Boom di bambini transgender: per l’”American College of Pediatricians” è abuso di minori – di di Rodolfo de Mattei

Secondo Jack Drescher, professore di psichiatria al “New York Medical College”, la ragione di questo boom di bambini transgender è da ricercare nella «crescita di consapevolezza da parte dei genitori del fatto che un sussidio clinico esiste». In altre parole, tale notevole incremento è dovuto alla “normalizzazione” sociale della transizione di genere.

A mettere in guardia rispetto ai reali rischi ai quali vanno incontro i bambini transgender è stato il medico inglese Robert Lefever che, in un commento pubblicato dal “Sun”, ha ricordato come il gender identity disorder, a differenza del cambio di sesso, sia reversibile: «se gli adulti hanno la possibilità di scegliere, i bambini meno» anche perché «come tutte le creature più piccole sono facilmente influenzabili». Lefever ha raccomandato di non farsi “ammaliare” dalle tendenze politically correct, sottolineando come non sia possibile trattare i disagi come «mode», perché «è un fatto che alcune diagnosi diventano moda» e «quasi un distintivo d’orgoglio».

In Inghilterra è boom di bambini transgender. Solo nel 2015, fra aprile e dicembre, ben 1.013 minorenni inglesi sono stati sottoposti a terapie per il “disordine dell’identità di genere”.

Come scrive Benedetta Frigerio su Tempi.it i trattamenti

vanno dalla consulenza psicologica fino al bombardamento ormonale per bloccare lo sviluppo del paziente in vista del cambiamento chirurgico del sesso. Cinque anni fa, nel 2009-2010, i minorenni trattati in questi modi erano 97. Oltre all’impennata del numero di casi, colpisce anche la somma di denaro pubblico – 2,7 milioni di sterline – stanziata per simili cure da un sistema sanitario in grave crisi di sostenibilità”.

Gli impressionanti numeri sono stati resi noti dal sistema sanitario inglese, “NHS”, su richiesta del quotidiano “The Sun”, che ha riportato i dati della “Tavistock and Portman NHS Trust” di Londra, l’unica clinica in Inghilterra che tratta i casi di bambini affetti dalla cosiddetta “disforia di genere”. La “Tavistock and Portman NHS Trust” ha sedi anche Leeds, Exeter e Brighton.

Bernard Reed, del “Gender Identity Research and Education Society” (GIRES), ha sottolineato come le stesse strutture “NHS” siano rimaste spiazzate da tale inattesa impennata di bambini transgender, affermando: “i servizi NHS non sono attrezzati e addestrati per riuscire a soddisfare questa crescente esigenza di cure mediche”. Una situazione di cui ha approfittato, lo scorso settembre, la lobby “GIRES” per mettere pressione al Parlamento inglese nel promuovere programmi di istruzione e sensibilizzazione riguardo le tematiche transgender fin dai banchi dell’asilo per i bambini di età inferiore ai tre anni.

Secondo Jack Drescher, professore di psichiatria al “New York Medical College”, la ragione di questo boom di bambini transgender è da ricercare nella «crescita di consapevolezza da parte dei genitori del fatto che un sussidio clinico esiste». In altre parole, tale notevole incremento è dovuto alla “normalizzazione” sociale della transizione di genere.

A mettere in guardia rispetto ai reali rischi ai quali vanno incontro i bambini transgender è stato il medico inglese Robert Lefever che, in un commento pubblicato dal “Sun”, ha ricordato come il gender identity disorder, a differenza del cambio di sesso, sia reversibile: «se gli adulti hanno la possibilità di scegliere, i bambini meno» anche perché «come tutte le creature più piccole sono facilmente influenzabili». Lefever ha raccomandato di non farsi “ammaliare” dalle tendenze politically correct, sottolineando come non sia possibile trattare i disagi come «mode», perché «è un fatto che alcune diagnosi diventano moda» e «quasi un distintivo d’orgoglio». Le soluzioni di bombardamento ormonale avvallate dal sistema sanitario britannico,  aggiunge Lefever, permettono infatti la somministrazione di «farmaci che uccidono le persone in quantità che non sarebbero mai tollerate per altri trattamenti». Tutto questo, si domanda retoricamente il medico, accade unicamente perché «il dipartimento vuole apparire buono di cuore, di mente aperta e clinicamente impegnato? Sì».

Tali sconvolgenti dati sui bambini transgender inglesi arrivano negli stessi giorni in cui diversi media statunitensi hanno riportato la notizia della pubblicazione di un importante ed autorevole documento dell’“American College of Pediatricians”, intitolato Gender Ideology Harms Children, firmato dai pediatri Michelle A. Cretella e Quentin Van Meter, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente dell’Associazione, e dal noto professore di psichiatria della Johns Hopkins University di Baltimora, Paul McHugh.

Con questo documento, l’associazione pediatrica intende rivolgere un accorato appello agli educatori e ai legislatori americani, invitandoli a respingere con forza tutte le politiche volte a condizionare i bambini nell’accettare come normale una vita, nella realtà, stravolta dalla chimica e dalla chirurgia, al fine di impersonificare il desiderato sesso opposto.

Il testo denuncia tale folle e criminale progetto in otto sintetici ma chiarissimi punti, in ordine alfabetico da A ad H, che smascherano, punto per punto, le falsità scientifiche insite nell’ideologia del gender.

