Too big to fail, troppo grande per fallire

Dal  film: Too Big To Fail – Il Crollo Dei Giganti (2011)

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Macron-Libia: la Rothschild Connection – di Manlio Dinucci

«Ciò che avviene oggi in Libia è il nodo di una destabilizzazione dai molteplici aspetti»: lo ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron celebrando all’Eliseo l’accordo che «traccia la via per la pace e la riconciliazione nazionale».

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                                Khalifa Haftar ( a destra ), Emmanuel Macron ( al centro )

Macron attribuisce la caotica situazione del paese unicamente ai movimenti terroristi, i quali «approfittano della destabilizzazione politica e della ricchezza economica e finanziaria che può esistere in Libia per prosperare». Per questo – conclude – la Francia aiuta la Libia a bloccare i terroristi. Macron capovolge, in tal modo, i fatti. Artefice della destabilizzazione della Libia è stata proprio la Francia, unitamente agli Stati uniti, alla Nato e alle monarchie del Golfo.

Nel 2010, documentava la Banca mondiale, la Libia registrava in Africa i più alti indicatori di sviluppo umano, con un reddito pro capite medio-alto, l’accesso universale all’istruzione primaria e secondaria e del 46% alla terziaria. Vi trovavano lavoro circa 2 milioni di immigrati africani. La Libia favoriva con i suoi investimenti la formazione di organismi economici indipendenti dell’Unione africana. Usa e Francia – provano le mail di Hillary Clinton – si accordarono per bloccare il piano di Gheddafi di creare una moneta africana, in alternativa al dollaro e al franco Cfa (moneta che la Francia impone a 14 sue ex colonie africane). Fu la Clinton – documenta il New York Times – a far firmare al presidente Obama «un documento che autorizzava una operazione coperta in Libia e la fornitura di armi ai ribelli», compresi gruppi fino ad allora classificati come terroristi. Continua a leggere

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Macron va in Grecia: l’esponente della “sinistra radicale” Tsipras dà il benvenuto all’ex banchiere diventato presidente

Immagine correlata Emmanuel  Macron con Alexis Tsipras e Angela Merkel

Nel suo assalto alla classe operaia, l’aristocrazia finanziaria intende utilizzare la “sinistra radicale” piccolo-borghese come uno strumento politico chiave. L’incontro cordiale tra l’ex banchiere Macron e il primo ministro greco Alexis Tsipras smaschera anche la presunta opposizione a Macron della pseudo-sinistra francese. Jean-Luc Mélenchon e il Nuovo Partito Anticapitalista (NPA), che sostengono di opporsi a Macron, hanno acclamato la salita al potere di Tsipras. Se avessero preso il potere sotto Macron, come Mélenchon ha proposto di fare, la loro linea non sarebbe stata significativamente diversa da quella di Tsipras.

Nel suo primo incontro con il presidente greco Prokopīs Paulopoulos, Macron ha applaudito il diktat di austerità dell’UE in Grecia: “Vorrei rendere onore alle riforme condotte dai vostri governi, e tra breve avrò l’opportunità di uno scambio con il primo ministro Tsipras su questo argomento. Ma queste riforme devono andare di pari passo con un impegno collettivo che deve continuare a consentire la riscrittura del debito del vostro paese”.

Macron ha acclamato il “coraggio” che Syriza e la classe dirigente greca hanno mostrato nell’imposizione dell’austerità al popolo greco: “La resistenza che avete mostrato, il coraggio che avete avuto nel compiere diverse riforme, la volontà di non dimenticare i vostri principi, questa volontà di far rimanere la Grecia in Europa che avete sempre dimostrato voi, il vostro governo e il vostro Primo Ministro, mentre intorno a voi molti estremisti spingevano per abbandonarla, ci obbliga ad avere ancora più ambizione per questa Europa che continuiamo a tenere cara”.

In realtà, l’unico “coraggio” avuto da Tsipras e Syriza è stato quello di infrangere le promesse di opporsi alle misure di austerità, e di eseguire come se fossero degli schiavi le richieste delle banche, sperando che l’esercito e la polizia potessero proteggerli dalla rabbia delle masse.

