L’uccisione dei giornalisti e dei registi è la “REALTÁ GRIGIA”* degli Sati Uniti d’America

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La lista di appartenenti ai media americani (giornalisti, registi, rappresentanti del mondo dello spettacolo) che sono morti in questi ultimi tempi è nutrita e anche sospetta.

*Gray Sate “Stato grigio” è il titolo di un film di David Crowley che ha preannunciato che gli USA sarebbero diventati uno stato di polizia militarizzato, senza alcun futuro per i semplici cittadini americani.
Il regista di 29 anni è stato trovato morto insieme alla moglie di 28 anni e la figlia di 5 anni il 17 gennaio 2015. La morte però risale a un mese prima ed è stata causata da armi da fuoco. La versione “ufficiale” parla di omicidio/suicidio causati da “grave depressione” conseguenza di cinque anni trascorsi fra le fila dell’esercito americano in Irak.

Aaron Russo: il suo film documentario “America: Freedom to Fascism” critica la guardia di finanziaria americana (Internal revenue service) e il sistema della Federal reserve. Preavvisa dell’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale governato dai banchieri; inoltre ha denunciato il coinvolgimento della famiglia Rockefellers nei fatti del 11 settembre 2001.
La versione ufficiale della sua morte avvenuta il 24 agosto 2007 parla di un “cancro fulmineo”.

Gary Webb: ha realizzato una seri di articoli “Dark Alliance” che denunciavano il collegamento della CIA con i “Contras” del Nicaragua per il contrabbando e la vendita della cocaina a Los Angeles per il finanziamento deggli stessi Contras.
Morto il 10 dicembre 2004; la “versione ufficiale” parla di suicidio con due colpi di pistola sparati con la sua mano destra, era risaputo che fosse mancino.

Phillip Marshall: nel suo best seller “False flag 911: how Bush, Cheny and the Saudis Created the Post-911 World” denuncia la partecipazione del governo americano nell’organizzazione dell’atto terroristico del 11 settembre 2001. Aveva chiesto alla gente “Pensate davvero che sia possibile che da una grotta in una regione dell’altra parte del mondo, un fantasma di nome Bin Laden, possa vincere tutto il nostro apparato militare sul nostro territorio? Per me è una sciocchezza assoluta”.
La “versione ufficiale” della sua morte è suicidio compiuto per vendicarsi della moglie da cui si stava separando, uccidendo anche i suoi figli di 17 e 15 anni e pure il suo cane.

Andrew Breitbart: giornalista indipendente che criticava il regime totalitario di Obama e ha scritto il libro “Hollywood, interrupted: insanity chic in Babylon-The case against celebrity” in cui denunciava la corruzzione del mondo delle “stelle” e il loro cattivo influsso sul popolo americano.
Morto il 1 marzo 2012 per infarto, secondo la “versione ufficiale”, ma il giorno in cui dovevano essere rese note le cause del decesso è morto anche il medico che aveva compiuto l’autopsia, la “versione ufficiale” parla di avvelenamento.

Michael Hasting: si occupava di CIA e NSA. Il suo articolo “Perché i democratici spiano gli americani”, smaschera Obama e la sua squadra di governo riguardo all’attuazione di diversi programmi di controllo del popolo americano.
Morto in un incidente stradale dovuto all’alta velocità, mentre tutti coloro che lo conoscevano sapevano della sua esperienza e prudenza al volante.

Poniamo solo un quesito: perché in USA non ci sono prigionieri politici? Perché non c’è vera opposizione né mai c’è stata?

“Ai posteri l’ardua sentenza”.

Fonte: http://vk.com/elinawhaley
Ripreso da:  http://nstarikov.ru/blog/48865
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