La liberalizzazione finanziaria ha creato un Senato virtuale che governa il mondo – Intervista a Noam Chomsky

Cosa significa “isolamento Tecnocratico”?

È un concetto della Banca Mondiale: vuole dire che le decisioni prese sono separate dall’ambito politico. La gente può credere di incidere sulla realtà, ma invece le decisioni sono prese all’esterno della gente stessa.

Lei dice che si tratta insomma di una forma di controllo…

Si, però di una forma di controllo esterno, lo sottolineo, al di sopra della democrazia formale.

Intesa come democrazia non reale.

Effettivamente, però lasciami spiegare. La liberalizzazione finanziaria, un fenomeno internazionale, ha creato quello che potremmo chiamare un Senato virtuale.

(nella foto: Noam Chomsky)

Questo suppone che gli investitori, ossia gli speculatori finanziari, quando operano attraverso i mercati finanziari, si convertono in un Senato virtuale. Il funzionamento di questa legislatura, estranea al processo democratico, limita le decisioni di un paese. Se un paese, compreso gli Stati Uniti, decide di stimolare la propria economia, aumentando l’intervento di aiuto sociale, ecc., il Senato virtuale può decidere istantaneamente di spostare quantità enormi di denaro fuori da questo paese. Se è un paese piccolo, per esempio il Messico, hai un collasso. Se sono gli Stati Uniti, ci sono comunque dei problemi. In sostanza il Senato virtuale e la liberalizzazione finanziaria “disciplinano” i governi, in modo che questi non possano fare molto.

Qualsiasi tipo di democrazia formale è inutile?

La democrazia formale è qualcosa di buono perché apre uno spazio perché il popolo possa esercitare una certa influenza. Un esempio in questa direzione è la sconfitta dell’iniziativa legislativa statunitense per utilizzare la procedura d’urgenza per negoziare l’espansione del libero commercio.

In questo caso lo spazio formale è stato utilizzato positivamente da alcuni settori sociali. Però, se uno è parte dell’élite governante, del gruppo dei 7, delle imprese trasnazionali o delle istituzioni finanziarie internazionali, l’obbiettivo sarà sicuramente quello si di aumentare la democrazia formale, ma riducendo la presa di decisioni politiche nell’area pubblica. Questo controllo…

Si riferisce al controllo mediante il Senato virtuale e l’isolamento tecnocratico?

Esatto. È un’altra forma di minimizzare lo Stato e di ridurne lo spazio pubblico. E se uno può trasferire le decisioni a quello che viene chiamato “il mercato” – che non è altro che la concentrazione di capitali – non ha paura di una democrazia formale, che anzi può convertirsi in un meccanismo per controllare la gente. Inoltre per l’impresa privata internazionale, la riduzione della corruzione può essere utile, poichè essa può essere irritante …costa denaro, interferisce con i propri guadagni.

Però i politici statunitensi dicono che desiderano vedere fiorire la democrazia nei paesi del mondo in via di sviluppo, è sempre stato così?

Gli Stati Uniti sono stati a favore della democrazia sempre, quando non funziona. Mai si sono opposti alla democrazia, sono sempre stati molto contenti nell’accettare Stati democratici a patto che non si muovano in una direzione erronea.

Negli ultimi 20-25 anni c’è stato un cambio radicale a livello mondiale nella distribuzione del potere tra i lavoratori e il capitale: il potere si è trasferito nelle mani del capitale e dei suoi amministratori in molti modi. E quando questo avviene non c’è bisogno, nè si vogliono, i regimi militari. Quello che i potenti vogliono è la democrazia formale. Però c’è un altro elemento che riduce la resistenza popolare a tutto questo, e che limita il dibattito solo alla democrazia formale, specialmente in America Latina. Mi riferisco alla cultura del terrore. Il terrore di Stato negli ultimi anni, in America Latina, ha domato le aspirazioni; la gente ha semplicemente paura. Non dobbiamo dimenticare o ignorare che, in America Latina, la politica del terrore ha ottenuto risultati. In fin dei conti, l’America Latina ha ricevuto un buona dose di terrore negli ultimi 30 anni.

Non solo l’America Latina…

Chiaro che no. Guarda Mozambico e Angola: hanno perso centinaia di migliaia di persone, paesi distrutti, non vanno a correre rischi. Il terrore ha sortito un effetto disciplinante, anche negli Stati Uniti, dove i risultati del maccartismo sono visibili. Senza dubbio sono sorte nuove ondate di resistenza nel mondo. Questa comprende, per esempio, il resuscitato movimento dei lavoratori negli Stati Uniti, le manifestazioni dei “Senza Terra” del Brasile, passando per la resistenza dei contadini in centroamerica o la resistenza in Sudafrica o ad Haiti. Ci sono movimenti popolari da tutte le parti e questo rappresenta un vero problema per l’élite. La democratizzazione formale può essere un metodo di controllo sociale ed è molto meno pericolosa quando c’è, inoltre, l’isolamento tecnocratico e il Senato virtuale. Però non è facile controllare la gente, tutta la storia moderna è stata scritta da chi vuole controllare la gente e chi si oppone a questo.