L’impatto cumulativo dei tagli alle pensioni e ai salari minimi da parte di una serie di governi greci a partire dal 2008 è stato un calo medio del 40 per cento delle pensioni e degli stipendi. I fallimenti e i licenziamenti da parte delle piccole imprese, e un’ondata di smantellamenti di massa nella forza lavoro del settore pubblico hanno portato il tasso di disoccupazione al 25% (60% tra i giovani). Continua a leggere

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Le Banche dall’Inferno stanno distruggendo la civiltà occidentale – di Saman Mohammadi

nella foto:Hieronymus Bosch – Trittico del Carro di fieno

Hanno creato la crisi economica globale apposta per creare il caos globale e un’apertura politica globale per far entrare la loro schiacciasassi globale chiamata governo mondiale. Mentre ci dirigiamo verso il crollo del 2011, il collasso economico e politico di ogni nazione in Occidente sta avvenendo esattamente secondo i piani. Il destino dell’Occidente viene determinato nelle ombre della storia da parte delle banche dall’inferno che gestiscono l’America e l’Unione europea. Una volta che la verità sulla crisi economica globale sarà pienamente compresa dai popoli delle nazioni, ci saranno non solo rivolte per le strade e i negozi saranno bruciati, ma anche catastrofi politiche, rivoluzioni, impiccagioni pubbliche dei leader politici, e una sofferenza insopportabile. La verità è che i paesi in Europa e altrove non vengono salvati, essi vengono ridotti in schiavitù attraverso il debito da una classe internazionale di banchieri ladri e banditi protetti dai governi che controllano il FMI, la Banca Mondiale, la Federal Reserve Bank, ed altre banche a gestione privata. Hanno creato la crisi economica globale apposta per creare il caos globale e un’apertura politica globale per far entrare la loro schiacciasassi globale chiamata governo mondiale.I banchieri dall’inferno stanno lavorando ad un grande progetto politico, che è quello di utilizzare le moderne tecnologie e  conoscenze scientifiche per creare una nuova Babilonia su scala globale, sulle rovine della civiltà occidentale e dell’America. Continua a leggere

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Banche e creazione della moneta dal nulla – Marco Della Luna

Oggi le banche non reggono più la massa monetaria creata. Sì, esattamente: loro creano denaro o, per meglio dire, creano valori numerici denominati in euro sui depositi virtuali denominati “conti correnti”. Oggi il mercato non ce la fa più. La Bce è corsa ai ripari obbligando le banche a rispettare alcuni indici di bilancio come l’ormai famoso “Cet1” (Common equity tier 1), ma non è sufficiente…

Marco Della Luna

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Bergson e il messianismo di Jacques Attali – di Niciolas Bonnal

Risultati immagini per Macron con Jacques AttaliMacron con Jacques Attali

Un filosofo contemporaneo, argomentatore a oltranza, a cui venne fatto notare che i suoi ragionamenti dedotti in maniera irreprensibile avevano l’esperienza contro di loro, mise fine alla discussione con queste parole: «L’esperienza ha torto». Il fatto è che l’idea di regolare amministrativamente la vita è più diffusa di quanto si pensi; è un’idea naturale a suo modo, anche se noi l’abbiamo ottenuta con un procedimento artificiale di ricomposizione».

Attali si è sbagliato in tutti i suoi libri. Rileggete le sciocchezze citate in Lessico per il futuro, e la previsione del Giappone come superpotenza mondiale del ventunesimo secolo. O il suo TGV Parigi-Mosca in cinque ore. È il pedante di turno, pari a quello studiato a suo tempo da Molière.

Bergson:

«Possiamo affermare che lei ci manifesta la quintessenza stessa della pedanteria, la quale in fondo non è nient’altro che l’arte che pretende di saperne di più della natura».

L’ossessione del pedante, scrive Bergson, è di fabbricare meccanismi che danneggino la vita animale e umana:

«Così, per riassumere, è sempre lo stesso effetto che diventa via via più sottile, dall’idea di una meccanizzazione artificiale del corpo umano, se ci si può esprimere in questo modo, sino a quella di una sostituzione qualunque del naturale coll’artificiale. Una logica sempre meno ferrea, che rassomiglia sempre più alla logica dei sogni, spinge la stessa relazione verso le sfere più alte, tra termini sempre più immateriali, cosicché, alla fine, un regolamento amministrativo sta a una legge naturale o morale, per esempio, come l’abito confezionato sta al corpo che vive».

Sostituire il corpo con il vestito. Sono passato per la Francia per dieci minuti nel 2015, e sui canali mediatici promuovevano abiti da spiaggia per bambini. Ecco un paese ben tenuto al guinzaglio. Nonostante due secoli di tentativi per farli uscire dall’ombra e condurli verso luce, i francesi proseguono il loro declino intellettuale e spirituale. Questo paese-guida, oggi ai margini della civilizzazione, pretenderebbe di più. Continua a leggere

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Un consigliere di Netanyahu chiede alle potenze occidentali di non mettere fine allo Stato Islamico – di Eugenio Garcia Gascòn

