Immigrazione di massa: la strategia del caos

LA NUOVA STRATEGIA DEL CAOS DEL MONDIALISMO STATUNITENSE

Ci eravamo occupati in precedenza del ruolo degli Stati Uniti e delle centrali mondialiste nel fomentare l’immigrazione di massa come strumento della geopolitica del caos per destabilizzare e tenere sotto l’ombrello della protezione atlantica le province europee dell’impero americano. Approfondiamo ora il discorso analizzando l’evolversi della situazione internazionale. Cominceremo dalla questione greca, facendo un rapido accenno alla tradizionale strategia geopolitica angloamericana, ci concentreremo in particolare sulle origini del Progetto Europeo per dimostrare come l’ondata di sbarchi che sta portando migliaia di clandestini sulle nostre coste sia direttamente collegata all’eurocrisi, per concludere infine con le rivelazioni dei servizi segreti austriaci, che ci forniscono l’ennesima prova che conferma che gli USA sono i responsabili dell’attuale emergenza immigratoria. Continua a leggere

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Niente soldi per l’emergenza incendi? Per la NATO, però, la Pinotti inaugura l’”Hub per il Sud” – di Manlio Dinucci

Risultati immagini per Ministra PinottiLa ministra Pinotti

Chi dice che scarseggiano gli investimenti nel Mezzogiorno? La ministra Pinotti ha annunciato la realizzazione di una grande opera a Napoli: l’Hub per il Sud. Dopo l’incontro con il capo del Pentagono James Mattis, martedì a Washington, ha dichiarato: «Siamo soddisfatti che sia stata accolta la nostra richiesta di trasformare il Comando Nato di Napoli in Hub per il Sud».

Il comando di cui parla è il Jfc Naples, il Comando della Forza congiunta alleata con quartier generale a Lago Patria (Napoli), agli ordini dell’ammiraglia statunitense Michelle Howard che, oltre ad essere a capo del Comando Nato, è comandante delle Forze navali Usa per l’Europa e delle Forze navali Usa per l’Africa. I tre comandi di Napoli, sempre agli ordini di un ammiraglio statunitense nominato dal Pentagono, hanno un’«area di responsabilità» che abbraccia l’Europa, l’intera Russia, il Mediterraneo e l’Africa. La guerra alla Libia nel 2011, con il determinante contributo italiano, è stata diretta dalla Nato attraverso il Jfc Naples.

Sempre da Napoli sono state condotte le operazioni militari all’interno della Siria. Questa è la prima causa del drammatico esodo di profughi e della «crisi dei migranti che l’Italia sta vivendo quasi in solitudine», come l’ha defenita a Washington la Pinotti quasi che fosse una maledizione caduta dal cielo. Il nuovo Hub per il Sud, rientrante anch’esso nella catena di comando del Pentagono, costituirà la base operativa per la proiezione di forze terrestri, aeree e navali. Le forze e le armi necessarie saranno fornite dall’intera rete di basi Usa/Nato in Italia, in particolare Aviano, Camp Darby, Gaeta, Sigonella, Augusta, mentre la stazione Muos di Niscemi e altre si occuperanno delle comunicazioni.

Per tali operazioni, che la Nato definisce «proiezione di stabilità oltre i nostri confini», è disponibile la Forza di risposta della Nato, aumentata a 40 mila uomini, in particolare la sua Forza di punta, che può essere proiettata in 48 ore «ovunque in qualsiasi momento».James Mattis ha riingraziato l’Italia sia per la sua «ospitalità verso oltre 30.000 militari, impiegati civili e familiari statunitensi», sia per la sua importante cooperazione nell’affrontare le «minacce alla sicurezza nel Mediterraneo, in Medioriente e Africa».
La Pinotti ha prospettato, tra l’altro, la possibilità di estendere i compiti dei 1400 militari italiani in Iraq, anche in funzione di addestramento a Raqqa. Riguardo all’Hub per il Sud la ministra ha annunciato, con soddisfazione, che «nell’ultima riunione ministeriale Nato si sono già individuate le risorse per la sua realizzazione». Non le ha però quantificate. Si possono comunque stimare in miliardi di euro, con una notevole parte a carico dell’Italia. Continua a leggere

