Gender, LGBT e pedofilia: il ruolo della comunicazione – III parte – di Alessandro Benigni

Ideologia gender, istanze LGBT e addirittura la pedofilia fino a qualche decennio fa erano non solo inaccettabili, ma impensabili. Eppure oggi sono temi all’ordine del giorno. Tutto frutto di una ben precisa strategia comunicativa.

Continuiamo e concludiamo il discorso avviato nei giorni scorsi (qui la prima parte e qui la seconda).

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Accettare l’inaccettabile: è diventato possibile.

E’ dell’anno scorso la notizia di “quel pazzo giudice australiano” che aveva “osato” accostare omosessualità e pedofilia. Chi se la ricorda? “Pedofilia e incesto: un giorno saranno accettati come lo sono oggi i gay“. Queste “le parole shock” di Garry Neilson, un giudice che per aver notato l’evidente ha passato un mare di guai.

Il ragionamento del giudice, nella sua terrificante banalità, ricalca esattamente i meccanismi con cui atti e fatti che ieri erano assolutamente vietati, domani saranno più che plausibilmente socialmente condivisi. “Magari un giorno incesto e pedofilia saranno accettati dalla società e non saranno più tabù, proprio come è successo con le unioni gay”, ha dichiarato il giudice. “Una giuria potrebbe non vedere nulla di deplorevole nel rapporto di un fratello con sua sorella una volta che lei fosse maturata sessualmente, avesse avuto relazioni sessuali con altri uomini e fosse diventata ‘disponibile’, senza un partner fisso”. Secondo il giudice il tabù legato all’incesto sarebbe dovuto esclusivamente al timore di anormalità genetiche in caso di prole, ma anche quel problema potrebbe essere spazzato via dagli “ottimi metodi contraccettivi e dal libero accesso all’aborto”. A parte l’abominevole tesi, alla luce di quanto abbiamo visto fin qui, mi chiedo: che c’è che non va dal punto di vista della sequenza logica del suo discorso? Continua a leggere

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Banche: moneta illegale, contratti nulli – di Marco Della Luna

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Una recente ordinanza del Tribunale di Savona, nella causa n. 1580/2017, dichiara che sarebbe valido il mutuo erogato da una banca con denaro da essa creato contabilmente come “euro” anche se la banca non ha la facoltà di creare euro, ed è valido perché il mutuatario lo ha comunque utilizzato. Questa ordinanza ha espresso un principio implicante, da un lato, che il denaro bancario è valido anche se falso, purché sia accettato; e, dall’altro lato, che la banca è il disopra della legge (la quale riserva la creazione di denaro alla BCE). Il tribunale ha scritto, infatti: l’eventuale violazione delle disposizioni relative alla creazione di moneta ed alla raccolta del risparmio, in nessun caso potrebbe riverberarsi sulla validità ed efficacia del contratto di finanziamento”: ossia, le banche hanno il diritto di usare, per arricchirsi, anche il denaro da esse creato abusivamente e in violazione delle leggi. Le banche quindi sono al di sopra della legge che vale per il resto della società – quindi la legge non è eguale per tutti.

Per il Tribunale, ai fini del diritto della banca a incassare, è irrilevante se il denaro prestato sia o non sia legittimo e di origine legittima, cioè è irrilevante il problema della sua legalità. Ossia, è irrilevante il dato di diritto; mentre è rilevante il dato di fatto, ossia il fatto che quel denaro sia stato usato, accettato, dai terzi, dal mercato.  Il fatto dell’accettazione del denaro bancario legittima la pretesa bancaria superando la illegittimità della creazione monetaria da parte della banca. Nella fattispecie, la banca aveva dato a mutuo al cliente una somma di denaro da essa scritturalmente creato, e il cliente la aveva usata per pagare un appartamento mediante bonifico sul conto corrente del venditore presso un’altra banca, la quale aveva accettato questo denaro accreditandolo al venditore sul conto corrente di questi. L’accettazione del denaro contabile creato da una banca sta semplicemente nel fatto che le altre banche, nel mutuo interesse, ricevendo quel denaro, lo accreditano. Cioè i banchieri si accettano, si validano, si legittimano l’un l’altro il denaro che ciascuno di loro illecitamente crea sotto la falsa denominazione di moneta legale. E il potere giudiziario recepisce questo dato di fatto illegittimo e lo tutela. Cioè i banchieri si fanno la legge da sé e i giudici la applicano. Per contro – aggiunge l’ordinanza – la moneta scritturale creata dai cittadini non è valida, perché non ha accettazione. Questo il senso dell’ordinanza.

