A proposito del limite di dare a Cesare quello che gli spetta

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Alexander  Solzenicyn ebbe a dire:

“Quando Cesare, dopo essersi preso tutto quanto compete a Cesare, comincia  con insistenza ancora maggiore, ad esigere da noi quanto spetta a Dio, guai se gli cediamo!”

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“Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui”

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“Non morirà mai un popolo che, malgrado l’oppressione e l’occupazione, coltiva le sue tradizioni, la sua lingua e la sua cultura”

Emiro ‘Abd Al-Qâdir al-Jaza’irî

 

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Il mondo si trova immerso in quello che definiscono lo “SCONTRO DI CIVILTA’” (o si tratta di altro) ? – di Luciano Lago

Si è svolto a Modena, presso il Circolo “La Terra dei Padri” un convegno che aveva per titolo: “Islam Europa USA quale è il vero scontro di civiltà”

Relatori: Enrico Galoppini e Luciano Lago

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La teoria dello “Scontro di Civiltà” fu elaborata per la prima volta nel 1996 nella celebre opera di Samuel Phillips Huntington, un politologo statunitense, uno dei massimi esperti di politica estera, consigliere dell’amministrazione americana ai tempi di Jimmy Carter, direttore degli Studi strategici e internazionali di Harvard, fondatore di Foreign Policy.

Huntington era un affiliato alle nuove correnti politiche neocons degli USA  ed era anche un sodale del guru neoconservatore Bernard Lewis, un ideologo di queste correnti e fondatore dell’American Enterprise Institute (Istituto per le Imprese Americane). La stessa origine dell’uso recente del termine dovrebbe far sospettare delle reali motivazioni che hanno fatto diffondere l’idea propagandata  dello “scontro delle civiltà”.

Nella sua opera del 1996, Lo scontro delle Civiltà, Huntington sosteneva con forza il concetto che la civiltà cristiana occidentale fosse destinata ad entrare in conflitto con il mondo musulmano medio – orientale. Tuttavia la pubblicazione di questo libro avvenne quasi contemporaneamente, quando nel 1997, le correnti politiche dei neocons presero piede negli USA e resero noto il loro piano “Per un nuovo secolo americano”.

Con la scomparsa dell’URSS, avvenuta nel 2011, si era dissolto quello che era l’antagonista degli USA e del “mondo occidentale”. L’elite di potere USA avvertiva la necessità di crearsi un “nuovo nemico” per focalizzare la tensione su di quello e crearsi l’alibi per giustificare le nuove guerre in previsione nel Medio Oriente ed in Asia centrale.
L’elaborazione delle tesi di Huntingon hanno avuto origine nel contesto dell’ascesa politica dei gruppi neocons statunitensi che si riunirono in quegli anni all’interno di alcuni prestigiosi Think Tank, accademie e organismi ufficiali, dove si dedicarono a teorizzare quali strategie e quali azioni sarebbero state le più idonee per consentire agli USA di stabilire definitivamente la loro egemonia unipolare a livello planetario.

La visione di fondo dei neocons era quella secondo cui agli Stati Uniti era stata assegnata la “missione” di traghettare il mondo verso un nuovo ordine mondiale dove Washington avrebbe imposto a tutti gli altri paesi il suo sistema politico e sociale, il suo modello economico ed il suo dominio unipolare. Questo era in sintesi l’idea dell’”eccezionalismo americano”. Continua a leggere

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Chi è Emmanuel Macron. Parla Francois Henrot, ex direttore della Banca Rothschild

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Obiettivi USA nel Mediterraneo: sono agricoli e commerciali. Appoggiati dalla violenza – di Antonio de Martini

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Il titolo di questo post posso riassumerlo così: gli Stati Uniti hanno destabilizzato il Mediterraneo per difendere il loro tenore di vita perseguendo una serie di obiettivi, tutti economici e quasi tutti raggiunti. La Unione Europea ha collaborato perché la sua classe dominante ha gli stessi, anche se minori, interessi. Questi interessi non coincidono con quelli italiani e dei paesi mediterranei che hanno economie differenti.