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Origini della collusione wahhabita-sionista

Alla fine del XVIII.mo secolo, al culmine delle conquiste coloniali, gli imperialisti britannici crearono due forze distruttive apparentemente antagoniste, il sionismo da una parte, il wahhabismo o salafismo dall’altra. Applicavano così il motto “divide et impera“. Se i sionisti sono la spada dell’imperialismo, gli islamisti ne sono gli ausiliari, gli harkis. Il sionismo è una calamità imposta dall’esterno al mondo arabo. Il wahhabismo è una degenerazione endogena inoculata agli arabi in modo che per primo attacchino i musulmani sunniti: turchi e gli altri arabi. Rashid Ghannouchi ha detto che i salafiti sono i “suoi figli”, essendo il padre del salafismo in Tunisia. Quindi evitate di dover distinguere tra salafismo, wahabismo e islamismo: sono la stessa razza. L’islamismo è per l’Islam ciò che è il sionismo per l’ebraismo: un’ideologia di conquista del potere in nome della religione a scapito del popolo. Allo stesso modo, come non dobbiamo confondere Islam e islamismo, non confondiamo sionismo ed ebraismo. Ma quando si sostiene di essere il protettore dei luoghi santi dell’Islam, come afferma la dinastia saudita, quando finanza e dirige gruppi islamisti, spesso terroristici, e poi nascondendo la propria origine ebraica, ne fa di fatto un “sottomarino” sionista. Secondo i documenti storici pubblicati di recente, questo sarebbe il caso del wahhabismo e della dinastia saudita. Continua a leggere

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Le promesse dei politici…

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Gender diktat: il Consiglio d’Europa chiude il fascicolo Italia

Risultati immagini per Comitato dei ministri del Consiglio d’EuropaL’Italia si è adeguata e il caso si può dire chiuso. Questo in sostanza il giudizio del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa che ha messo nello scaffale il fascicolo sull’Italia, dopo che il nostro paese ha “ubbidito” ai suoi dettami, introducendo nel suo ordinamento la legge sulle unioni civili tra partner dello stesso.

Decade dunque la condanna del luglio 2015 della Corte europea dei diritti umani con la quale i giudici di Strasburgo avevano stabilito che l’Italia aveva violato i diritti di tre coppie omosessuali perché “la protezione legale disponibile a coppie dello stesso sesso non solo non garantisce i bisogni fondamentali per una coppia che sia in una relazione stabile, ma non dà neanche sufficienti certezze“.

Da qui il diktat della Corte che aveva intimato all’Italia ad introdurre il riconoscimento legale per le coppie gay. Ora il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha diramato una nota in cui prende atto che l’Italia ha “adottato un quadro legislativo che garantisce il riconoscimento e la protezione delle coppie dello stesso sesso legate da una relazione stabile attraverso l’unione civile“. Continua a leggere

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“Fake news, colti in flagrante”. Il video che mostra la CNN mentre organizza un sit in

Risultati immagini per CNN Fake News

Come vengono fabbricate le notizie delle “fake news” dai grandi mega  mondiali? La manipolazione e la falsificazione sono ormai una costante per i “megamedia” del sistema atlantista e ogni tanto le falsificazioni più grossolane vengono a galla. 

I dubbi su molte delle ricostruzioni fatte dalla CNN nei suoi reportage sono frequenti e la manipolazione si intuisce.
Avviene a volte poi che un semplice passante, con il suo cellulare, per caso  riprenda nel momento in cui macchina della propaganda entra in azione. Ed ecco qui che la fabbricazione di una notizia della CNN viene svelata.