L’accordo multilaterale d’investimento

Il dibattito pubblico negli Stati Uniti sull’ampliamento del libero commercio nasconde un’iniziativa, quasi segreta, molto più importante: l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti (AMI), approvato all’inizio del dicembre scorso dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e dall’Organizzazione di Cooperazione e Sviluppo Economico (OCDE), aumenterà il potere del capitale multinazionale.

L’Accordo Multilaterale sugli Investimenti renderà impossibile, se verrà approvato definitivamente, che la comunità, i gruppi sociali e il pubblico in generale, impongano qualsiasi tipo di condizione sulle decisioni dei padroni del capitale. L’AMI è, per il momento l’ipotesi sulla quale stanno dibattendo nell’OMC e nell’OCDE, e ciò che si cerca di proibire è che i governi nazionali o locali impongano qualsiasi tipo di restrizione al flusso dei capitali internazionali o agli investimenti.

Il governo mondiale del denaro.

L’AMI dice che tutto quello che vogliono fare gli investitori, lo possono fare senza nessuna interferenza. Non ci sono barriere sui diritti umani, regole sui diritti dei lavoratori o di rispetto ambientale. Niente. Originariamente si pensava che potesse essere approvato nel maggio del 1997, però è nata un’opposizione sostanziale da parte di organizzazioni sociali così come in altri paesi del Terzo Mondo. All’interno dell’OMC, Malesia e India, lo hanno bloccato. Però, ripeto, l’AMI è stato creato per proibire o limitare l’imposizione di condizioni agli investitori internazionali o al capitale finanziario da parte dei governi nazionali. Mentre il TLC (Trattato Libero Commercio) e il GATT si disegnarono, apparentemente, per liberalizzare il flusso di beni e servizi a livello internazionale, il nuovo AMI si occupa solo della liberalizzazione di capitali.

Quali sono le misure previste?

Bene, i governi non potranno obbligare gli investitori internazionali a comprare componenti di produzione all’interno del paese (invece di importarlo), non potranno pretendere il trasferimento di tecnologia, non si potrà limitare la mobilità attraverso le frontiere del capitale o lo spostamento dei guadagni.

L’AMI stabilisce anche un nuovo tribunale internazionale a cui imprese ed investitori trasnazionali potranno rivolgersi nel caso in cui qualche governo pensi di porre condizioni al libero movimento di capitali.

Questo potrebbe anche arrivare al punto che l’impresa internazionale si rivolga a questo tribunale per forzare un governo ad accettare l’eliminazione di norme che regolano i rapporti di lavoro o norme ambientali o per modificare programmi di sviluppo nazionali che limitino il libero flusso di capitali.

Personalmente io temo che tutto questo porterà ad un cambio delle leggi e delle norme dei paesi del Terzo Mondo e delle economie più piccole, mentre gli Stati Uniti e le altre potenze introdurranno solo misure apparenti per continuare con la propria politica protezionistica.

Lei ci ha detto che l’AMI era nascosto dietro al dibattito sull’ampliamento della procedura d’urgenza per il libero commercio.

In effetti, l’AMI è prioritario per le grandi potenze e per i settori privati trasnazionali; è molto più importante che la negoziazione per ampliare il TLC ad altri paesi. Per questo dico che il tema reale che c’è dietro al dibattito sulla procedura d’urgenza non è l’entrata del Cile nel TLC. Il tema vero è l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti.

E tutto questo si è mantenuto quasi segreto…

Hanno avuto successo nel mantenerlo al di fuori del dibattito pubblico, c’è stato un silenzio quasi totale. La cupola politica e imprenditoriale di questo paese lo ha mantenuto cosi deliberatamente, perché sanno che sarebbe una misura poco popolare. Di fatto, tutta la retorica sul “libero commercio” è una finzione. Gli ultimi 25 anni non sono stati un periodo di liberalizzazione commerciale…

Il TLC è interpretato da coloro che credono realmente nel libero commercio, come un accordo protezionista. E sono certo che questo è ciò che è.

Questo periodo è stato un periodo di maggior liberalizzazione finanziaria e di restrizione commerciale.

Potrebbe essere più preciso?

Il governo statunitense, iniziando con l’amministrazione “pro libero commercio” di Ronald Regan (lo dico tra virgolette), è altamente protezionista e interviene radicalmente nei mercati, e questo è quello che viene considerato come l’assalto permanente al libero commercio degli ultimi anni. Intanto c’è stata la liberalizzazione finanziaria. Con questo enorme crescita del capitale finanziario, si crea una tremenda influenza sui governi. In parte, questo è quello che dà spazio a nuovi accordi come quello dell’AMI.

Senza dubbio, il problema per i leaders politici e per i padroni del capitale trasnazionale che stanno promuovendo il nuovo accordo è la diffidenza del pubblico per questo tipo di accordi.

Se la gente sapesse quello che stanno disegnando per loro i ricchi e i potenti, non le piacerebbe affatto. Queste cose non sono accordi commerciali, sono accordi sui diritti degli investitori.

