UNISEX: LA VIA PER L’INDIVIDUO SENZA IDENTITA’ – di Michele Putrino

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È notizia di queste ore che a New York, a partire da questo periodo, i genitori dei neonati potranno scegliere di far scrivere sul certificato di nascita di questi ultimi, invece di “maschio” o “femmina”, la dicitura “Gender X”. Questa è solo l’ultima follia di una ideologia che sempre più si sta affermando nelle istituzioni. In pochi hanno il coraggio di denunciare questa situazione; e quei pochi che questo coraggio lo hanno, sono violentemente attaccati e messi alla pubblica gogna. Una situazione di cui tutti dovete prendere coscienza: ne vale del vostro futuro e di quello dei vostri figli. Esiste un libro “speciale” in Italia dal titolo UNISEX e con sottotitolo “Cancellare l’identità sessuale: la nuova arma della manipolazione globale” pubblicato da Arianna Editrice. Gli autori sono la giornalista Enrica Perucchietti e lo scrittore Gianluca Marletta. Perché questo libro è “speciale”? Perché è uno dei pochissimi libri esistenti che denunciano la così detta “ideologia gender” non tramite un altro credo dogmatico, bensì attraverso una vera e propria inchiesta molto documentata. A ogni affermazione, infatti, viene sempre riportata la documentazione e le fonti verificabili. Continua a leggere

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La paura…

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Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

Platone

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SIAMO NELLA BOCCA DELLA TIGRE – Valerio Malvezzi

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MENTIRE SEMPRE, COMUNQUE E A OLTRANZA. LO SQUALLORE INFINITO DEL SISTEMA MEDIATICO ITALIANO – di Francesco Maria Toscano

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E’ sconcertante notare come l’establishment italiano, quello che andrebbe processato per avere devastato negli ultimi 25 anni il tessuto produttivo del nostro Paese, trovi ancora il coraggio di criticare le scelte del governo “gialloverde”. In questi giorni stiamo assistendo ad uno spettacolo allo stesso tempo pietoso e vergognoso, alimentato da loschi figuri che da sempre servono gli interessi di pochi speculatori internazionali in danno di tutti gli altri. Passato un decennio dallo scoppio della crisi dei mutui subprime è oramai palese come le strategie poste in essere dai vecchi governanti per “arginare la crisi” ne abbiano in realtà moltiplicato gli effetti. Non solo quello che i “soloni” chiamano “consolidamento di bilancio” ha aggravato a dismisura la condizione economica e sociale dei ceti medi e proletari, distrutto il welfare e precarizzato il mondo del lavoro, ma per giunta tutti questi “sacrifici indispensabili” hanno perfino determinato l’incontrollato aumento di quel debito pubblico vissuto strumentalmente come un moloch da blandire ad ogni costo dai soliti servi con la penna. E’ ora che tutti i cittadini capiscano che “lo Stato non è simile ad una famiglia privata”, come pateticamente ripetono i soliti pappagalli a gettone allevati nei luridi tuguri del neoliberismo estremo; anzi, come spiega lucidamente Abba Lerner, è vero l’esatto contrario: quando lo Stato spende genera ricchezza netta in favore del settore privato (famiglie e imprese). Quando invece lo Stato applica quelle politiche che il circuito mainstream definisce falsamente “responsabili” succede esattamente il contrario, famiglie e imprese si impoveriscono sacrificate sull’altare di una suggestione evocata dall’immagine dei “conti in ordine”. Continua a leggere

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Ci sono tre classi di uomini…

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Ci sono tre classi di uomini: gli amanti della saggezza, gli amanti dell’onore, e gli amanti del guadagno.

Platone

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Ministro Paolo Savona a “Porta a Porta” (09/10/2018)

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Benvenuti nella povera Germania – di Henry Tougha

 

Proponiamo ancora un articolo di The Globalist sulla Germania. Le infrastrutture fatiscenti, l’arretratezza digitale, la carenza di investimenti pubblici e privati, e un cumulo enorme di risparmio costretto a spingersi all’estero esponendosi verso debitori sempre più deboli: la Germania “locomotiva d’Europa” è un paese fragile che, per inseguire oggi, per ideologia cieca o mera tattica politica, il feticcio del deficit zero, ha compromesso il suo futuro e quello di un intero continente.

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 Di Daniel Stelter, 2 ottobre 2018

“La povera Germania”. Ma è vero? Non è una grossolana esagerazione? La Germania non è forse la locomotiva d’Europa, con la potenza di un enorme surplus commerciale, di una disoccupazione ai minimi storici e di un debito pubblico in diminuzione? Certo. Ma questa visione è superficiale e trascura ciò che sta accadendo sotto la superficie scintillante di una economia in crescita. Il paese sta sperperando il suo futuro, sta consumando troppo senza investire. La colpa è da attribuire ai vari governi guidati da Angela Merkel. Facendo la somma totale, le singole cause degli scarsi e mal diretti investimenti, esposte più in dettaglio di seguito, spiegano molto del profondo senso di frustrazione degli elettori verso i principali partiti politici tedeschi. Spiegano il senso sempre crescente di malessere nazionale, che si estende ben oltre il problema, spesso citato, dell’immigrazione. Continua a leggere

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Le Figaro – L’Europa non riuscirà a mettere in ginocchio l’Italia – di Carmenthesister

È improbabile che le istituzioni europee siano in grado di riportare la vittoria in questa guerriglia mettendo in ginocchio il governo italiano, come hanno fatto con il leader greco Alexis Tsipras nel 2015.

Certo, l’UE può contare sui mercati e sul famoso “spread” – il divario tra i tassi di indebitamento tedesco e italiano – per “disciplinare” la coalizione sovranista. Questa pressione del mercato è diventata ancora più importante da quando la BCE ha annunciato la fine del suo programma di acquisto di titoli pubblici sul mercato («Quantitative Easing») nel dicembre 2018 e l’agenzia di rating Moody’s ha dichiarato che potrebbe abbassare il rating del debito italiano nell’ottobre 2018. Ma non bisognerebbe esagerare l’importanza di questa pressione del mercato perché, anche se l’aumento dello spread rappresenta uno svantaggio per la solvibilità degli operatori privati ​​e delle banche, quindi per il credito e in definitiva per la crescita e l’occupazione, l’elettorato della coalizione non ne attribuirà la responsabilità a Salvini e Di Maio.

   

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Steve Ohana, professore di finanza presso l’ESCP Europe, storica e prestigiosa business school di Parigi,  commenta su Le Figaro, con pacatezza e ragionevolezza, la sfida aperta tra il nuovo governo italiano e le istituzioni UE, guardiane delle regole di governance che stanno portando al fallimento dell’Unione.  A differenza delle alte grida che si levano dai grandi media del nostro paese, dove sodali del vecchio establishment diffondono terrore su ogni richiesta di rinnovamento in difesa dell’interesse nazionale, secondo questa analisi le istituzioni europee non riusciranno tanto facilmente a mettere in ginocchio l’Italia, come hanno fatto con la Grecia nel 2015, per tanti motivi, non ultima l’importanza sistemica del mercato obbligazionario e del settore bancario italiano.  La strategia del governo giallo-verde è considerata dunque solida e ben fondata, e risulteranno decisive le elezioni europee della primavera 2019.  Continua a leggere

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Prof. Paolo Savona: modello economico-politico tedesco si ispira al Terzo Reich (2013)

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Chi sono gli altri

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Vi vedo così affannati a cercar di sapere chi sono gli altri e le cose come sono, quasi che gli altri e le cose per se stessi fossero così o così
(Così è, se vi pare)

Luigi Pirandello

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