L’ ordinanza in esame è pertanto un’ulteriore prova del fatto che il principio della rule of law (o di legalità) non vale nel mondo reale; che vi è un ordinamento giuridico reale e materiale, non scritto, dato dai rapporti di forza effettiva, al di sopra della Costituzione ufficiale e delle leggi scritte; e che il potere giudiziario tutela questo ordinamento reale e materiale, nongià il diritto ufficiale. Right is might. Continua a leggere

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Lagarde (FMI):”Non tassate i ricchi” – di Fabrizio Marchi

“Non sono d’accordo sul fatto che tassare i ricchi sarebbe il modo più efficiente di ridurre le disuguaglianze. Penso che il modo più efficiente sarebbe quello eliminare il differenziale di genere tra uomini e donne”.

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A pronunciare queste testuali parole è Christine Lagarde, presidente del FMI (Fondo Monetario Internazionale), cioè il più alto (almeno formalmente) organismo del neoliberismo internazionale.

http://www.askanews.it/economia-estera/2017/10/12/fmi-lagarde-meno-disuguaglianze-donne-meglio-che-tassare-ricchi-pn_20171012_00228/

Fedele all’incarico conferitole, ecco che se ne esce con una dichiarazione che ha la finalità di apparire tanto “progressista e di sinistra” ma che in realtà serve a camuffare uno dei dogmi del pensiero liberista. E cioè che non si promuove sviluppo economico e la capacità di produrre ricchezza se si tassano i ricchi che invece devono essere liberi di fare profitti senza limiti. Perché più i ricchi si arricchiscono – questo recita il mantra liberista di sempre – e più cresce l’economia, l’occupazione e il lavoro per tutti. Perché a quel punto i ricchi reinvestono (anche) in attività produttive il denaro accumulato, creando altra occupazione, altro lavoro e quindi aumentando il benessere complessivo della società. Una concezione che cozza clamorosamente con la realtà, specie quella di oggi, dominata da un capitalismo finanziario sempre più “anarchico” e privo di vincoli che sta invece producendo un impoverimento generalizzato delle masse popolari. Continua a leggere

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Usa: A un battito dalla dichiarazione di guerra

4 ottobre 2016, Washington. Intervento del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito statunitense, generale Mark Milley, alla conferenza annuale dell’Associazione dell’Esercito degli Stati Uniti. Mark Milley avverte che gli Stati Uniti sono pronti a distruggere i nemici Cina, Russia, Iran, Corea del Nord. Se questa non è una dichiarazione di guerra, è la cosa che le somiglia di più nel XXI° secolo. Dobbiamo esserne da subito consapevoli per provare collettivamente a demolire la “condizione spirituale” che stanno troppo rapidamente costruendo.

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Il Governo Mondiale Invisibile

 

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L’umanità è sottomessa a un Governo Mondiale Invisibile composto di banchieri, petrolieri, finanzieri, proprietari d’immense fortune e proprietari della Banca privata della Federal Reserve USA. E’ il governo onnipotente che impone e ordina agli stati nazionali. Lo statista inglese Benjamin Disraeli che sapeva di cosa parlava ha detto: “Il mondo è governato da personaggi molto diversi da quelli che immaginano coloro che non si trovano dietro le scene”.
Il Senato degli Stati Uniti nel 1913 ha approvato un progetto con il quale la celebre e potente famiglia Rothschild fu autorizzata a unire le sue ricchezze e obiettivi economico-finanziari alla famiglia Morgan, proprietaria della banca e immensamente influente e ai famosi Rockefeller che possiedono incalcolabili fortune. Fino ad allora, era proibito che capitali esteri fossero coinvolti in banche statunitensi, come nel caso dei Rothschild, proprietari di capitale tedesco.

Il 23 dicembre 1913, la Banca privata della Federal Reserve acquistata da queste tre famiglie, si è impossessata degli Stati Uniti. Per volontà di costoro si dichiareranno guerre, attentati terroristici con conseguenze disastrose come quelle delle Torri Gemelle, secondo alcune ipotesi, gli attentati di Londra e Madrid, o gli omicidi di presidenti come dell’ecuadoriano Jaime Roldos Aguilera, del panamense Omar Torrijos, di J.F. Kennedy, Warren Harding, McKinley, Jonas Garfield, dell’africano Patrice Lumumba o di decine di tentativi per porre fine alla vita di Fidel Castro.