Non vediamo, tuttavia, la relazione con la procedura d’urgenza…

In fin dei conti, la vera ragione per cui la cupola imprenditoriale e la cupola politica sono tanto impegnate con l’approvazione della procedura d’urgenza, che dà al presidente l’autorità per negoziare accordi commerciali, è dovuta al fatto che c’è l’esigenza che il presidente possa negoziare l’AMI. Non dimentichiamo che l’AMI sarà molto meno popolare del TLC. Di modo che l’unica maniera in cui possa essere approvato è mediante un processo di fast track che limiti il dibattito dentro il congresso e davanti al pubblico statunitense.

La ribellione in arrivo

Per ora il congresso ha dato un severo stop alla proposta di discutere, nella procedura d’urgenza, la possibilità di assegnare al presidente William Clinton l’autorità per ampliare la negoziazione sul libero commercio.

Negli Stati Uniti tutto questo è molto vivo. Io credo che in questo momento è uno dei paesi di maggior dissidenza del mondo. Questo che voi menzionate è un altro segnale che sta sviluppandosi un crescente movimento opposto al potere del capitale globale. La gente ha la percezione che la stanno imbrogliando.

Non è molto difficile …

Malgrado l’intensa propaganda che c’è in favore del libero commercio e dello sforzo della cupola politica e imprenditoriale, le inchieste continuano a rivelare che è maggioritaria l’opposizione al tipo di accordo economico come il TLC tra Messico, Stati Uniti e Canada. Però, curiosamente, questa opposizione all’espansione del libero commercio non è accompagnata da un’adeguata attenzione ai temi del lavoro e dell’ambiente; è solo una cosa in più all’interno della diversità di esprimere il dissenso negli Stati Uniti. Nel mio recente giro in questo paese, ho visto molti gruppi locali lavorare su un’infinità di temi: ambientali, in difesa dei diritti delle donne, difendere le comunità nere e latine, così come nuove espressioni lavorative. Tutto l’immaginabile, ovunque uno vada incontra una varietà di gruppi locali d’opposizione impegnati su vari temi. Senza dubbio, molta di questa opposizione è localizzata e non si manifesta a livello nazionale e non assume un carattere unitario. La gente non sa quello che succede dall’altra parte della propria città.

A cosa lo attribuisce?

Queste divisioni sono parte delle dinamiche che cercano precisamente questo: isolare la gente. C’è tutta una cultura di relazioni pubbliche, soprattutto l’industria dello spettacolo, che ha l’obbiettivo di privatizzare la gente. L’idea è ridurci a noi e la nostra televisione, ed è un’idea che funziona, converte la gente in consumatori passivi. Tuttavia non lascia la gente senza idee. E queste idee sono quelle che nutrono molte di queste opposizioni locali. Per esempio: malgrado l’intensa campagna di propaganda in favore del libero commercio, la maggioranza continua ad opporsi a questa iniziativa. Chiaro che, allo stesso tempo, questa può essere una manifestazione di sciovinismo, anche abbastanza demagogico. Gli statunitensi credono che il Terzo Mondo li stia sfruttando veramente. E pensano lo stesso di quella madre che usa l’assistenza pubblica, come se stesse approfittando della generosità pubblica.

In Messico, questa si chiama ingenuità…

Prima abbiamo parlato di terrore, però è importante considerare, allo stesso modo, che l’uso sistematico della paura è stato anche utilizzato negli Stati Uniti per sopprimere la dissidenza. Quello che si chiama “l’effetto del maccartismo” è stato l’effetto di una repressione leggera, se si confronta con quella di altri paesi, una repressione di stato, che ha fatto sì che la gente si chiudesse in se stessa ed avesse paura ad esprimersi. Questo continua in modo sottile, visibile; io lo verifico tra i miei alunni. Loro non temono il potere dello stato, ma hanno paura che se non si comportano adeguatamente mai troveranno lavoro, e questo ha un potere disciplinante.

Disciplinante?

Non ho dubbi. Ora, malgrado tutto, sta sorgendo una resistenza, localizzata se vogliamo, però che esiste da tutte le parti. Uno dei segnali recenti più confortevoli del potenziale che c’è per una nuova ribellione all’interno degli Stati Uniti, è la rinascita del movimento dei lavoratori organizzati. Questo rinnovato movimento è molto importante, visto che storicamente il movimento dei lavoratori è stato, se non la principale forza della democratizzazione, quello che permette alla gente comune di partecipare alla vita pubblica. Il movimento dei lavoratori di questo secolo ha offerto un polo di organizzazione ed educazione per la politica indipendente e per la mobilitazione sociale. Faccio un esempio.

Il vecchio vertice della AFL-CIO ha avuto un ruolo molto brutto e anti-operaio agli occhi del mondo. Però il nuovo vertice, eletto nel 1995, sta proponendo una nuova visione per i settori del lavoro organizzati più vicini ai lavoratori e alle sue comunità. Non dico che sia la dirigenza più militante, però, quando è stata l’ultima volta che si è visto un leader dell’AFL-CIO arrestato per aver appoggiato uno sciopero di lavoratori salvadoregni a Boston?

Questi sono cambiamenti che credo stiano preoccupando i potenti.

Fonte:http://www.tmcrew.org/archiviochomsky/intervista2.html
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