Vedi: Youtube.com/Watch

 

In questo video la giornalista, Becky Anderson, gli autori e tutta la troupe della CNN sono colti “con le mani nella marmellata” impegnati a costruire posticciamente una  manifestazione con tanto di cartelli di una decina di persone.  Impartiscono loro gli ordini su quello che fare durante la diretta della CNN che avrà come oggetto l’attentato di Londra.

l video ha generato l’indignazione anche di diversi giornalisti che hanno commentato sotto il post dell’autore del video.

Questo il servizio poi andato in onda sulla CNN:

Vedi: Youtube.com/Watch

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Smascherata dalla Marina libica la complicità delle ONG con i trafficanti

“…mentre la Marina Italiana tace e svolge le sue funzioni di taxi per l’invasione dei migranti africani, la Marina del paese africano nostro dirimpettaio denuncia quello che è un vero e proprio traffico di schiavi e si squarcia il velo delle menzogne e dell’ipocrisia sul reale operato delle finte Organizzazioni Umanitarie. Guarda caso si tratta di quelle ONG su cui indagavano i magistrati per accertare la provenienza di enormi flussi di finanziamenti sospetti, quasi sempre non dichiarati e tanto meno trasparenti.

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Esiste ormai la certezza che queste ONG lavorano per grosse centrali transnazionali che da tempo hanno pianificato una invasione del territorio italiano ed utilizzano l’immigrazione illegale di massa come una vera e prorpria arma geoplitica. Le stesse “benemerite” ONG  sono indifferenti al fatto di provocare migliaia di morti in mare, queste organizzazioni finte “benefiche” cofinanziano e organizzano il trasferimento di popolazioni dall’Africa verso l’Italia ed altri paesi europei con una chiara finalità di destabilizzazione sociale e di creare una mano d’opera a basso costo per le grandi multinazionali, mano d’opera disponibile anche per le varie mafie che oparano sul territorio italiano.”

L’ultimo episodio avvenuto ieri nelle acque territoriali libiche, a poche miglia dalla costa, smaschera definitivamente le complicità delle ONG con le mafie dei trafficanti e scafisti finalizzate all’immigrazione/invasione delle coste italiane.

E’ stata infatti la stessa Guardia Costiera libica ad obbligare le navi delle ONG ad allontanarsi dal limite delle acque territoriali libiche e le stesse ONG sono state accusate di aver ricevuto la segnalazione della partenza dei barconi, ben prima che questi lasciassero la costa della città di Zuara. Una evidente prova della collusione fra ONG e scafisti finalizzata al traffico di carne umana come le Procure di Catania, di Palermo e di Trapani avevano accertato dalle loro inchieste. Continua a leggere

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Goldman Sachs si arricchisce sfruttando la povertà del Venezuela

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CARACAS (VENEZUELA) – Mentre il Venezuela attraversa un periodo di grossa crisi economica e il governo Maduro è attaccato dagli eserciti privati dei grandi imprenditori, eserciti addestrati dalla Cia, la Goldman Sachs decide di sfruttare la situazione per una gigantesca speculazione. E così ha concluso con il governo venezuelano l’acquisto di bond della Petroleos de Venezuela (la società pubblica che gestisce l’estrazione e la distribuzione del petrolio in Venezuela) per 2,8 miliardi di dollari pagandoli solo 865 milioni. Si tratta di uno sconto del 70%.

Per il governo venezuelano, questi soldi sono una boccata di ossigeno indispensabile, che consentirà di comprare cibo ed altre materie prime indispensabili alla cittadinanza (i latifondisti venezuelani esportano negli Usa il 100% della loro produzione per danneggiare il paese). Per Goldman Sachs può essere un affare d’oro, dato che il Venezuela ha riserve petrolifere per 300 miliardi di dollari. Il problema è che il prezzo del petrolio attualmente è troppo basso per sostenere i programmi di assistenza alla povertà avviati negli anni scorsi da Chavez.