Queste famiglie, insieme ai gruppi che esercitano un innegabile potere, trafficano con armi di distruzione di massa o seminano morte e distruzione in tutto il mondo. Questi gruppi sono Carlyle, Bechtel, Lockheed Martin, Raytheon, General Dynamics, McDonnell Douglas, Boeing, Northrop Grumman.

Nel 1913, il famoso aviatore Charles Lindbergh, che come senatore si oppose al progetto dei miliardari, riferendosi al progetto approvato, dichiarò: “… con questa legge si costituirà il Consorzio più gigantesco della Terra. Quando il presidente la firmerà, legalizzerà il Governo Invisibile dei padroni del mondo”. Alcuni analisti sostengono che a causa di queste affermazioni, suo figlio fu rapito e assassinato.

Alcuni anni fa, James Warburg, banchiere associato ai Rothschild e ai Rockefeller, con assoluta convinzione non esente da cinismo, ha annunciato al Senato USA che “piaccia o no, avremo un governo mondiale. La questione è, se sarà raggiunto per consenso o per imposizione”.

Sono nove le famiglie che hanno denaro ed esercitano un potere assoluto. Hanno sviluppato le infrastrutture necessarie affinché la macchina del controllo dell’umanità funzioni. Miliardi di dollari pagano l’infrastruttura umana e un’organizzazione che domina i media e controlla le informazioni.
Nel suo libro “Tragedy and Hope”, Carroll Quigley ha scritto, “la rete di cospirazione che tira le fila del mondo, è costituita da banchieri e capitalisti internazionali, cioè il mondo dell’alta finanza. Raccoglie intorno a sé un esercito di scienziati, tecnocrati, politici e attori burattini per fare da ombra alla sua alta politica”.

E aggiungendo alcuni dati molto interessanti, come se non bastasse che “gli imperi economici internazionali sono interessati a promuovere l’indebitamento dei Governi. Più alto è il debito, più costosi saranno gli interessi. Ma essi possono anche richiedere al presidente di turno privilegi fiscali, monopoli di servizi o appalti di opere. Se questo non accetta, causeranno la sua caduta, promuovendo agitazioni e scioperi che, nell’impoverire la nazione, lo costringe a cedere di fronte a ciò che chiedono”. Continua a leggere

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Gender, LGBT e pedofilia: il ruolo della comunicazione – II parte – di Alessandro Benigni

Ideologia gender, cultura LGBT e persino la pedofilia stanno penetrando nella nostra società e nelle nostre menti a seguito di una strategia comunicativa ben studiata.

Alessandro Benigni continua il discorso già avviato qui.

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La “finestra” di Overton (e il principio “della rana bollita” di Chomsky)

Come molto chiaramente ci spiega Roberto Dal Bosco, “la finestra di Overton è niente più che una tecnologia di persuasione delle masse, che fa ricadere – e fa evolvere – idee in un semplice «quadro di possibilità politiche» dentro al quale si muove l’opinione pubblica e il legislatore. L’oggetto di questa tecnica di manipolazione politica, sia ben chiaro, siamo noi”.

Overton (1960-2003), ex vice-presidente del Centro d’Analisi Americano Mackinac Center For Public Policy, ci mostra con la sua teoria come sia effettivamente possibile – col tempo necessario, con la complicità dei mass media e della politica – fare accettare alle masse l’introduzione e la successiva legalizzazione di qualsiasi idea/fatto sociale, fosse anche la pratica che al momento l’opinione pubblica ritiene maggiormente inaccettabile, come la pedofilia, l’incesto, etc. Il funzionamento del modello è semplicissimo: si comincia a parlarne in ragione del progresso. Progredire significa, per la vulgata popolare, negare ogni tabù, superare ogni divieto che non regga all’analisi della critica razionale. È così che si deve poter parlare di tutto, anche di ciò che in linea teorica sarebbe bene tacere. Si procede per piccoli passi, esattamente come ci ha spiegato Noam Chomsky (1928) – un altro grande studioso di processi comunicativi – con la metafora della “rana bollita”: per la «strategia della gradualità», occorre cominciare a parlare di ciò che si vuole far accettare in modo apparentemente asettico, imparziale, senza dare nessuna idea del reale obiettivo che ci si è posti (l’accettazione socialmente condivisa). Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. Siamo rane nel pentolone: se l’acqua tiepida all’improvviso scottasse salteremmo tutti fuori, ma la temperatura viene alzata poco a poco, in modo impercettibile. Continua a leggere

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Ascoltando The Donald all’ONU – Il Saker

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Nella tarda mattinata di oggi sono iniziate ad arrivarmi in gran quantità e-mail indignate. I miei corrispondenti riferivano di “essere nauseati” e di provare “dolore al cuore”. La causa di tutto questo? Avevano appena guardato il discorso di Trump all’ONU. Ho sospirato, e ho deciso di guardare il discorso completo. Sì, è stato doloroso.