Al primo punto A, i tre medici chiariscono come la sessualità umana sia definita da un dato binario, oggettivo e biologico: «”XY” e “XX” sono marcatori genetici di salute – non marcatori genetici di un disturbo. La norma per il disegno umano è essere concepiti come maschio o come femmina». La sessualità umana è binaria e complementare per il fatto evidente che è finalizzata alla riproduzione della nostra specie. Questo principio non ha bisogno di tante spiegazioni – sottolineano gli autori del report – è auto evidente:

«Gli estremamente rari disturbi della differenziazione sessuale (DSD), incluso ma non limitato alla femminilizzazione testicolare e iperplasia surrenalica congenita, sono tutte deviazioni, medicalmente identificabili, da quella che è la norma binaria sessuale, e sono giustamente riconosciuti come disturbi del disegno umano. Gli individui con DSD non costituiscono un terzo sesso».

Al punto B, il documento precisa la distinzione tra gender e sesso, mettendo in evidenza come il termine gender sia una costruzione intellettuale e psicologica del tutto disancorata dalla realtà:

«Nessuno nasce con un genere. Ognuno nasce con un sesso biologico. Genere (una consapevolezza e senso di sé come maschio o femmina) è un concetto sociologico e psicologico; non un dato biologico oggettivo. Nessuno nasce con la consapevolezza di se stessi come maschio o femmina; questa consapevolezza si sviluppa nel tempo e, come tutti i processi di sviluppo, può deragliare per via di percezioni soggettive, relazioni ed esperienze negative dalla prima infanzia in avanti».

Il punto C mette in luce come la convinzione personale di sentirsi diverso da quello che realmente si è, costituisce, nella migliore delle ipotesi, un segnale di pensiero confuso. Quando un ragazzo biologico crede di essere una ragazza o una ragazza biologica crede di essere un ragazzo, siamo di fronte ad un problema psicologico oggettivo che risiede nella mente e non nel corpo, e che dovrebbe essere trattato come tale. Problema psicologico che in ambito medico, spiegano gli autori del testo, viene identificato con la patologia detta “disforia di genere”:

«La Disforia di genere (GD), precedentemente indicata come Disturbo dell’Identità di Genere (DIG), è un disturbo mentale riconosciuto nella più recente edizione del Manuale Diagnostico e Statistico della American Psychiatric Association (DSM-V). Le teorie dell’apprendimento psicodinamiche e sociali della GD / GID non sono mai state smentite».

Al quarto punto D, il documento sottolinea il paradosso di tali cure ormonali che, contro ogni principio medico e criterio di natura, inducono volontariamente una malattia in un corpo sano:

«La pubertà non è una malattia e gli ormoni bloccanti della pubertà possono essere pericolosi. Reversibili o meno, gli ormoni che bloccano la pubertà possono inducono uno stato di malattia che è l’assenza di pubertà, inibendo la crescita e la fertilità in un bambino in precedenza biologicamente sano».

Il successivo punto E evidenzia come i dati statistici attestino in maniera schiacciante come la stragrande maggioranza di tali confusioni sessuali infantili ed adolescenziali si risolvano naturalmente dopo l’età della pubertà:

«Secondo il DSM-V, circa il 98% di “sessualmente confusi” ragazzi e il 88% di ragazze alla fine accettano il loro sesso biologico dopo essere passati naturalmente attraverso la pubertà».

Al sesto punto F, il documento denuncia i gravi e noti rischi per la salute legati a questo tipo di pratiche ormonali contro natura:

«I bambini che fanno uso di ormoni bloccanti della pubertà per rappresentare l’altro sesso avranno bisogno di ormoni cross-sessuali nella tarda adolescenza. Tali ormoni (testosterone ed estrogeni) sono associati a pericolosi rischi per la salute inclusi ma non limitati alla pressione alta, coaguli di sangue, ictus e cancro».

Oltre le malattie, il penultimo punto G, sottolinea come i naturali scompensi dovuti a tali cure ormonali siano all’origine di gravi forme di depressione che emergono, successivamente, in età adulta, riscontrabili ovunque indistintamente, anche in Svezia, paese tra i più avanzati nella accettazione e nella promozione delle politiche LGBQT:

«Tassi di suicidio sono venti volte più altri tra gli adulti che fanno uso di ormoni cross-sessuali e si sono sottoposti a chirurgia cambiamento di sesso. Quale persona compassionevole e ragionevole condannerebbe i bambini a questo destino, sapendo che dopo la pubertà ben l’88% delle ragazze e il 98% dei ragazzi accetta alla fine la realtà e raggiunge uno stato di salute fisica e mentale?»

L’ottavo ed ultimo punto H, infine, è un vero e proprio atto di accusa nei confronti dei responsabili di tale folle piano di normalizzazione della transizione di genere sulle pelle di bambini innocenti e genitori il più delle volte, disinformati e sedotti dal gender diktat dominante:

«Condizionare i figli facendogli credere come normale e sana una vita di rappresentazione chimica e chirurgica del sesso opposto è abuso di minori. Appoggiare una discordanza di genere come una via normale attraverso l’istruzione pubblica e le politiche legali porterà a confondere i bambini e genitori, cosicché sempre più bambini si rivolgeranno alle “cliniche di genere” dove gli verranno somministrati farmaci bloccanti della pubertà. […]».

Ci auguriamo che il documento della “American College of Pediatricians” contribuisca a fare luce sui reali e concreti pericoli che si celano dietro l’enigmatica “teoria del gender”, arrestando l’inaccettabili abusi e traumi inflitti alle incolpevoli giovanissime generazioni.

 (su Osservatorio Gender)

Fonte:http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/boom-di-bambini-transgender-per-lamerican-college-of-pediatricians-e-abuso-di-minori/
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