Risultati immagini per benjamin netanyahu Il Professore Efraim Inbar, una autorità influente in materia di strategie militari nel Medio Oriente, sostiene che sarebbe un errore ed una pazzia distruggere il gruppo terrorista visto che il danno che ha causato e che può causare è minore rispetto ai vantaggi che offre la sua esistenza.Lo stesso professore assicura inoltre che sarebbe una buona idea prolungare la guerra in Siria. Uno degli ideologi più vicini al primo ministro israeliano, Benjamín Netanyahu, ha scritto un articolo in cui richiede all’Occidente di non eliminare militarmente lo Stato Islamico, visto che la sopravvivenza di questa organizzazione risponde all’interesse dell’Occidente. Inoltre sottolinea che il grande nemico dell’Occidente è l’Iran, una qualche cosa che, a suo giudizio, non si riconosce. Il professore Efraim Inbar, direttore del BESA, il Centro di Studi Strategici dell’università ortodossa di Bar-Ilan di Tel Aviv, è un influente accademico che realizza lavori di consulenza retribuiti per conto del governo israeliano, per l’Esercito di Israele e per la Nato, e le sue opinioni hanno un grande ascendente sulla politica estera di Israele e dell’Occidente, rispetto al Medio Oriente.“Il mantenimento della presenza dello stato Islamico serve ai nostri interessi” e “può servire come strumento per affossare i piani dell’Iran, di Hezbollah , della Sira e della Russia”.Barack Obama non voleva implicarsi nei problemi del Medio Oriente e non credo che la nuova amministrazione abbia cambiato idea. Gli USA di Obama fingevano di combattere lo Stato Islamico ma di sicuro lo facevano per giustificare il loro accordo con l’Iran. Dicono di volere eliminare l’ISIS ma non inviano truppe e non vogliono riconoscere che il principale problema per l’Occidente è l’Iran”, questo ha dichiarato Inbar in pubblico. Continua a leggere

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Gerusalemme, leader cristiani accusano Israele di ‘indebolire la presenza cristiana’

Risultati immagini per Chiesa Cristiana a Gerusalemme. Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme (lato Nord)

Dichiarazione congiunta dei capi delle Chiese della città santa. Criticata la sentenza sul caso della “Porta di Jaffa”. La comunità cristiana “dinamica e vivace” è un elemento essenziale della società. Appello alle “Chiese cristiane in tutto il mondo, ai Capi di Governo e a tutte le persone di buona volontà

Gerusalemme (AsiaNews) – “Vediamo in queste azioni un tentativo sistematico per minare l’integrità della Città Santa di Gerusalemme e della Terra Santa e indebolire la presenza cristiana”. Così i leader delle Chiese di Gerusalemme accusano Israele di violare lo Statu quo (o Status quo) che stabilisce le modalità di accesso e preghiera nei luoghi di culto di Terra Santa.

La dichiarazione pubblicata ieri si riferisce alla sentenza del caso della “Porta di Jaffa”, che conferma la cessione di tre edifici della Chiesa ortodossa a un gruppo di coloni ebraici, e un disegno di legge “politicamente motivato e che limiterebbe i diritti delle Chiese sulle loro proprietà”. Non specificata dal comunicato, la proposta di legge citata è con tutta probabilità quella che prevede la nazionalizzazione dei beni delle Chiese venduti ad aziende private, proposta dal partito Kulanu e votata da 39 membri della Knesset. Continua a leggere

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ZH – Francia e Polonia ai ferri corti: il dibattito Macron vs. Syzdlo – di Tyler Durden

Risultati immagini per Macron vs. SyzdloMacron e la leader polacca Szydlo

 

Proprio mentre la Polonia, il recente stato reietto d’Europa, sta avanzando una richiesta di risarcimento alla Germania per i danni subiti nella Seconda Guerra Mondiale, causando una frattura tra Varsavia e Berlino, il governo polacco si è impegnato anche in un’altra faida diplomatica, questa volta con il presidente francese Macron, che, come abbiamo appreso nel frattempo, spende 10.000 dollari al mese in make up.

L’ultimo battibecco è iniziato venerdì, quando il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che la Polonia si stava isolando dall’Unione europea e che i cittadini polacchi “meritano di meglio” di un governo in conflitto con “i valori democratici e i piani di riforme economiche dell’unione“. Macron ha detto che Varsavia, dove è insediato un governo euroscettico dal 2015, si sta muovendo nella direzione opposta rispetto all’Europa su numerosi temi e “non sarà in grado di stabilire il percorso del futuro dell’Europa“.

“L’Europa è un’area creata sulla base di valori, in relazione con la democrazia e la libertà con le quali la Polonia di oggi è in contrasto“, ha detto Macron mentre era in Bulgaria, durante un viaggio nell’Europa centrale e orientale, viaggio nel quale mirava, secondo Reuters, a creare sostegno a favore della propria visione di un’Europa che protegga maggiormente i propri cittadini. Continua a leggere

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Le banche e la creazione del denaro dal nulla

Il cabarettista tedesco Volker Pispers ci spiega la truffa del debito, del fiat money ( creazione del denaro dal nulla ) , di come in definitiva sia perpetuata una colossale truffa, mediante la quali pochi guadagnano, mentre una moltitudine di esseri umani diviene effettivamente schiava…

 

 

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