Fonte:http://www.julienews.it/notizia/economia-e-finanza/goldman-sachs-si-arricchisce-sfruttando-la-povert-del-venezuela/373189_economia-e-finanza_5.html

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Putin: gli oppositori di Assad non sono degli “angeli”, uccidono e decapitano la gente

Risultati immagini per Putin al Foro Economico di San PietroburgoIl presidente Putin ha dichiarato Venerdì, in una incontro pubblico,  che il presidente siriano Bashar al-Assad ha commesso molti errori ma i suoi detrattori non sono certo neppure loro “dei santi”.

“Parliamo in concreto: ha commesso errori Assad ? Sicuramente si ma quelli che sono i suoi oppositori non sono certo dei santi”.  “Chi sono quelli che uccidono e decapitano la gente? E noi dovremmo appoggiare questi elementi?”, ha detto il capo del Cremlino durante il Foro Economico di San Pietroburgo.

Putin ha riconosciuto le difficoltà di comunicazione con gli Stati Uniti nel momento di dare il consenso sugli obiettivi degli attacchi contro le posizioni dei terroristi. “Loro ci dicono: ah no, là  non potete bombardare perchè questi sono i “buoni”. E noi rispondiamo: ma come i buoni, se sono lo Stato Islamico ed il Fronte Al Nusra”, ha aggiunto Putin, mettendo in rilievo che in questo modo gli USA ostacolano la lotta antiterrorista di Mosca in Siria.

Nello stesso tempo ha assicurato che il suo paese non rimarrà con le braccia incrociate. “Non andremo ad aspettare che loro vadano dove vogliono”. In questo senso Putin ha ricordato che in Siria operano, secondo dati preliminari, circa 5.000 combattenti russi e che “questi rappresentano una minaccia reale e non fittizia per la Russia, visto che i miliziani cercano di rientrare e molti di loro ci riescono”. Continua a leggere

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11/9, perché il consulente saudita dice che dietro c’erano gli USA? – di Giulietto Chiesa

 “…quella di Katib Al-Shammari non è l’unica cicogna a volare fuori formazione. Il mese scorso un altro cittadino arabo-saudita, il direttore del Centro d’informazioni per gli Studi arabo russi, Dottor Majed Abdulaziz Al-Turki, ha sorpreso il foltissimo uditorio di militari di tutto il mondo (eccetto i paesi Nato) riuniti a Mosca per la Sesta Conferenza sulla Sicurezza Internazionale, con una relazione in cui ha dichiarato con tutta chiarezza che i gruppi terroristici “esprimono non se stessi ma le intenzioni di forze ignote, non visibili, in quanto sottoposti ai servizi segreti di alcuni paesi”.

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Consulente governo di Riad: ‘l’11 settembre 2001 fu operazione esclusivamente americana, progettata ed eseguita all’interno degli USA’

Strane cose dal mondo mentre un’America lacerata e isterica fatica a mantenere il controllo degli scenari in cui è impegolata. Ora è l’Arabia Saudita che manifesta ripetutamente segni di inquietudine e di rivalsa.
Inquietudine ben giustificata se si tiene conto che Riyadh è letteralmente appesa alla protezione americana e israeliana, e ha fondati motivi per credere che una tale America sia sempre più bisognosa di cure psichiatriche. Inquietudine che potrebbe innescare inedite reazioni vendicative, per quanto collidenti con l’interesse strategico. Come nei casi che qui stiamo esaminando, che si stanno trasformando in accuse devastanti per l’immagine e il ruolo guida di Washington.

La più clamorosa delle quali è la rivelazione saudita secondo cui “l’11 settembre 2001 è stato una operazione esclusivamente americana, progettata ed eseguita all’interno degli Stati Uniti”. Boom! Affondati in un colpo solo i servizi segreti americani e i debunkers che da sedici anni difendono la versione ufficiale dell’11/9. Continua a leggere

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