Chi fomenta le guerre? – di A&B

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Contrariamente a quanto la vulgata del pensiero unico vorrebbe far credere al grande pubblico, le guerre, sopratutto quelle mosse dai paesi occidentali non sono pianificate e messe in atto per scopi umanitari, per portare libertà, democrazia e progresso a popolazioni oppresse da dittatori crudeli, da presidenti reazionari che non tengono in conto i “sacrosanti” diritti delle minoranze e dei “diversi”. Non vengono poste in atto da presidenti mossi da nobili ideali o da generali che fremono per potere utilizzare i potenti mezzi di distruzione di cui i propri apparati militari sono muniti, sopratutto non sono volute dalle popolazioni che hanno tutto da perdere da tali azioni che come l’esperienza insegna sono latrici solo di distruzione, morte e miseria. Ma se nella ricerca dei mandanti ci si pone la fatidica domanda “qui prodest”, forse potremmo avere qualche sorpresa perché di sicuro le guerre non sono fomentate dagli Stati, che al contrario, come la loro classe dirigente, ci mettono solo la faccia, ma da una ristretta cerchia di interessi che fa riferimento a pochi “privati” apolidi. Questi, come ogni boss che si rispetti, il lavoro sporco lo commissionano ad altri, non amano apparire e fanno di tutto per mantenere quello che si definisce “un basso profilo”; tuttavia se si riesce a mantenere una visione d’insieme che consenta di individuare il fine ultimo a cui lavorano quelli che vengono altresì chiamati “poteri forti”, si potrà considerare i mezzi con cui questi signori ottengono i risultati che si prefiggono in una luce completamente diversa da quella che i media tentano di fare passare come l’unica legittima: dominio ottenuto con la frode e il soppruso, sfruttamento delle risorse comuni attraverso la schiavizzazione delle popolazioni e il loro defraudamento e impoverimento per meri fini personali, e la guerra, per perseguire tali fini sta diventando il mezzo privilagiato che garantisce il doppio del guadagno.

Va considerato a tal proposito che esiste un ristrettissimo numero di individui che detenendo il controllo dell’emissione del denaro controlla più o meno direttamente i governi del mondo. Quando però questa idea viene espressa viene quasi sempre liquidata come complottista, ma chissà perché attribuire ad altri le intenzioni proprie, infatti se c’è un complotto questo è a danno di chi lo subisce, non di chi lo architetta; o denunciarlo in questo mondo corrotto e putrescente costituisce una colpa?!

Per tale ragione i potentati che dominano il mondo moderno, utilizzano continuamente la tattica di non prendere in considerazione le accuse, perché sarebbe troppo pericoloso controbatterle, la maschera potrebbe cadere e il volto che cela divenire spaventosamente palese. Meglio limitarsi a un’azione di propaganda a cui mai nessuno nel “grande pubblico” ribatterà e screditando al tempo stesso i pochi critici non “allineati”.

Il controllo sugli Stati è stato ottenuto derubandoli gradualmente della loro sovranità. Ed anche se non si trova e non a caso, molta documentazione in proposito, la prima cessione è stata quella di perdere il controllo sulla moneta e sulla sua emissione, come accennato sopra. Il resto ovvero la perdita del controllo sui poteri di governo (legislativo, esecutivo e giudiziario) è stato ottenuto di conseguenza, senza particolari sforzi, con l’unica cura di sviluppare il processo con una gradualità che mostra come ad orchestrare il tutto, dietro le quinte, vi siano uomini estremamente intelligenti e lungimiranti, dei grandi strateghi.

Gli Stati divengono così dei semplici strumenti nelle mani delle élites finanziarie trasnazionali.

Per tale ragione non si deve cadere nell’errore di vedere nelle massime autorità degli Stati imperialisti i diretti responsabili di azioni che giustamente possono essere considerate criminali; una loro responsabilità è indubbia perché si prestano al tradimento dei loro popoli, ma anche loro sono delle pedine mosse da altre mani quindi è applicabile più che mai la massima evangelica “lo scandalo deve venire nel mondo, ma guai a chi darà scandalo”.