Ecco gli obbiettivi:

a)bloccare” la nuova rotta del mediterraneo ai cinesi, visto che la pirateria alimentata nello stretto di Bab el Mandeb non è stata sufficiente. Adesso scegliere un porto mediterraneo come “hub” per le proprie merci, mentre l’intero bacino è instabile, è un rischio che potrebbe costare caro a chi cerca di venire nel Mediterraneo e snobbare i porti del Nord a partire da Amsterdam, Rotterdam e Amburgo. I cinesi devono accettare di allungare di quattromila chilometri le loro rotte per mantenere la centralità dell’Atlantico. ( obj raggiunto)
b) “sconsigliare” ai cinesi di restare come primo investitore in Africa.

36.000 mila cinesi sono stati rimpatriati dalla sola Libia al costo di 3 miliardi di dollari;

le 2.000 società cinesi presenti in Africa per un totale di 32 miliardi di dollari sono considerati ormai ad alto rischio e sono in continua diminuzione.

Sinosure ( la SACE cinese) a partire dal primo trimestre del 2011 ha visto salire del 167% le richieste ( loss claims). I nuovi contratti scendere del 70,8% sempre nel solo 1 trimestre in Algeria e del 46,9 in Libia.( obj raggiunto)

c) controllare le rivolte della fame e attribuirla ad altro: ce ne sono state 37 nei primi 4 anni, poi ho smesso di contarle.

L’agricoltura USA è sovvenzionata al doppio di quella UE. Le agricolture africane non lo sono affatto e quindi non riescono a stare al passo e gli euro-americani hanno collaborato per distrarre le masse affamate con chiachiere sulla democrazia.

Nella sola Libia, la farina è aumentata di sette volte nell’ultimo anno. La Tunisia non conta più le rivolte locali per il caro vita. In Egitto la situazione degli agricoltori peggiora di continuo e si rimedia con l’emigrazione in Italia dove giungono ex agricoltori egiziani spesso ormai tubercolotici.

Si finge che le difficoltà provengano dalla fame di democrazia in maniera da continuare a arricchire le proprie agricolture ( e agricoltori) che sono la base elettorale di quasi tutti i governi occidentali. ( obj raggiunto)

d) dare ai governanti arabi di che preoccuparsi per l’interno in modo che non si interessino di politica estera e favorire così una soluzione al problema palestinese. ( obj raggiunto, ma non concluso)

d2) alleggerire la pressione sul dollaro internazionale che si sta facendo sempre più forte. Ormai raggiungere il plafond massimo di indebitamento pubblico previsto dalla legge USA non fa più nemmeno notizia. IL RAPPRESENTANTE DELLA BANCA CENTRALE CINESE ( il primo tesaurizzatore dei bond USA) HA PIÙ VOLTE UFFICIALMENTE AMMONITO GLI USA A “SCHERZARE COL FUOCO”. Questa notizia l’ha data solo l’agenzia Italia e poi nessuno l’ha più ripetuta.

e) accelerare la “democratizzazione” dei paesi arabi: Libia, Siria, Yemen e Bahrain hanno resistito. L’Arabia Saudita prende provvedimenti umoristici. La Giordania, pressata ad attaccare la Siria, non può permettersi il lusso di affrontare l’argomento nemmeno in teoria e il Sudan fa orecchie di mercante felice di non avere più la grana del Sud Sudan. L’Algeria forte del ricordo della vittoria sulla Francia incute timore. Il Marocco sembra un’isola felice grazie all’assenza di critiche “american-democratiche” e periodiche iniezioni di gerovital americano. Serve come piattaforma futura di sbarco e non si tocca. ( obj non raggiunto)

f) liberarsi del pericolo finanziario rappresentato da Gheddafi e dalla sua proposta di dinaro oro .

Persino il presidente sud africano ha accusato USA e GB e Francia di aver attaccato ” per favorire una fazione e l’occupazione straniera della LIbia”.

Gheddafi è morto, i cinque presidenti dei paesi africani che ne appoggiavano l’idea sono stati tutti sostituiti con la forza, ma l’idea di far valere le proprie materie prime si è ormai fatta strada. Il Senegal ha recentemente detto che non vuole più esportare cacao, ma fabbricare cioccolata. Un modo come un altro per dire che non vuole essere pagato in dollari.( obj fallito)

g) intimidire Turchia e Iran che andavano coagulandosi ( grazie alla complicità nata dall’aggiramento dell’embargo e sviluppata nella lotta anti kurdi) in una media potenza-alleanza nucleare.