Qui potete leggere il testo completo (non ufficiale) oppure guardare qui il video [in inglese]. La maggior parte è così insulso che non mi preoccupo nemmeno di pubblicarlo per intero. Ma ci sono alcuni momenti interessanti, incluso questo:

“Stiamo spendendo quasi 700 miliardi di dollari per le nostre forze armate e per la Difesa. Il nostro esercito sarà presto il più forte che si sia mai visto”

Questa breve frase contiene la chiave per capire la ragione dietro il fatto che mentre l’esercito americano è estremamente bravo ad uccidere grandi numeri di persone, è anche estremamente scarso nel vincere le guerre. Come la maggior parte degli americani, Trump si illude che spendendo un sacco di soldi si “comprano” delle forze armate migliori. Naturalmente questo è completamente falso. Se spendere denaro fosse la chiave per una forza militare competente, le forze armate americane avrebbero già conquistato l’intero pianeta diverse volte. In realtà, non hanno vinto nulla di significativo dai tempi della guerra nel Pacifico.

Dopo essersi circondato di “esperti” di guerra dello stampo di “Cane Pazzo”, Trump ora sta riutilizzando quel vecchio mantra su come il denaro ti “compri” la vittoria, e questo è qualcosa di estremamente importante. Questo tipo di pensiero magico segnala ai paesi maggiormente minacciati dagli Stati Uniti che gli americani non sono in grado di impegnarsi in un tipo di esercizio del tipo “lezioni apprese”, che la storia non gli ha insegnato niente e che, proprio come tutti i predecessori, Trump confonde la concessione di denaro al Complesso Militare Industriale con la preparazione alla guerra. Francamente, questa è una buona notizia: che gli americani spendano pure fino alla bancarotta, che trascurino ulteriormente le loro forze armate e che continuino a credere che questo tipo di pensiero magico li porterà alla vittoria.

[Nota a margine: per la cronaca, ho incontrato e ho studiato con un sacco di eccellenti, ben educati, onorevoli, coraggiosi e patriottici ufficiali americani e il tipo di tracotanza incentrata sul denaro, da me sopra descritto, non li riguarda in alcun modo, anche solo perché sanno molto meglio di me quanto sia davvero brutta la situazione. Ci sono molti ufficiali altamente istruiti nelle forze armate statunitensi che capiscono la storia, e che sanno che il denaro porta corruzione, non vittorie. Ma per la maggior parte non vengono fatti avanzare oltre il grado di colonnello, e li troverete spesso in istituti di istruzione e in accademie militari. Avendo studiato con loro ed essendo diventato buon amico di molti di loro, mi dispiace per loro, e so che se avessero i mezzi per fermare questa follia lo farebbero] Continua a leggere

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Il lavoro della CIA

da: I tre giorni del Condor ( 1975 )

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Gender, LGBT e pedofilia: il ruolo della comunicazione – I parte – di Alessandro Benigni

L’ideologia gender, i diritti degli LGBT e persino la pedofilia vengono sdoganati a causa di una intelligente strategia comunicativa.

Nulla accade a caso…

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Il potere più pericoloso – quello trasparente, a cui tutti noi siamo in qualche modo sottomessi e sul quale nessuno di noi ha diretta possibilità d’intervento – si avvale di un supporto scientifico per manipolare e modificare a proprio piacimento i processi di accettazione sociale di fatti e pratiche che prima erano vietati e che si desidera vengano invece accettati per massimizzare il controllo.

Il primo passo consiste inizialmente nella decostruzione e quindi nell’invenzione di un nuovo mondo concettuale, linguisticamente forgiato, cui non fa riscontro alcun dato reale. La seduzione delle parole è potenziata da tecniche specifiche con cui vengono introdotte pratiche e realtà che da uno stadio di radicale non-accettazione vengono poi a trovarsi come socialmente condivisibili, quindi condivise, infine giustificate per legge, senza che l’opinione pubblica abbia coscienza dei meccanismi che hanno prodotto questo mutamento.