Essi di fatto sono solo dei burattini più o meno coscienti, che svolgono diligentemente il compito assegnato da altri a livelli ben diversi. Di conseguenza anche gli apparati militari e le iniziative da questi intraprese dipendono solo dagli interessi che fanno capo a questa “sfera occulta” o che tale vorrebbe essere, e indubbiamente agli occhi dei più è tale davvero.

La guerra è dunque un affare colossale a vantaggio di pochissimi, definirli uomini è davvero oltraggioso per l’umanità; costoro avendo una connotazione “luciferina” possono tranquillamente disinteressarsi delle conseguenze

Con la guerra si distrugge guadagnandoci, si ricostruisce con lo stesso risultato. Si acquisiscono enormi ricchezze e si controllano quei pochi paesi che in qualche modo si oppongono al disegno mondialista.

Siamo al cospetto di un’abulimia cronica che non si appaga neppure ingoiando tutto il pianeta con quello che contiene, ma al cospetto di questa smisurata superbia l’unica cosa andata perduta sembra essere “il ben dell’intelletto”.

 

A&B

 

 

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La Pontificia Accademia per la Vita introduce il “gender” nel proprio statuto

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La Pontificia Accademia per la Vita (PAV) adotta il linguaggio “gender” nel proprio statuto scrivendo come sia suo compito studiare “il rispetto reciproco fra generi e generazioni”. Tale sorprendente ed incomprensibile rivoluzione linguistica, difficilmente imputabile ad una svista, è stata resa nota lo scorso 4 novembre, in occasione della pubblicazione del nuovo regolamento del più importante organismo pro-life vaticano, istituito nel 1994 da Giovanni Paolo II.

“GENDER MAINSTREAM”

L’adozione delle categorie “genderiste” all’interno dello statuto vaticano è un fatto clamoroso ed emblematico di quanto il “gender mainistream” sia riuscito a penetrare ovunque, finanche all’interno delle stesse strutture ecclesiastiche.

La revisione dello statuto in “salsa gender”, messa in atto dal suo neopresidente, monsignor Vincenzo Paglia, fresco di nomina di Papa Francesco, ha per oggetto il paragrafo § 3 completamente revisionato, dell’articolo 1, all’interno del “Titolo I – Natura e finalità”, dove si legge:

“L’Accademia ha un compito di natura prevalentemente scientifica, per la promozione e difesa della vita umana (cfr Vitae mysterium, 4). In particolare studia i vari aspetti che riguardano la cura della dignità della persona umana nelle diverse età dell’esistenza, il rispetto reciproco fra generi e generazioni, la difesa della dignità di ogni singolo essere umano, la promozione di una qualità della vita umana che integri il valore materiale e spirituale, nella prospettiva di un’autentica “ecologia umana”, che aiuti a ritrovare l’equilibrio originario della Creazione tra la persona umana e l’intero universo (cfr Chirografo, 15 agosto 2016)”.

ADOZIONE DELLE CATEGORIE GENDER

L’adozione del termine “genere” all’interno dello statuto della PAV, firmato lo scorso 18 ottobre dallo stesso pontefice argentino, rappresenta un’incredibile assunzione delle categorie degli ideologi del gender all’interno della Chiesa cattolica. E’ noto quanto la rivoluzione gender faccia uso della forza persuasiva del linguaggio per portare avanti subdolamente il proprio programma sovversivo e, in tale prospettiva, parlare la neolingua del gender significa fare il gioco degli avversari sottomettendosi in maniera suicida alle sue inaccettabili regole. Continua a leggere

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Perchè brucia Israele ? – Gilad Atzmon

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 Il paesaggio rurale di Israele è saturo di alberi di pino. Questi alberi sono una novità per la regione. Quegli alberi di pino vennero introdotti nel paesaggio palestinese nei primi anni ‘30 dal Fondo Nazionale Ebraico (JNF) nel tentativo di “rivendicare quella terra”. Nel 1935, il JNF aveva piantato 1,7 milioni di alberi su una superficie totale di 1.750 acri. In oltre cinquanta anni, il JNF ha piantato oltre 260 milioni di alberi in massima parte su terre palestinesi confiscate. Ha fatto tutto in un disperato tentativo di nascondere le rovine dei villaggi palestinesi etnicamente ripuliti e cancellarne la storia.