Qui la situazione è ancora in evoluzione e il “plateau” turco-iranico si sta trasformando in un più vasto agglomerato includendo l’Afganistan e la Mesopotamia che continuano a resistere alla occupazione e controllano il golfo persico e i pipeline che affacciano il mediterraneo. Continua a leggere

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In un giorno, tre storie rivelatesi false –

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È giorno di fake news. Tre storie che stanno facendo il giro dei media, tutte basate su false premesse. Corea del Nord, Siria e Trump ne sono gli obiettivi.

1. Il Wall Street Journal afferma con un titolo #fakenews che i bit del computer-code nel recente ransomware WannaCry sono identici a quelli usati nel 2014 per hackerare la Sony (attacco falsamente imputato alla Nord Corea).

Ricercatori trovano un indizio che collega il virus ad un gruppo legato a Pyongyang

Neel Mehta, specialista di sicurezza informatica presso l’unità Google di Alphabet Inc., ha rilevato ieri delle somiglianze tra quella variante WannaCry ed il codice usato in una serie di attacchi attribuiti al gruppo Lazarus.

Il gruppo “Lazarus” (che probabilmente neanche esiste) è stato attribuito ad agenzie statali nordcoreane. Dopo sei paragrafi abbiamo appreso che le “somiglianze” sono state trovate in codici spesso riutilizzati:

I risultati non dimostrano che Lazarus o Corea siano coinvolti in WannaCry, hanno detto i ricercatori. I colpevoli dell’ultimo attacco, non ancora identificati, potrebbero aver copiato il codice in questione.

La connessione trovata nella vecchia versione si basa su software che entrambi i programmi utilizzano per collegarsi in modo sicuro ad altri sistemi su Internet, ha affermato Kurt Baumgartner, ricercatore di Kaspersky Lab.

Un codice comune si trova in quasi tutti i software che si connettono ad Internet. Il motivo è semplice. Nessuno scrive più questo codice. Ci sono ben testati esempi di tali frammenti di programma ampiamente disponibili in software open-source su Github e altrove. Fare “copia e incolla” è molto più veloce che riiniziare da capo. Peggio ancora – la parte di codice in questione è così banale che qualsiasi programmatore decente probabilmente lo scriverebbe nello stesso modo (una chiamata alla funzione Time() per ottenere un seed value per una successiva chiamata alla funzione Random ()). Non c’è motivo di fare uno più uno. Due persone che lo fanno allo stesso modo non dimostrano niente. Neanche usare un codice disponibile al pubblico dimostra niente. Certamente non dimostra che il codice per due hack diversi è stato scritto dalle stesse persone. Non è verificato che questi bug abbiano a che fare con la Corea. Le somiglianze nei bit non costituiscono notizia.

2. A febbraio, Amnesty International (che promuove gli interventi della NATO) ha pubblicato una relazione ad effetto su presunti omicidi nelle prigioni siriane. Come scrivemmo al tempo:

“Un nuovo report di Amnesty afferma che il governo siriano ha impiccato tra i 5.000 e i 13.000 prigionieri in un carcere militare in Siria. Non c’è nessuna prova, si basa tutto su fonti anonime. I numeri stessi sono stime che nessuno scienziato e nessuna corte accetterebbe mai. È fantascienza, come dimostra il titolo del documento, “Mattatoio umano”.

Il Dipartimento di Stato americano ora riutilizza questa falsa relazione e ci aggiunge immagini satellitari, mal interpretate, per diffamare ulteriormente il governo siriano:

Stati Uniti: Siria brucia corpi per nascondere la prova delle uccisioni di massa. Continua a leggere

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Trump raggira i media e persegue l’intesa con la Russia – di Gilbert Doctorow

Trump dimostra di non essersi ancora piegato ai falchi russofobi…

Risultati immagini per Trump lavrovDonald Trump e Sergei Lavrov

Secondo l’ideologia neocon che ostacola l’istituzione politica statunitense, è assiomatico che i Paesi democratici siano amanti della pace perché riflettono veramente in politica la mentalità pacifica e imprenditoriale della popolazione. Al contrario, i regimi autoritari sono guerrieri poiché intrinsecamente instabili e senza sostegno sostanzialmente fondato, ricorrono all’aggressione o alle minacce all’estero per mantenere il popolo in riga. I regimi autoritari dovrebbero essere abbattuti se si vuole la pace globale. Così gira la storia. Le azioni dell’amministrazione Trump nelle ultime settimane dimostrano, oltre ogni dubbio, che le democrazie ricorrono ad aggressioni o minacce all’estero proprio per risolvere i conflitti politici interni. Ciò è ancor più vero quando la politica è consigliata dal maestro del realismo Henry Kissinger, dalla profonda esperienza nell’ambito dei compromessi che ora esamineremo. Continua a leggere

