni geopolitiche, interessi energetici, rilievi storici o giochi di alleanze finanziarie e internazionali. L’evidente rilievo escatologico, che a noi non compete trattare, è comunque la chiave di lettura più affidabile per leggere fra le righe del conflitto siriano, il dispiegarsi della storia sacra. E se è vero che personaggi ed  eventi che caratterizzeranno la fine dei tempi non saranno quasi sicuramente l’espressione della “nobiltà”, a questa pure dovranno concorrere a fare luogo con la restaurazione dell’Era messianica. Si spiega così, a nostro parere, l’accanimento perpetrato dall’esterno contro questa terra  e il suo popolo, da un manipolo di violenti invasati con “copertura” pseudo religiosa (NEOCON) che hanno messo radici nei principali centri di potere e riescono a caratterizzare le politiche di una delle istituzioni più potenti come la Presidenza degli Stati Uniti d’America.   Per tali ragioni ci sembra opportuno richiamare l’attenzione sulla Siria e cercare di offrire uno spunto di riflessione che permetta di comprendere a tutti l’inanità del ruolo di spettatore a cui troppo spesso una coscienza sopita si rassegna, senza accorgersi così che questi fatti, il cui carattere è indubbiamente universale, riguardano tutta l’umanità che ne è al contrario protagonista e vittima.

Il saggio di Sebastiano Caputo ci sembra quindi che abbia il merito e il coraggio di “rompere” una versione preconfezionata -quella che quotidianamente siamo chiamati a sorbire dai media mainstream-  di quanto sta accadendo in quella regione flagellata,  avendo anche il pregio, cosa che sta divenendo sempre più merce rara, data l’odierna conversione dell’informazione in propaganda, di riferire cose di cui è stato personalmente testimone. Non va tuttavia scordato che la Verità sa difendersi da sola e quindi ogni tratto che se ne può percepire e partecipare nel tentativo di affermarla, se non si riesce a esprimerlo col costante riferimento al denominatore comune della sua unità, mantiene sempre il grado della parzialità e si presterà inevitabilmente a dispute e fraintendimenti che gioveranno solo al disegno della grande menzogna.

A&B

Vedi sullo stesso argomento:

Apocalisse a Damasco – di Pietrangelo Buttafuoco

https://www.youtube.com/watch?v=JgJ3K7qcFQk

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