Nel corso degli anni il JNF ha attuato un rozzo tentativo di eliminare la civiltà palestinese e il suo passato, ma ha anche cercato di rendere la Palestina simile all’Europa. Le foreste naturali palestinesi sono state sradicate. Allo stesso modo sono stati sradicati gli ulivi. E i pini hanno preso il loro posto. Nella parte meridionale del Monte Carmelo gli israeliani hanno denominato un settore la “Piccola Svizzera”. Ma ormai, non c’è rimasto molto della “Piccola Svizzera”.

Tuttavia, la realtà sul territorio è stata alquanto devastante per il JNF. Il pino non si è adattato al clima di Israele tanto quanto gli israeliani non sono riusciti ad adattarsi al Medio Oriente. Secondo le statistiche del JNF, sei su dieci degli alberelli piantati non sono sopravvissuti. Quei pochi alberi che si sono salvati hanno creato nient’altro che un trappola di fuoco. Entro la fine di ogni estate israeliana ognuna di quelle pinete è diventata una potenziale zona di morte.

Nonostante la sua capacità nucleare, il suo esercito criminale, l’occupazione, il Mossad e la sua lobby ovunque nel mondo, Israele sembra essere vulnerabile. È devastantemente aliena nella terra che afferma di possedere e gestire. Come il pino, il sionismo, Israele e gli israeliani sono estranei a quella regione

www.gilad.co.uk

Link: http://www.gilad.co.uk/writings/2016/11/25/why-israel-is-burning

Fonte:http://comedonchisciotte.org/perche-brucia-israele/

Scelto e tradotto per www.comedonchiusciotte.org da OLDHUNTER

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Le notizie sugli ospedali di Gaza che i media occidentali non pubblicano

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La mancanza di energia elettrica costringe un ospedale pediatrico di Gaza a sospendere le cure

Gaza˗Ma’an. I servizi sanitari di un ospedale pediatrico di Gaza saranno sospesi per due giorni a causa della mancanza di carburante per alimentare i generatori, secondo quanto dichiarato mercoledì dal ministero della Salute dell’enclave palestinese assediata. L’ospedale di al-Durrah sarà fuori uso per 27 ore, ha dichiarato il ministero, aggiungendo che altri ospedali di Gaza corrono lo stesso rischio. Ha inoltre avvertito circa le terribili conseguenze della mancanza di carburante sulle vite dei pazienti che dipendono da attrezzature elettriche ed elettroniche. Anche a piena capacità, le reti elettrice egiziane e israeliane, insieme all’impianto di Gaza, non riescono a coprire il fabbisogno della Striscia di Gaza e forniscono solo energia agli abitanti per otto ore al giorno. Il blocco israeliano, che limita la quantità di carburante consentita nel territorio palestinese, ha inoltre impedito a Gaza di riparare le infrastrutture danneggiate dalla devastante offensiva israeliana del 2014. Continua a leggere

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L’inquinamento urbano e il trionfo dell’incoscienza – di Enrico Galoppini

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Che cosa c’è di più ipocrita che conoscere le cause di un problema, “denunciarle” e poi far finta di nulla?

Si potrebbe dire che è un vizio connaturato all’essere umano, ed è quello che accade esattamente in materia d’inquinamento urbano (e non solo).

Sì, perché “Bruxelles”, cioè “l’Europa” tramite la sua Agenzia per l’Ambiente, ci fa sapere che ogni anno, in Europa, quasi cinquecentomila persone muoiono a causa dello smog.