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Il Ministro della Difesa israeliano conferma la collaborazione israeliana con l’ISIS in Siria – di Richard Silverstein

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Nel pieno delle lamentele per la minaccia islamica ad Israele ed al mondo, Bibi Netanyahu convenientemente dimentica che il suo paese sfrutta di una alleanza tacita con l’ISIS in Siria. E’ una alleanza di convenienza per essere sicuro di non farla  vantare da alcuna delle parti. Tuttavia non è molto differente da quella (alleanza) che Israele sfrutta con i suoi altri alleati mussulmani, come l’Egitto, l’Arabia Saudita e i paesi del Golfo. Continua a leggere

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Gli 8 miti della propaganda omo-transgender – di Rodolfo de Mattei

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Scopri i principali miti di cui si serve la propaganda omo-transgender per fare avanzare la sempre più fitta e prepotente agenda LGBT.

Il 19 agosto il quotidiano online statunitense “Accuracy in Media”, che si propone di monitorare scrupolosamente l’attendibilità e la serietà dell’enorme ed incessante flusso di notizie messo in circolo dal mainstream mediatico, ha pubblicato un interessante e documentato report, dal titolo Media Myths of the Homosexual-Transgender Agenda, del giornalista Peter LaBarbera presidente dell’associazione “Americans for Truth about Homosexuality” (AFTAH).

Obiettivo della relazione, come chiarisce l’autore nella premessa, è quello di esporre e smontare i principali miti e luoghi comuni esistenti attorno al tema dell’omosessualità, evidenziandone la debolezza e inconsistenza intrinseca.

Tali, oramai annose, bugie sono infatti divenute, con il tempo, dei veri e propri miti propagandistici finalizzati, grazie al supporto dei media e della potentissima lobby omo-transgender, a dare una spinta propulsiva alla sempre più fitta e prepotente agenda LGBT. Continua a leggere

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O.N.G. organizzazioni “non governabili”? – di Cinzia Palmacci

Secondo i servizi d’intelligence militari di Vienna: organizzazioni non governative Usa cosiddette “umanitarie” finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l’Europa dietro cui c’è il discusso “filantropo” George Soros

Dato che si fa un gran parlare di ONG e malaffare sulle immigrazioni, è interessante portare a conoscenza ciò che il periodico austriaco InfoDirekt ha rivelato, senza che né giornali e TG avessero dato risalto alla cosa, sebbene importante. Il periodico austriaco sarebbe venuto a conoscenza di un rapporto interno dello Österreichischen Abwehramts (i servizi d’intelligence militari di Vienna) secondo cui, in base alle informazioni di un anonimo insider, organizzazioni non governative statunitensi finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l’Europa, con specifico riferimento alla via del Mediterraneo centrale, quella che porta dalle coste libiche all’Italia meridionale.

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Secondo InfoDirekt, i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media: I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa”, sarebbe scritto nel rapporto. Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzazioni di trafficanti, mentre gli aspiranti immigrati sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo conosce questi dati da tempo ma nessuno è disposto a parlare e fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato. Da parte dei servizi, tuttavia, “si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti”. Sarebbero “le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l’Ucraina un anno fa”, con una chiara allusione alle “organizzazioni non governative” americane, cosiddette “umanitarie” e per i “diritti civili”, creazioni ed emanazioni del Dipartimento di Stato o direttamente dello speculatore e presunto filantropo George Soros come Human Rights Watch. L’articolo di InfoDirekt termina con un appello “a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence” perché “partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L’attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l’intensificarsi della crisi”. Perché i neocon e le élite americane sarebbero tanto interessate al caos immigratorio in terra europea? In un successivo articolo, lo stesso giornale austriaco rivelava che “anche in Austria c’è il Business dei profughi”, a tutto vantaggio di società riconducibili alla Barclays Bank, potentissima multinazionale finanziaria targata Rothschild. Aggiungendo che i Rothschild non disdegnano alcun affare, tra cui quello degli immigrati da “accogliere” e curare con denaro pubblico. Continua a leggere

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