L’effetto Dunning–Kruger

Cominciamo con un dato di fatto: l’avvento dei social network ha diffuso un po’ ovunque la convinzione (o meglio l’illusione) sociale di essere competenti sui temi più disparati: dalle tecnologie energetiche ai problemi politici più complessi, dalle questioni economiche più complicate fino ai dibattiti di natura bioetica, per definizione da affrontare sempre con la massima conoscenza, competenza e cautela possibili.

Nella piazza virtuale ci sentiamo oggi tutti in grado di dire la nostra, direttamente e pubblicamente, influenzando così in un modo o nell’altro un numero indefinito di lettori, per lo più sconosciuti, che nulla o quasi possono sapere sulle nostre reali conoscenze e abilità, senza essere riconosciuti come opinion leader. Continua a leggere

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L’ingegneria del consenso

L’ingegneria del consenso – L’arma principale di cui dispone la propaganda è, senza ombra di dubbio, la persuasione, la più ingenua e la più scoperta fra le tecniche impiegate per distruggere le opinioni.

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La massima espressione della persuasione è costituita dalla pubblicità, la forma di persuasione “tecnologicamente” più avanzata ed al cui modello stanno conformandosi tutte le forme di comunicazione [1].
In ”In Trust Us We’re Experts”, Stauber e Rampton hanno raccolto alcuni dati convincenti che descrivono la scienza della creazione dell’opinione pubblica in America, facendo risalire la moderna influenza del pubblico all’inizio del secolo scorso e mettendo in rilievo il lavoro di tipi come Edward L. Bernays, da molti considerato il “padre della persuasione” e che ha influenzato anche Josef Goebbels, Ministro per la propaganda di Adolf Hitler.

L’ingegneria del consenso

All’inizio del XX secolo come teorizzato da Sigmund Freud, comincia ad emergere che la mente consta in larga misura di un inconscio il quale, molto probabilmente, alimenta il conscio con ciò che diverrà pensiero.
Si tratta della teoria del subconscio che Edward L. Bernays decide di sfruttare.
Egli definisce il suo approccio ”ingegneria del consenso”, basandosi sul lavoro dello stesso Freud (tra l’altro suo zio) e quindi attribuendo alle sue tecniche il termine scientifiche.
In ”Propaganda”, il suo libro più autorevole, Bernays afferma che la manipolazione delle masse è assolutamente necessaria affinché una democrazia funzioni [2].
Bernays paragona la massa ad ”un gregge che ha bisogno di venire guidato”, ed ha la stessa visione delle folle che si può riscontrare anche in altre Opere, fra cui la famosa ”Psicologia delle masse”, di Gustav Le Bon.
Egli però, non si limita ad affermare, come Le Bon, che le civiltà sono state create e guidate da una piccola aristocrazia intellettuale, e mai dalle folle che, in quanto istintive ed indisciplinate non hanno che la forza di distruggere, finendo, inevitabilmente, per essere dominate da elementi che hanno dell’anima delle folle una conoscenza istintiva, spesso sicurissima e che, conoscendola bene, ne diventano facilmente i padroni.

La manipolazione scientifica dell’opinione pubblica

Edward Bernays non si limita ad affermare che ”la democrazia è retta da una minoranza intelligente che sa come guidare e controllare le masse”.
Egli è certo che ”la manipolazione scientifica dell’opinione pubblica è necessaria per superare il caos e il conflitto in una società democratica” e che risultati migliori si otterranno se il controllo delle masse avverrà a loro insaputa.
Nel suo libro ”Propaganda”, Bernays affronta, senza tanti giri di parole, quella che il professor Charles Wright Mills definisce “élite al potere”, affermando che “La manipolazione consapevole e intelligente delle opinioni e delle abitudini organizzate delle masse costituisce un importante elemento di una società democratica. Coloro i quali manipolano questo impercettibile meccanismo sociale formano un Governo invisibile che costituisce il vero potere esecutivo del Paese. Noi siamo governati, le nostre mentalità plasmate, i nostri gusti modellati, le nostre idee suggerite in gran parte da gente di cui non abbiamo mai sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi ogni azione della nostra vita quotidiana, sia questa nell’ambito della politica o degli affari, nel comportamento sociale o nel pensiero etico, siamo dominati da un numero relativamente piccolo di individui […] che comprendono i processi mentali e gli schemi sociali delle masse. Sono loro che manovrano i fili per controllare l’opinione pubblica. ” [3]. Continua a leggere

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