Bella scoperta, si dirà. Infatti non ci vuole molto a rendersi conto che, vivendo in una camera a gas, la probabilità di contrarre malattie respiratorie, del sangue, del sistema nervoso eccetera è molto più elevata che in un contesto più sano e a misura d’uomo.

Eppure, non solo chi potrebbe fare qualcosa non fa nulla limitandosi a queste “denunce” (e a darsi un posto di lavoro in una delle tante “agenzie” preposte), ma accade anche che la maggior parte della gente si ritrova a vivere in questi contesti nocivi sperando di “avere culo”, e cioè di essere tra quelli che scamperanno a ciò che l’ultimo rapporto della suddetta agenzia definisce “morte prematura”. Continua a leggere

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Referendum: un “NO” grande quanto una casa – di Michele Rallo

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 Maria Elena Boschi e Matteo Renzi

Diciamolo chiaramente: la “riforma” che porta il nome della fatina dagli occhi turchini è una truffa a ventiquattro carati.

Altri l’hanno smontata pezzo per pezzo, compresi i richiamini per i gonzi (tipo: riduzione dei costi della politica). Non starò quindi a ripetere cose che sono note e arcinote.

D’altro canto, è il concetto stesso di “riforma” ad essere una truffa. Perché? Perché “riforma” significa soltanto “cambiamento”, mentre Renzi e soci (e prima di lui Amato, Prodi, Monti e onorata compagnia) le hanno attribuito un significato diverso, quello di “cambiamento in meglio”. La verità è che le riforme che ci sono state imposte, i cambiamenti – almeno dal 1990 ad oggi – sono stati tutti rigorosamente “in peggio”. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Abbiamo avuto riforme su riforme, in tutti i settori e in tutti i campi, dalle pensioni alla scuola, dal fisco al lavoro, e tutte rigorosamente peggiorative. Alzi la mano il pensionato che oggi stia meglio di ieri. Alzi la mano lo studente che abbia tratto un minimo vantaggio dalle ricorrenti “innovazioni”. Alzi la mano il contribuente meno tartassato. Alzi la mano il lavoratore meno precario.

Ebbene, questa riforma si inscrive a pieno titolo nell’alveo di tutte le riforme in peius che hanno distrutto la nostra società e massacrato la nostra qualità di vita, dalla caduta del muro di Berlino e dalla nascita dell’Unione Europea in poi, da quando siamo stati espropriati dei nostri beni comuni con le privatizzazioni, da quando siamo stati invasi da una ondata migratoria eterodiretta. D’altro canto, la prova provata che questa riforma va contro i nostri interessi è data dal “tifo” sfegatato con cui ne invocano l’approvazione tutti i nostri nemici%

Fonte:http://www.controinformazione.info/referendum-un-no-grande-quando-una-casa/

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L’Elite accusa una battuta d’arresto nei suoi piani ma predispone le contromisure

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Da una serie di avvenimenti intercorsi di recente, sembra che gli equilibri mondiali stiamo vivendo una periodo di transizione, una fase storica in cui i parametri stabiliti dalla elite di potere mondiale, quella che si riunisce periodicamente nei Clubs esclusivi quali la Trilateral Commission, il Club di Bilderberg, i Council of Foreign Relations, Aspen Insitute, ERT (European Round Table) ed altri organismi consimili, siano fortemente minaccati da una cambiamento di assetto che si sta verificando a vari livelli.

Quando si è riunito nel Giugno di quest’anno il famigerato Gruppo Bilderberg, per la sua 64a riunione, che si è svolta presso il lussuoso Hotel Taschenberg Palais a Dresda, in Germania, si presume che a qualche importante conclusione siano arrivati i personaggi riuniti in quel contesto, senza che però nulla sia trapelato all’esterno. La conferenza annuale dei super manager e dei massimi responsabili delle istituzioni transnazionali, un mondo di potenti riunito sotto la segretezza delle sigle e con impressionanti misure di sicurezza – oltre che con la consueta complicità della stampa mainstream prostituita, che fingeva di non accorgersi che questo famigerato Consiglio superiore di politici, banchieri e industriali potrebbe star tramando qualcosa di dannoso per il bene pubblico. Continua a leggere

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Al Parlamento Europeo si discute di strategie “queer” – di Rodolfo de Mattei

Risultati immagini per queer genderIl Gruppo Parlamentare dei Verdi ha organizzato un raduno “queer” al Parlamento europeo per  il 17 novembre per fare il punto della “situazione LGBT+” in Europa e rilanciare il piano di “normalizzazione” omosessuale in tutti i paesi membri.

SUMMIT STRATEGICO

Promotrice dell’evento, che durerà un’intera giornata dalle 9 alle 17:30, è la paladina dei “diritti” LGBT+”, nonché Vice Presidente dello stesso Parlamento, Ulrike Lunacek, che ha invitato tutti i suoi colleghi a prendere parte all’incontro denominato “Queer People Unite – Fighting the societal backlash!”. Nel testo promozionale dell’iniziativa gli organizzatori spiegano il perché di tale inusuale summit strategico, citando i paesi europei “critici”, in quanto, o ancora molto “indietro” nelle politiche “LGBT+” o, ahinoi, già troppo avanti e dunque percorsi da veementi sentimenti “reazionari”. A tutt’oggi – scrivono a tale proposito i promotori di “Queer People Unite” – non si hanno le “unioni same-sex in Malta ed Estonia. (…) una legge di propaganda in Lituania impedisce di parlare apertamente di diritti LGBTI ai bambini. (….) In Francia (…) oltre ventimila persone hanno manifestato contro il matrimonio dello stesso sesso per le strade di Parigi“. Continua a leggere

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La BCE ha creato dal nulla 11.000 miliardi di euro destinati agli investitori finanziari – di Eduardo Garzon

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“Siamo di fronte ad una nuova politica monetaria che nessuno ha votato, e che avvantaggia soprattutto le élites e che aiuta a stimolare le bolle finanziarie

E ‘molto facile da capire in che cosa consistono questi programmi di acquisto di assets: la Banca Centrale Europea crea denaro al di fuori dal nulla e lo utilizza per acquistare attivi finanziari (pubblici e privati),  che hanno in loro proprietà grandi imprese finanziarie e fondi di investimento ( nota 1 e nota 2).

Così procedendo,  questi soggetti economici entrano in possesso di assets illiquidi (che non servono molto fino a quando non arrivano alla loro scadenza ) per avere denaro contante e sonante (che poi viene utilizzato per tutti i tipi di transazioni e speculazioni finanziarie. Lo scopo ufficiale dichiarato della BCE è che, in questo modo, le società finanziarie e fondi di investimento avranno denaro fresco per l’utilizzo  in tutti i tipi di investimenti e prestiti, e quindi ottenendo di ridurre le condizioni di finanziamento delle famiglie, delle imprese e delle amministrazioni pubbliche, facilitando i prestiti ed anche  per stimolare l’attività economica e l’inflazione. In sostanza , la BCE crea denaro e lo fornisce agli investitori finanziari perchè tornino a metterlo in circolazione attraverso investimenti e prestiti ( traendone profitto lungo il tragitto , questo è chiaro). Continua a leggere

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Il reato di usura? Attenzione alle banche! – di Leonardo Lasala

Le anomalie bancarie sono sempre più diffuse ed onerose per i consumatori, mentre in Italia si restringe il perimetro delle tutele e cresce la confusione. Facciamo il punto

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Esiste un problema usura in Italia e purtroppo non si tratta solo di quella legata alla malavita.

Esiste una legge specifica (legge 108/96) e specifici riferimenti al codice penale che definiscono cosa rientri in questa materia. Dunque la definizione dovrebbe essere pacifica: se una banca non rispetta la legge, deve essere sanzionata da codice di procedura civile e/o penale.

La domanda a questo punto nasce spontanea: perchè se in Italia la norma esiste, abbiamo oggi un problema definito di “anomalie bancarie”? Continua a leggere

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